Super Mario Bros. 2 - review

Il sogno virtuale di un idraulico.

Quando ci si ritrova a dover scrivere di Super Mario Bros. 2 si tende sempre a fare un po' di confusione. Tutti conoscono il capostipite della serie, tutti ci hanno giocato almeno una volta, e se non l'hanno fatto dovrebbero sbrigarsi a recuperare questo capolavoro senza tempo. Ma il secondo capitolo, bhe... quella è tutta un'altra storia.

In Giappone, Super Mario Bros. 2 altro non è che uno spin off del predecessore. Edito in occidente solo successivamente, col titolo di Super Mario Bros.: The Lost Levels, si trattava unicamente di una raccolta di livelli molto più complessi e difficili, forse troppo difficili. Il gioco era, solo per fornire un'approssimazione non troppo lontana dalla realtà, una sorta di modalità Hard del primo Super Mario Bros. Un prodotto un po' atipico, lontano dai gusti degli occidentali e difficile da commercializzare.

Che fare quindi? Non si poteva certo lasciar perdere il seguito di uno dei titoli di punta Nintendo. La mascotte della grande N aveva bisogno di una nuova avventura, era necessario. Fortuna vuole che, proprio in quel momento, negli studi Nintendo un altro gioco si preparasse a essere pacchettizzato e venduto: Yume Kōjō: Doki Doki Panic. Bastò una rapida modifica al gameplay, un cambio di cast et voilà, Mario si ritrova catapultato in un mondo che somiglia tanto alle mille e una notte, sostituito di peso a un altro protagonista e impacchettato, solo per essere venduto sugli scaffali occidentali col titolo di Super Mario Bros. 2.

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Ecco com'era in origine questo gioco, vi dice nulla?

È questo il titolo che Nintendo ha deciso di ripubblicare sulla Virtual Console della giovanissima Wii U per la gioia delle nuove generazioni e degli inguaribili nostalgici come noi. Sì perché messa da parte la travagliata storia della sua nascita, Super Mario Bros. 2 è un titolo che si lascia apprezzare ancora oggi dagli appassionati. Una parentesi che, per quanto commerciale, è riuscita ad arricchire comunque la storia della serie, introducendo nel mondo di Mario personaggi che ancora oggi lo popolano (gli shy guy ad esempio).

E se ciò non bastasse le peculiarità del gioco meritano comunque una prova veloce, fosse anche solo per la gioia di arricchire la vostra cultura videoludica.

Siete di fronte al più atipico dei capitoli della serie. L'unico, a parte l'originale Mario Bros., in cui non è possibile uccidere un nemico semplicemente saltando sopra di esso. Il primo a introdurre una barra dell'energia. Nonché il primo a sconvolgere completamente l'immaginario della serie, giustificando storia e ambientazione atipica come il sogno (letteralmente) di un Mario stanco di avventure. Un sogno in grado però di introdurre nella serie tanti piccoli accorgimenti che, se non fosse stato per la mossa di marketing di Nintendo, forse non avremmo ritrovato successivamente. O forse sì, fatto sta che si tratta comunque di un capitolo che, pur non essendo il più riuscito, ha la sua importanza.

"Per la prima volta i giocatori hanno potuto affrontare i livelli nei panni di più di due personaggi"

Il vistoso cambio di gameplay lo rende un capitolo unico nel suo genere. Per la prima volta nella storia della saga i giocatori hanno potuto affrontare i livelli nei panni di più di due personaggi, ciascuno con le proprie peculiarità. A Mario e Luigi si aggiungono la principessa Peach, che stranamente decise di non farsi rapire, e il simpatico e onnipresente Toad.

Due nuovi protagonisti in grado di dare un importante al gameplay grazie a delle semplici ma utilissime abilità: la maggiore velocità del piccolo funghetto che, pur non potendo saltare molto in alto, era in grado di fuggire a gambe levate da qualunque pericolo e la peculiare capacità della principessa di fluttuare per un po' a mezzaria, forse per via della sua ampia veste.

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L'idea di inserire più personaggi, per quanto scontata, rendeva il titolo sicuramente originale. Almeno per l'epoca.

