Perché Final Fantasy XIV non è passato al free-to-play?

Ce lo spiega il producer e director Yoshida.

Il producer e director di Final Fantasy XIV, Naoki Yoshida, ha spiegato come mai il reboot dell'MMO di Square Enix continuerà a richiedere una sottoscrizione e non passerà piuttosto all'imperante F2P.

"La ragione principale per cui non siamo passati al free-to-play è che, al lancio del gioco originale, questo non ha rispettato le aspettative e ha anzi deluso molti fan", ha spiegato Yoshida a VG247.

"Abbiamo perso la fiducia dei fan, dopo che ci avevano seguiti per 25 anni. Vogliamo riguadagnarla".

Come fare per riscattarsi, allora, con A Realm Reborn?

"Una delle promesse che avevamo fatto era che avremmo pubblicato un gioco con un modello di sottoscrizione. I giocatori saranno in grado di giocare 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, 365 giorni all'anno solo se pagano un abbonamento".

"Quindi", ha concluso il producer, "per riguadagnare la fiducia dei giocatori dobbiamo rispettare questa promessa. Ora crediamo che questo sia più importante di qualunque decisione di business".

Vai ai commenti (4)

Riguardo l'autore

Paolo Sirio

Paolo Sirio

Redattore

Boxaro ma non troppo, sonaro a tratti con un occhio di riguardo per Nintendo, comprende ben presto che il mestiere del giornalista, filtrato per la passione dei videogiochi, ha tutto un altro sapore.

Contenuti correlati o recenti

Articoli correlati...

Project Witchstone è l'RPG indie che promette di rivoluzionare il genere

Sulle orme di Dungeons & Dragons il prossimo anno su PC, Xbox One e PlayStation 4.

Dragon Age 4 non sarà lanciato prima di metà 2022

L'attesa per il nuovo capitolo si fa lunga.

Commenti (4)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

Nascondi i commenti coi punteggi più bassi
Ordine
Visualizza