Valiant Hearts: The Great War - preview

La poesia può nascere anche dall'orrore della guerra.  

Parigi - Parlare del motore grafico per introdurre un gioco come Valiant Hearts: The Great War è come introdurre la Gioconda parlando della qualità dei colori ad olio utilizzati da Leonardo, ma non possiamo esimerci dal sottolineare come la nuova verve artistica mostrata da Ubisoft durante gli Ubi Digital Days 2013 sia in gran parte ascrivibile all'avere a disposizione un set di strumenti potente e flessibile come l'UbiArt Framework, che ha consentito agli artisti transalpini di tradurre in videogioco ogni loro visione.

La conferma arriva dallo stesso team di sviluppo che ha confessato di come il progetto sia nato proprio sviluppando uno dei tanti esperimenti che Michael Ancel, il leggendario creatore di Rayman e Beyond Good&Evil, ha chiesto di creare al suo team di disegnatori.

È nato così un progetto decisamente interessante, con alcune idee di base già piuttosto chiare ed altre ancora in via di sviluppo. Ci troviamo, infatti, ancora ad uno stadio embrionale del gioco, nel quale Ubisoft Montpellier sta ancora lavorando per delineare al meglio i contorni del progetto, il modello economico che verrà utilizzato per la sua distribuzione, ma anche le piattaforme di riferimento. Infatti, non è ancora stato deciso come verrà distribuito Valiant Hearts: The Great War, se nella classica versione completa o se in forma episodica, formula consentita dalla divisione in capitoli del gioco.

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Il tratto marcato e la caratterizzazione un po' caricaturale distinguono Valiant Hearts: The Great War da tutti gli altri giochi.

Valiant Hearts: The Great War racconterà la tragica storia di un giovane tedesco, Karl, che è stato separato dalla sua promessa sposa dalla Prima Guerra Mondiale. La sua ragazza è infatti francese e i due si trovano così divisi a pochi giorni dalle nozze da centinaia di chilometri di morte, combattimenti ed orrore. Una storia delicata e tenera che riesce a sopravvivere nonostante la violenza del conflitto, ispirata alle lettere di Felix Chazal, il bisnonno dello sviluppatore Yoan Fanise, che inviò a casa diverse toccanti lettere dal fronte in quel periodo. In queste missive descriveva diversi momenti di vista reale che ha vissuto al fronte, che sicuramente non troveranno mai spazio all'interno di un libro di storia, ma sono ugualmente importanti per capire un evento di questa portata.

"Il progetto è nato sviluppando un esperimento di Michael Ancel"

Lo scopo è quello di far vedere sì le atrocità della guerra, ma anche la capacità dell'uomo di saper sorridere nelle situazioni più drammatiche, di farsi forza ed andare avanti. La storia di Karl sarà narrata attraverso le vicende di cinque personaggi (tra cui lo stesso protagonista), uniti tra di loro dal simpatico Wolf, un Rottweiler che suo malgrado si trova coinvolto in questo conflitto.

Il cane non sarà solo un elemento narrativo, ma diventerà sia una parte integrante del gameplay, sia una delle principali leve che gli sviluppatori utilizzeranno per creare empatia tra i giocatori e i personaggi su schermo. Utilizzando il piccolo touchscreen presente sul DualShock 4, infatti, potremo impartire a Wolf dei semplici comandi, ma soprattutto fargli una carezza, un grattino sulla pancia o giocare con lui, lanciandogli un osso nella speranza che lo riporti idietro.

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Il ritmo del gioco sarà pacato anche durante le scene più 'intense'.

Da quanto visto finora Valiant Hearts: The Great War mescolerà alcuni elementi platform con alcuni semplici puzzle da risolvere in maniera del tutto simile ad un'avventura grafica. Questi andranno superati utilizzando sia gli oggetti trovati lungo il percorso, sia sfruttando alcune delle caratteristiche del personaggio controllato. Nella prima sezione mostrata agli Ubidays abbiamo fatto la conoscenza di Emile, un cuoco francese tenuto prigioniero in un campo tedesco.

"Valiant Hearts: The Great War mescolerà alcuni elementi platform con alcuni semplici puzzle"

Il gioco si apre con una piccola sezione nella quale l'uomo deve preparare il pasto per i suoi carcerieri, comandando un semplice macchinario per cuocere le salsicce. Ruotando la leva analogica del DualShock 4 sceglieremo l'ingrediente e con la X lo faremo scendere nel calderone. Un cartellone alle spalle della scena spiega comunque in maniera inequivocabile la corretta successione delle azioni da fare, facendoci capire che al momento l'intento degli sviluppatori non è quello di spremere le meningi dei giocatori, quanto di intrattenerli lungo tutto il racconto.

Una sensazione simile l'abbiamo avuta anche nella seconda sequenza, quando controllando Freddie, un geniere americano dislocato in Europa, abbiamo dovuto infiltrarci tra le linee nemiche per sabotare un ponte. Lanciando alcuni oggetti per distrarre le guardie nemiche o delle granate per distruggere gli ostacoli, Freddie si è fatto strada lungo il livello, permettendoci di vedere come il gioco manterrà inalterato il ritmo pacato del gameplay, anche nei frangenti più intensi.

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I puzzle da risolvere saranno piuttosto semplici, ma intratterranno il giocatore lungo tutta la storia.

L'avanzamento nei livelli sarà comunque lineare, come lineare sarà anche la risoluzione dei vari enigmi. Come abbiamo già detto, similmente a quanto visto nei The Walking Dead di Telltale, il cuore di tutta la produzione sarà nelle emozioni che questa vuole suscitare all'interno del giocatore, nell'empatia che si vuole creare con Wolf e nel voler raccontare una storia delicata ed interessante. La parte giocata è quasi un elemento di secondo piano, fondamentale per cucire tra di loro i diversi episodi, ma non centrale di per sé.

"Il cuore di Valiant Hearts sarà nelle emozioni che vuole suscitare all'interno del giocatore, nell'empatia che si vuole creare con Wolf e nel voler raccontare una storia delicata ed interessante.."

È chiaro, quindi, come il valore aggiunto di tutta la produzione sia il magistrale utilizzo dell'UbiArt Framework, utilizzato per creare una sorta di fumetto animato ed interattivo. Il tratto deciso e spesso caricaturale con il quale sono disegnati i vari personaggi è di chiara ispirazione europea e persino i 'dialoghi' sono realizzati tramite brevi balloon nei quali verrà raffigurato l'oggetto della conversazione.

Similmente le musiche cercano sempre di accompagnare il gioco con melodie delicate e per certi versi strazianti, in modo da sottolineare le scene più drammatiche con un appropriato accompagnamento.

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Potrete grattare la pancia di Wolf utilizzando il touchscreen del pad PS4.

Questa cura per i dettagli non dovrebbe comunque impedire a Valiant Hearts: The Great War di raggiungere praticamente tutte le principali piattaforme presenti attualmente e nel prossimo futuro sul mercato. Il gioco di Ubisoft, infatti, dovrebbe approdare su PS3, Xbox 360, WiiU, PS4 e Xbox One durante il 2014.

Rimanete con noi per qualsiasi novità riguardante questa avventura.

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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