Battlefield 4 - preview

Eurogamer vola a San Francisco per il lancio del gioco!

San Francisco - E così, ci siamo finalmente arrivati. Dopo i fuochi d'artificio di febbraio in quel di New York, quando Sony ha presentato al mondo la PlayStation 4 e con essa la next-gen, è venuto il momento di assistere alla prima demo di Battlefield 4, gioco col quale Electronic Arts spera di ridurre il divario con Call of Duty dopo la deludente parentesi di Medal of Honor: Warfighter.

L'occasione per la presentazione l'ha offerta la Game Developer Conference di San Francisco, evento al quale il colosso americano si è agganciato mostrando per la prima volta la nuova fatica dei DICE. La location prescelta è stata il Metreon, un cinema multisala situato nel centro della città, nel quale è accorsa la stampa di tutto il mondo per vedere cosa attendersi dal futuro dei videogame.

L'importanza dell'evento è stata sottolineata anche dalla presenza di tutto l'establishment di Electronic Arts. A pochi metri da noi sono infatti transitati Frank Gibeau, Peter Moore e addirittura uno smagrito John Riccitiello, che nonostante le fresche dimissioni s'è seduto in prima fila come un capitano che, sul molo, guarda allontanarsi all'orizzonte la nave che ha comandato per anni.

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Volti così realistici non si erano mai visti: basteranno da soli a rendere i videogiochi ancora più avvincenti?

Quel che abbiamo visto è quanto potete trovare nel video riproposto qui sotto, pertanto non ci dilungheremo in particolari descrizioni della demo da 17 minuti proiettata su un maxischermo ed enfatizzata da un impianto audio di tutto rispetto. Non possiamo però negare che ciò che ha colpito sin dall'inizio l'attenzione di tutti è stata la grafica, davvero notevole, che ha ridefinito inevitabilmente il concetto di fotorealismo.

E non tanto per le ambientazioni quanto per i volti dei personaggi, che visti di sfuggita potrebbero sembrare quelli di attori in carne ed ossa. Certo, il problema resta che l'anima ancora non riusciamo a simularla, e dunque a dei visi capaci di mostrare anche il sudore che ne imperlava le fronti, facevano da contraltare degli sguardi un po' vacui che hanno finito per stridere con la qualità mostrata nel resto del gioco. Né possiamo fare a meno di sottolineare che la demo di Battlefield 4 girava su un PC e non su una console, a meno che non abbiano aggiunto i tasti "E" ed "F" alla PlayStation 4.

Ma si tratta di questioni che paiono quasi marginali quando si assiste agli incredibili effetti particellari, che uniti a un'illuminazione spettacolare all'aria uno spessore e una volume di stupefacente realismo. Il modo in cui la luce filtrava attraverso le finestre, evidenziando la polvere sospesa tra le macerie della città di Baku, ha fatto invecchiare di colpo quanto riteniamo sia oggi lo stato dell'arte della tecnica.

"Il motore grafico Frostbyte 3 ha fatto invecchiare di colpo quanto riteniamo sia oggi lo stato dell'arte"

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Finita la dimostrazione, abbiamo trovato dei totem Xbox 360 nei quali girava Battlefield 3, che è subito parso un gioco tecnicamente preistorico.

Il discorso è analogo quando l'azione si è spostata successivamente in un'area di periferia, nella quale abbiamo potuto ammirare una vegetazione realistica come non mai. Anche l'acqua è sembrata molto convincente, più però per le rifrazioni che non per il suo moto, in linea invece con gli standard attuali. Dove però si è notata la potenza a disposizione è stato nelle esplosioni, nella polvere che alzavano i rotori degli elicotteri, nei movimenti dei fili d'erba e nelle animazioni dei nemici quando, colpiti a morte, stramazzavano al suolo.

La parte tecnicamente più sorprendente è stata però quando la spettacolare fuga sui tetti di una fabbrica ha mostrato una distruttibilità dei livelli superiore a quella ammirata in Battlefield 3, col protagonista che franava da un piano all'altro della costruzione dopo il crollo del tetto. In quel frangente si è potuta ammirare non solo un'ottima regia ma anche un'esagerazione di detriti, mossi da una potenza di calcolo che lascia intuire un futuro sempre più all'insegna del realismo.

Terminata le demo del livello 'Fishing in Baku', è salito sul palco Patrick Soderlund, CEO di DICE, che ha ricordato il decennale della serie e la capacità dello sviluppatore scandinavo di ridefinire il multiplayer nell'ambito degli FPS. Un'affermazione questa che involontariamente ha sottolineato la mancanza nella demo di un qualsiasi accenno all'online, per vedere il quale dovremo dunque attendere una nuova presentazione.

"Nella demo è mancato un qualsiasi accenno all'online"

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Tolta la grafica spettacolare, il single player di Battlefield 4 non è parso molto diverso da quanto visto in BF3.

È stata poi la volta di Patrick Bach, executive producer di DICE, che è salito sullo stage con una slide alle sue spalle che mostrava i seguenti termini: "umano, drammatico, credibile". A suo dire, infatti, è proprio grazie alla grafica next-gen che ci immedesimeremo ancora di più nei videogiochi, finendo col confondere il reale col virtuale. È una tesi che riprende quanto dichiarato da David Cage in occasione del lancio della PlayStation e sulla quale ci sarebbe molto di cui discutere.

Dichiarazioni come questa paiono quasi voler dire che la prossima generazione di hardware, oltre a una grafica fotorealistica non offrirà molto altro. Certo, poter contare le gocce di sudore sulla fronte di un soldato virtuale fa pur sempre un certo effetto, ma non si può dimenticare che anni fa eravamo in grado di emozionarci di fronte a titoli con grafiche oggi risibili, che però apparivano incredibilmente realistici perché la nostra fantasia era in grado di aggiungere ciò che mancava.

In questa guerra di trincea che, sotterraneamente, si sta combattendo da anni tra l'immaginazione e i poligoni, non possiamo che augurarci che i game designer si ricordino che c'è ancora molto da fare per sviluppare ulteriormente il nostro medium e che la grafica non può essere l'unico pilastro sui poggiare un'intera generazione di console.

"La prossima generazione di hardware, oltre a una grafica fotorealistica, non pare avere molto altro da offrire"

Al di là di queste considerazioni, che però di fondo esulano dal soggetto di questa anteprima, non possiamo che guardare a Battlefield 4 con la massima attenzione, nella speranza di poterlo provare di persona, possibilmente su una console della prossima generazione.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it  |  Agonista

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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