Intel SSD 335 240GB - review

Vediamo come si comporta la nuova generazione di dischi SSD di Intel.

Il rilascio della serie 335 della gamma di SSD Intel (nome in codice Jaycrest) ha previsto un cambiamento molto rilevante nel procedimento costruttivo dei banch di memoria: si è infatti passati dai 25 nanometri delle NAND della vecchia generazione ai 20 nanometri di quella attuale. La serie 335 risulta essere quindi molto simile alla precedente, la 330, ma risulta essere più competitiva a livello di mercato visti i costi inferiori praticati all'utente finale. Un ulteriore vantaggio della riduzione delle NAND, è quello dell'abbattimento della richiesta energetica, passata dagli 850mW della serie precedente ai 350mW dell'attuale. Anche il consumo in Idle ha subito una riduzione notevole passando da 600mW a 275mW. A conti fatti si parla di una diminuzione dei consumi di oltre il 50%.

All'interno di un disco SSD marchiato Intel ci si aspetterebbe di trovare un controller made in Intel, e invece no; in questo disco a stato solido da 240 GB troviamo un controller SandForce (LSI) SF-2281. Si tratta di un lieve miglioramento rispetto alla serie 330, precedentemente in commercio, che mantiene inalterate le altre caratteristiche come l'interfaccia SATA a 6Gb/s e le performance di lettura e scrittura sequenziale a 500/425 MB/s, mentre quella random, si attesta a valori di 42k / 52k IOPS. All'interno della confezione di vendita retail, oltre al disco troveremo un adattatore per utilizzarlo all'interno di un alloggiamento da 3.5" del nostro case, corredato delle viti necessarie, un cavo dati SATA e uno per l'alimentazione, il CD contenente i driver e le istruzioni e garanzia.

"La serie 335 risulta essere molto simile alla precedente, la 330, con il nuovo processo produttivo, risulta essere più competitiva a livello di mercato con costi inferiori anche per l'utente finale"

contenuto
Il contenuto della confezione al gran completo, tutto l'occorrente per l'installazione del disco è fornito, cavi e ferramenta inclusi.

Il disco si presenta nel solito formato da 2.5", con uno spessore da 9.5 millimetri e un peso di 78 grammi: lo spessore, leggermente sopra la media, permette l'installazione in qualunque desktop o notebook, mentre l'installazione su alcuni modelli di ultrabook non sarà possibile. Esteticamente non c'è molto da dire, si tratta di un'unità completamente in alluminio, con il logo Intel sulla parte anteriore e un adesivo con le specifiche tecniche su quella posteriore. Aprire il disco per controllarne l'interno è semplice: solo quattro viti tengono insieme i due componenti della gabbia esterna mentre al suo interno è presente una PCB poco più piccola del case in alluminio, con un distanziatore in plastica per evitare che gli urti possano danneggiarla. Non manca un pad termico per facilitare la dissipazione del calore prodotta dal controller.

Il primo lato contiene otto delle 16 NAND che compongono questo SSD mentre dall'altro lato troviamo le restanti otto e il controller SandForce, nello specifico un SF2281VB1-SDC. Come abbiamo già detto questo disco sfrutta un processo produttivo a 20 nm ma mette in mostra le stesse prestazioni della precedente generazione a 25nm. Inizialmente questo tipo di controller ha incontrato alcune difficoltà di gioventù, ma con gli ultimi firmware è in grado di garantire ottime prestazioni per velocità di lettura/scrittura dei dati, la compressione e la compensazione degli errori.

toolbox
Il tool fornito dal Intel per la gestione dei propri dischi SSD, oltre alle funzionalità informative, ci consente l'aggiornamento del firmware, l'ottimizzazione del disco, e consigli su come impostare i parametri del computer per ottenere prestazioni migliori.

Il controller SandForce supporta la tecnologia di compressione dei dati, questo gli permette di ottenere elevate velocità quando i dati da trasferire sono comprimibili e garantisce un usura minore delle NAND, grazie a minori cicli di scrittura e cancellazione delle memorie. Per la protezione dei dati sono presenti anche l'ECC (Error Correction Code) che permette il recupero tramite riparazione dei dati in caso di correzione degli stessi, una funzionalità inutile quando il disco profuma ancora di nuovo, ma indispensabile quando verrà affaticato dal tempo e le possibilità di errori in scrittura aumenteranno.