La realtà è quindi che, per quanto il gameplay fosse molto più statico e lento dei suoi predecessori (e soprattutto dei suoi successori) Super Mario Bros. 2 aggiunse alla formula una certa varietà. Ogni personaggio affrontava i livelli nel suo personalissimo modo e, spesso, scegliere quello giusto per un determinato quadro poteva davvero fare la differenza.

I livelli erano infatti divisi in stanze, molte delle quali presentavano un'estensione ampia tanto in verticale che in orizzontale. Era necessario arrampicarsi, spostare oggetti, evitare trappole, esplorare il mondo di gioco alla ricerca di chiavi da usare per aprire porte nascoste. Tutti elementi astrusi dal gameplay di Mario, ma che aggiungevano un tocco di piccante.

Non serve quindi un genio per capire che, nel bene o nel male, Super Mario Bros. 2 è stato un capitolo importante della serie. Peccato che questa nuova versione del titolo porti con sé non solo i fasti passati, ma anche qualche piccolo difetto.

"Già dal primo livello di gioco, abbiamo notato una lunga serie di sfarfallii dell'immagine"

Riproposto nella versione originale per NES, il gioco punta quasi tutto sull'effetto nostalgia, un po' come la maggior parte dei titoli editi in versione virtual console. Comprensibilmente non è stato fatto alcuno sforzo per migliorare il titolo a livello grafico, ma quel che stupisce è la carenza dell'emulazione. Il software proprietario di Nintendo non aveva mai dato problemi, né su Nintendo 3DS né su Wii, ci siamo quindi sorpresi non poco quando, già dal primo livello di gioco, abbiamo notato una lunga serie di sfarfallii dell'immagine. Ad esserne afflitti erano soprattutto gli sprite dei nemici, che arrivavano anche a svanire del tutto per alcune frazioni di secondo.

Abbiamo inoltre notato come, nonostante la discreta qualità della levetta analogia del controller il gioco non rispondesse bene ai comandi, tanto che molto spesso ci si ritrovava a dover fare i conti con salti imprecisi e improvvisi decessi del personaggio. Meglio il D-pad che si adegua in modo migliore a questo tipo di giochi. Pregevole anche la possibilità di giocare direttamente sullo schermo del controller. Questa features infatti, presente già in molti dei titoli virtual console, si adatta alla perfezione a Super Mario Bros. 2. La grafica, sgranata sugli enormi televisori HD dei salotti odierni, rende invece benissimo sul piccolo schermo del GamePad. Sarà forse che ci ricorda molto le ore trascorse a giocare col nostro gameboy, ma il controller sembra quasi nato per giocare titoli del genere.

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Uno dei meriti/demeriti di Super Mario Bros. 2 è stato di introdurre nel mondo dei videogiochi Strutzi (anche noto come Birdo). Uno dei personaggi più strani e ambigui mai disegnati.

In conclusione Super Mario Bros. 2 è l'ennesimo titolo per virtual console, che si presenta con un tocco di nostalgia e pressoché identico e quello giocato sui Nintendo della nostra infanzia. Un capolavoro senza tempo in grado di divertire tutt'ora con un'esperienza particolare e inconsueta, a prescindere dalle proprie origini. Peccato solo per i bug grafici che, del tutto inaccettabili in un titolo del genere, rappresentano una grave pecca, soprattutto se si considera che emulare un NES al giorno d'oggi non è poi così difficile, soprattutto coi software proprietari di Nintendo.

Un peccato anche per il prezzo che, data anche la natura del prodotto avrebbe potuto essere più basso. Insomma, se avete qualche euro da spendere e siete curiosi di sperimentare un Super Mario un po' particolare, forse è il caso di farci un pensierino. Se lo avete già giocato su GameBoy o NES e non vi sentite particolarmente nostalgici, passate pure avanti.

7 /10

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Riguardo l'autore

Fabio Davide

Fabio Davide

Redattore

Giocatore fin dalla più tenera età, fagocita di tutto ma digerisce solo i veri capolavori. Dopo 7 anni nel settore del gaming aveva pensato di trovarsi un lavoro nella ristorazione, ma poi ha ceduto al fascino di Eurogamer.

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