Skyrim: Dragonborn - review

Ora c'è un altro Dragonborn in circolazione!

Scherzando e ridendo (o sarebbe meglio dire “questando e ridendo”?), Skyrim gira dentro le nostre console da oramai un anno.

Magari voi siete tra quelli che si sono subito rotti le scatole ma vi assicuriamo che c'è ancora gente che lo carica, forse non ogni giorno come un tempo, ma che almeno una volta a settimana organizza una bella passeggiata per il freddo continente di Tamriel, a caccia di avventure o soltanto per respirare ancora una volta l'aria pungente delle inconfondibili albe di Solitude. Oppure siete dei giocatori “immersivi”, che non usano i fast travel nemmeno dopo 130 ore di gameplay: magari siete ancora lì, alle prese con la quest principale, accumulando espansioni per perdervi in un mondo più grande.

A tutti voi è dedicato questo nuovo DLC. Ma come, non siete voi i Dragonborn? Assolutamente vero, avete una buona memoria. Peccato che una volta pagati i circa venti euro richiesti, e dopo aver scaricato i settecento mega necessari per attivare i contenuti nella vostra partita di Skyrim, scoprirete che esiste ora un altro Dragonborn. Non sarete più i soli! Inoltre questo Sangue di Drago non è affatto contento di vedervi gironzolare felici, epici e cazzuti, tra le lande di Skyrim, e ha mandato dei cultisti a farvi le penne.

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Sebbene l'isola di Solsthein non sia poi così diversa dal continente di Skyrim, alcuni suoi centri abitati sono in pieno stile Morrowind.

Fortuna vuole che non siate degli sprovveduti: uccisi gli scagnozzi scoprirete che il Dragonborn conosciuto col nome di Miraak appesta con la sua presenza l'isola di Solsthein, un piccolo fazzoletto di terra che galleggia a poche miglia di distanza tra le coste di Skyrim e quelle di Morrowind. Vi va di fare una gita?

"Percorrere Solsthein richiede pochi minuti ma è abbastanza spaziosa per contenere ore di nuovi contenuti"

Solsthein è grande ma non troppo. Percorrerla in lungo e in largo richiede pochi minuti ma è abbastanza spaziosa per contenere ore ed ore di nuovi contenuti, rimanendo comunque un luogo credibile. Il suo aspetto non è poi così diverso da un qualsiasi scorcio di Skyrim, ma l'architettura tipica di Morrowind si potrà trovare qua e là, con piccole ma intense pennellate di enormi funghi grattacielo e case che sembrano tartarughe giganti, armature di resina e ossa a guardia delle porte, il tutto incorniciato da un grosso vulcano attivo che sputa cenere su un terzo del territorio. L'atmosfera di questa silenziosa isola del nord è decisamente strana, come strano è il comportamento dei suoi abitanti: qualcuno sembra controllare i loro pensieri, costringendoli a costruire enormi monumenti che trasudano corruzione e sangue.

In Dragonborn troverete una sostanziosa quest principale che richiederà un bel po' di ore per essere portata a termine, ma anche una quantità pazzesca di missioni secondarie, il cui numero non vi farà certo rimpiangere quelle del continente che vi sarete lasciati alle spalle. Da dieci ore appena fino a trenta ore di gioco, è il tempo che più o meno servirà per portare a termine questa espansione, una cifra ragguardevole e che dà un senso ai 1600 Microsoft Point richiesti per giocarci.

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Dragonborn presenterà il solito campionario di creature pronte a farci la pelle, con alcune novità.

Dragonborn presenta anche contenuti tutti nuovi, come nuovi urli del drago, nuovi mostri (alcuni davvero bastardi!), nuovi materiali e di conseguenza nuove armature e armi, nuovi dungeon pensati appositamente per il DLC e anche qualche nuovo bug.

"Cavalcare un drago è possibile ma con più limiti di quanto ci si poteva immaginare"

Dragonborn era un'espansione molto attesa anche perché prometteva di lasciarci cavalcare liberamente un drago: tale possibilità è presente ma in una versione molto più limitata di quanto ci si poteva immaginare. Una volta in sella a una di queste bestie (che potrete domare grazie a un nuovo urlo), vi sarà data la possibilità di mirare il terreno e attaccare con il classico soffio infuocato, mentre gli spostamenti saranno gestiti automaticamente dal gioco. I draghi possono essere anche usati per viaggiare velocemente tra le locazioni scoperte ma tale funzione non è poi così utile, viste le ridotte dimensioni dell'isola di Solsthein e considerando che non li si potrà utilizzare una volta tornati tra i picchi di Skyrim.

Dal punto di vista tecnico, Dragonborn è praticamente identico a Skyrim, senza alcuna novità di rilievo se non dei pesanti rallentamenti che vi sorprenderanno quando meno ve lo aspetterete, senza quindi il bisogno di un numero particolarmente elevato di personaggi su schermo o chissà quale bella vista per apparire.

Dragonborn è sicuramente più consistente di Dawnguard, la prima espansione di Skyrim, quindi è di ben altro livello anche rispetto al piccolo Hearthfire. Il DLC stupisce per la cura con cui è stato realizzato, coi toni tutto sommato originali di cui è impregnata la missione principale, arricchita da ottimi personaggi e divertenti dungeon da affrontare. Se avete ancora bisogno di Skyrim, questa è sicuramente l'espansione che non potete perdervi.

8 /10

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Riguardo l'autore

Francesco Serino

Francesco Serino

Redattore

Dopo aver diretto molte riviste del settore si ritrova scrittore collaborando con alcuni importanti quotidiani ma non dimenticando il giornalismo videoludico specializzato, settore nel quale ritorna grazie a Eurogamer.

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