Los Angeles - Se fosse un programma tv, la storia di Final Fantasy XIV sarebbe una di quelle vicende tristissime in cui persone apparentemente normali finiscono per sviluppare patologie mostruose o vivere in una casa sepolti dall'immondizia, una di quelle trasmissioni che la gente guarda per il gusto di vedere come si ci può ridurre sbagliando ogni cosa, confortandosi nel fatto di essere diversi.

Tutto nasce da Rapture, che doveva essere un MMO in esclusiva per Xbox 360, rapidamente dimenticato fin quando nel 2009 uscì la prima versione di Final Fantasy XIV, un gioco per Pc e Ps3, un gioco che si rivelò un disastro.

Il periodo di beta fece uscire tutte le magagne possibili e immaginabili: lag, interfaccia scomoda, quest buggate, tanto per citare le lamentele più evidenti, e quando il gioco fu lanciato nel 2010, lo tsunami di critiche aveva lasciato solo macerie, dalle quali Square Enix tentò faticosamente di rialzarsi e mettere pezze, chiedendo scusa ai fan, e avendo il buongusto di non chiedere un abbonamento mensile per giocare.

Tuttavia, la compagnia si rese ben presto conto che la situazione era troppo compromessa per sperare di uscire con qualche patch, e così mentre parte del team si occupava della manutenzione per i pochi giocatori rimasti, il personale rimanente fu messo al lavoro su un remake che sfruttasse un nuovo motore grafico e tenesse conto dei suggerimenti della community: A Realm Reborn.

1
Square Enix punta forte sul rilancio di Final Fantasy XIV. Sarà una scommessa vincente?

Il perché di questo accanimento è presto detto: anche se il gioco porta con sé il costo di circa tre MMO, il che lo rende uno dei giochi più costosi di sempre. il suo predecessore, Final Fantasy XI è il titolo che ha generato i maggiori guadagni in tutta la serie, e Square Enix punta ancora a bissarne il successo.

A Realm Reborn è dunque una grandissima scommessa, e grazie all'E3 potremo capire se questa volta la ciambella è venuta col buco.

"A Realm Reborn è una grandissima scommessa"

La prima impressione ha un sapore molto classico. Il gioco vuol essere un ritorno alle radici della serie, sotto molti aspetti, dai dialoghi alla visione artistica, tanto che si ha il feeling di essre di fronte a JRPG a 16-bit pompato con una pozione a base di next gen, e la cosa non è affatto male. Al suo interno troverete tutto ciò che ci si aspetterebbe da un titolo della serie: evocazioni, chocobo, imperi che puntano al dominio del mondo, strane creature e, ovviamente capigliature fuori dall'ordinario.

La scommessa di A Realm Reborn è quella di riuscire a portare su console un titolo che sia molto più profondo dei possibili concorrenti, ma che risulti comunque piacevole da giocare con un pad. Vario, ma appetibile al pubblico console, solitamente meno avvezzo alle mille complicazioni di un gioco di ruolo online.

Un elemento che rende senza dubbio piacevole l'esperienza di A Realm Reborn è una grafica degna dei tempi che viviamo (soprattutto su PC, la versione PS3 è ovviamente un po' meno performante), persino per un genere normalmente abbastanza contenuto dal punto di vista visivo. È bello constatare che siamo anni luce lontani dalla povertà dell'incarnazione precedente, che è stato rimosso l'assurdo limite dei 40 personaggi su schermo contemporaneamente.

"Graficamente siamo anni luce lontani dalla povertà dell'incarnazione precedente"

Le zone fuori città sono dense di vegetazione, ricche di dettagli, vive, e quando si passa dai centri abitati può capitare di rimanere qualche secondo ad ammirare le splendide architetture dei palazzi. Finalmente in casa Square Enix si respira aria di next-gen, o qualcosa di molto vicino.

L'unico cambiamento che non ci sentiamo di appoggiare è la rimozione, confermata da Square Enix, di gran parte delle musiche composte da Nobuo Uematsu, create specificatamente per il gioco. Al suo posto troviamo comunque degli ottimi arrangiamenti a cura di Masayoshi, ma se Uematsu è ritenuto una leggenda un motivo ci sarà.

Ovviamente provare un MMO durante l'E3 non rende appieno l'idea, è come vedere un film guardando dalla finestra. Quindi la demo si concentrava solo sulla battaglia contro Ifrit che, una volta sconfitto, diventerà una delle evocazioni che potrete scatenare durante gli scontri, come da tradizione.

2
I chocobo, marchio di fabbrica della serie, non potevano certo mancare.

Ciò che abbiamo visto e provato è soltanto una fetta di una torta gigantesca, ma il gusto è stato sufficientemente ricco da farci venire voglia di un secondo assaggio, magari fatto con più calma nella tranquillità delle nostre mura domestiche. Molto interessante è il fatto che Square Enix abbia tenuto conto anche di chi vuole godersi il gioco senza dover per forza fare gruppo con gli altri giocatori ( o semplicemente non ha amici che giocano), e abbiano trasformato il Chocobo da un semplice mezzo di locomozione a compagno vero e proprio, in grado di tankare, assistervi e attaccare o distrarre gli avversari.

"Finalmente in casa Square Enix si respira aria di next-gen"

La sensazione ricevuta è che il gioco sia moderno, senza per questo scadere nel "casual". Su PS3 le magie sono mappate sia sui tasti normali che sul pad direzionale, e con R2 e L2 possiamo decidere quale dei due set usare.

Questa scelta rende abbastanza immediato l'uso di ogni abilità, tuttavia ci pare che il sistema di mira sia un po' troppo confusionario, soprattutto nelle situazioni più concitate. Per lanciare un attacco dovremo infatti premere X mentre guardiamo l'obiettivo, così da agganciarlo, e solo a quel punto saremo sicuri che i nostri colpi andranno a segno, questo vale soprattutto per le classi melee. Per essere ancora più sicuri di non perdere mai di vista il bersaglio, schiacciando lo stick analogico sinistro la visuale si blocca su di lui, il che rende le cose un po' più semplici, soprattutto ai caster.

Probabilmente durante il questing "standard" questi problemi si avvertono un po' meno, ma quando su schermo ci sono una quindicina di persone che si muovono e lanciano magie contro un mostro alto tre piani, si avverte qualche difficoltà.

3
Le quest non mancheranno, ma per ora abbiamo potuto provarle solo nel ruolo di damage dealer.

Purtroppo non possiamo dirvi quanto questo sistema renda la vita difficile agli healer, perché durante la prova ci è stato assegnato un lancer, ovvero un damage dealer prevalentemente melee dotato di armi lunghe, ma probabilmente basta che l'healer si agganci al proprio tank di riferimento, spammando ogni tanto qualche cura di gruppo, e tutto dovrebbe risolversi egregiamente.

Adesso non resta che provare la beta con maggiore calma, cosa che faremo non appena tornati da Los Angeles, in attesa dell'uscita, prevista per Agosto, per capire se Square Enix è riuscita nell'ardua impresa di recuperare un gioco che sembrava morto ancora prima di nascere, convincendo non solo la stampa di settore, ma soprattutto i giocatori.

Vi abbiamo stuzzicato con questa preview dall'E3 2013? Allora correte a scaricare la Beta 3 di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, che vi regaliamo ora nel nostro nuovo giveaway: 300 chiavi per PS3 e 200 per PC. Che aspettate?

Riguardo l'autore

Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

Altri articoli da Lorenzo Fantoni