"All'interno di un disco SSD marchiato Intel ci si aspetterebbe un controller made in Intel, e invece no, in questo disco a stato solido dal taglio di 240 GB troviamo un controller SandForce (LSI) SF-2281"

All'interno del disco d'installazione, o comunque reperibile sul sito di Intel, è presente l'utility di gestione Intel SSD Drive Toolbox. Si tratta di un programma che permette di ottenere informazioni su tutti i dischi installati all'interno del computer e di eseguire funzioni specifiche di diagnostica per i dischi Intel. Si tratta di un programma molto facile da usare ma allo stesso tempo efficace. Una volta avviata la schermata principale ci mostra un riassunto della configurazione dell'unità, indicando il modello, la versione del firmware caricato, il numero di serie e lo stato dell'unità utilizzando i valori S.M.A.R.T. e traducendoli in maniera facilmente leggibile. La barra a sinistra, nel nostro caso piena, indica che il disco è in perfetta salute, quella di destra ci mostra la durata teorica, in forma percentuale, del nostro disco SSD.

Le funzioni del Toolbox sono numerose. L'Intel SSD Optimizer è un'utility che si occupa della gestione dei TRIM del disco: effettuata periodicamente consente di mantenere elevate le prestazioni e prolungare la vita del disco stesso. Per evitare di dimenticarsene, è possibile impostare questa attività in maniera automatizzata dal tool di Intel. Il Secure Erase garantisce la rimozione sicura dei dati presenti sul disco con diversi passaggi di scrittura e ripristina il disco alle condizioni iniziali. L'ottimizzatore del sistema consente di visualizzare alcune attività da svolgere sul PC per ottenere le massime prestazioni dal disco, come impostare il controller dei dischi in modalità AHCI, disabilitare l'indicizzazione e la deframmentazione dei dischi SSD per prolungarne la vita.

atto
ATTO consente di testare le velocità al variare della dimensione del file si parte da 0.5kb fino a 8192kb per un totale di 256MB di dati trasferiti.

Per effettuare i nostri test abbiamo eseguito due prove, prima e dopo l'aggiornamento del firmware. Su questo disco sono stati utilizzati i seguenti benchmark con questa configurazione:

  • CPU: Intel i7 3930k@3.20GHz
  • Motherboard: MSI X79A-GD64 (8D)
  • RAM: Corsair Vengeance 4x4GB

Un altro test è stato effettuato con AS SSD in versione 1.7; in questo caso le prove effettuate eseguono test sia in lettura che in scrittura in maniera sequenziale e casuale. Inoltre il software prevede la possibilità di eseguire dei test sulla copia di dati, in formato ISO, di simulare la copia di un programma e infine di un gioco per concludersi con un test sulla compressione dei dati anche in questo caso in lettura e scrittura.

Il CrystalMark 3 esegue test analoghi a quelli di AS SSD, con lettura e scrittura di dati sia sequenziale sia casuale.

"La serie 335 di Intel utilizza lo standard SATA 6GB/s potendo così garantire, almeno nominalmente, una velocità di lettura/scrittura sequenziale pari a 500/450 MB/s"

Come possiamo vedere globalmente, i risultati ottenuti dopo l'aggiornamento del firmware hanno mostrato degli incrementi fino al 10% di prestazioni, pertanto è opportuno mantenere aggiornata la versione del firmware del nostro disco così da poter godere di performance ottimali.

Una volta abbandonati i benchmark abbiamo voluto testare le velocità di trasferimento attraverso uno scenario più reale, come la copia di file tramite TeraCopy. Abbiamo quindi effettuato due test, il primo copiando da una cartella a una nuova sullo stesso disco 5GB di foto in formato JPG, il secondo copiando 5 GB di file Mp3. Per il trasferimento di 5GB di immagini sono stati necessari 53 secondi, mentre per il trasferimento dello stesso quantitativo in formato Mp3 48 secondi.

Questo SSD ha una capacità di 256 GB (16 NAND da 16GB): con la tabelle di conversione ci troviamo quindi di fronte a 238GB riconosciuti, al quale va sottratto il 7% riservato dal sistema; all'utente rimangono quindi disponibili circa 223GB. Il prezzo di vendita di questa unità è di circa 180 € con un prezzo al GB (utilizzabile) di circa 0.80€ per un rapporto qualità/prezzo molto conveniente. La garanzia di tre anni fornita dal produttore rappresenta un ulteriore valore aggiunto che rende questo prodotto una buona scelta nel panorama dei dischi a stato solido presenti sul mercato.

8 /10

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Riguardo l'autore

Marco Ballabio

Marco Ballabio

Redattore

Adepto spirituale del Pastore fin dai tempi di TGM, è sempre alla ricerca dell’ultimo pezzo per completare il suo PC definitivo. Impresa, come quella di Dylan Dog e del suo galeone, infinita.

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