Ryse: Son of Rome - prova

L'antica Roma di Xbox One.

Los Angeles - Tra tutti i titoli della line-up iniziale di Xbox One, Ryse: Son of Rome rappresenta uno dei giochi graficamente più impressionanti. Certo, direte voi, abbastanza prevedibile, considerando che alle redini dello sviluppo troviamo dei veterani del calibro di Crytek già abituati a stupire con la propria tecnologia. Ma quanti di voi ricordano Project Kingdoms, una sfortunata IP apparsa nell'edizione 2011 dell'E3 presentata proprio dal team tedesco come esclusiva per Xbox 360?

Invitati ad un party serale dal team di Microsoft abbiamo avuto la fortuna di provare in anteprima le sanguinolente gesta di Marius Titus, ripercorrendo l'intera sequenza presentata alla platea proprio qualche giorno fa. Pad alla mano ci siamo dunque ritrovati nel cuore dell'attacco in quel di Dover, prezioso avamposto controllato da un esercito di barbari agguerriti.

Nemmeno il tempo di sbarcare dalle navi in direzione della catapulta, obiettivo dell'incursione romana, che un'enorme macigno infuocato - in compagnia di qualche dozzina di frecce - decima le imperiali file. Noi ce la caviamo con una botta, ci rialziamo un po' rintronati e ci ritroviamo in mezzo ad un gruppetto di barbari non propriamente ospitali. Tempo di estrarre la spada e usare lo scudo, insomma.

Le meccaniche di combattimento di Ryse, apparentemente riassumibili con un semplicistico button mashing, sono in realtà più approfondite di quanto possa sembrare. Colpire gli avversari e respingerne gli attacchi richiede al giocatore un certo tempismo, considerando che per la maggior parte del tempo ci ritroveremo accerchiati da più nemici che tutto fanno tranne che attendere il proprio turno. Non si tratta soltanto di premere il tasto A e ruotare lo stick sinistro in direzione dell'attacco, ma di analizzare il movimento nemico, cercando di carpire il momento dell'attacco per poi respingerlo.

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Ryse è sicuramente uno dei titoli graficamente più impressionanti mai visti.

La pressione del tasto X permette di cimentarsi nel classico fendente, mentre con Y potremo colpire il barbaro di turno con lo scudo, guadagnato spazio per un immediato contrattacco. Se nei primi minuti I barbari cadono senza troppa resistenza di fronte alla nostra lama, già dalla seconda metà della demo li vedrete schivare i colpi e indietreggiare. Ancora una volta, premere X o Y come dei forsennati non si dimostra la soluzione migliore, poiché nella maggior parte dei casi ci si ritrova sbilanciati e quasi completamente aperti alla controffensiva avversaria, che diventerebbe difficile da parare.

"Le meccaniche di combattimento sono più approfondite di quanto possa sembrare"

Potremmo quasi dire che il combat system di Ryse cerchi di emulare quello visto nei recenti Batman, pur senza raggiungerne fluidità e precisione. Quello che proprio non manca è il sangue, che scorre copioso ad ogni colpo accompagnato da qualche arto mozzato o da qualche giugulare recisa di netto.

Portare a segno correttamente una breve sequenza di colpi farà apparire l'icona del tasto B sopra le teste delle aspiranti vittime, che se premuto con tempismo scatenerà la classica esecuzione in Quick Time Events. Le esecuzioni disponibili in Ryse sono oltre 120, e spaziano da gole trafitte a teste brutalmente calpestate, senza disdegnare uccisioni doppie alla Assassin's Creed. Lo stile utilizzato varia in base alla posizione del giocatore e alla serie di colpi portati a segno, garantendo una maggiore spettacolarità grazie ad un effetto rallentato che ne accentua la brutalità.

Tutto molto bello e tutto perfetto? Beh, non proprio, soprattutto per quanto riguarda i QTE. Se da un lato il producer di Ryse ha cercato di sottolineare insistentemente come essi non fossero semplici eventi quicktime, quanto piuttosto delle esecuzioni opzionali che se correttamente portate a termine avrebbero portato in dono perk o salute aggiuntiva, dall'altro si ha l'impressione di trovarsi davvero di fronte ai più classici (e banali) dei QTE.

"Il multiplayer includerà un cmobattimento tutti contro tutti simile a uno scontro di gladiatori"

Non solo la loro frequenza è eccessiva e rischia di frammentare le sequenze di gioco, ma fallirne uno non comporterà alcuna interruzione dell'esecuzione, che verrà comunque portata a termine (senza alcun bonus guadagnato). Inoltre, e questa è la cosa peggiore, una volta avviata una kill la telecamera verrà centrata sullo sfortunato di turno, tagliando fuori dal campo visivo ogni altro eventuale nemico.

Nettamente più interessante invece è la breve sezione "in formazione", dove Titus e il manipolo di soldati devono procedure a testuggine per eliminare un gruppo di arcieri a suon di lance. Anche in questo caso, sarà necessario alternare con tempismo la fase difensiva (premendo il tasto A) a quella offensiva (premendo due volte il dorsale destro, una per estrarre le lance e una seconda per scagliarle).

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Per ora il gameplay di Ryse sembra dipendere troppo dai QTE.

Pizzicati dalle nostre domande, i ragazzi di Crytek ci hanno concesso qualche fugace informazione sul multiplayer del titolo, che includerà un combattimento tutti conto tutti simile ad una grande arena di gladiatori. Contrariamente a quanto succede nel single player, ogni giocatore potrà personalizzare a piacimento il proprio alter ego, sia dal punto di vista estetico sia offensivo. Maggiori dettagli a riguardo arriveranno nel corso dell'estate.

A fianco del supporto a Kinect per il riconoscimento vocale di specifici comandi, Ryse sarà compatibile con SmartGlass, permettendo ai giocatori di utilizzare una guida strategica curata dagli stessi sviluppatori, di monitorare l'andamento dei progressi di gioco e, cosa più interessante, di osservare a quale punto dell'avventura siano arrivati i giocatori presenti nella nostra lista amici.

Ryse: Son of Rome, in conclusione, appare un prodotto sì interessante e ben rifinito, ma particolarmente viziato da una presenza eccessiva di eventi quicktime che, pur regalando un alto tasso di spettacolarità, rendono il gameplay eccessivamente frammentato. Nulla da eccepire sul sistema di attacco/parata, superficiale soltanto in apparenza ma alla prova dei fatti complessivamente ben calibrato, così come applausi scroscianti per un impianto tecnologico davvero di prim'ordine. La next gen di Crytek insomma è bellissima da vedere e truce quanto basta, ma cercando di stupire il giocatore rischia di sacrificare parte della giocabilità.

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Alberto Destro

Alberto Destro

Redattore

Eterno Peter Pan intrappolato nel corpo di un trentenne, ha barattato la propria ombra per tastiera e controller. Il tutto per la gioia dell'adorata moglie, che si chiede cos'ha fatto per meritarsi un tale nerd.

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