Poco tempo fa un conoscente mi raccontava di aver sentito parlare di Satoshi Tajiri quest'estate durante un soggiorno calabrese. Pare proprio che il padre dei Pokémon, da buon amante della natura ed entomologo in erba qual č, trascorra spesso e volentieri le sue vacanze in un borgo nei pressi della cima piů alta dell'Aspromonte (Montalto). Qui č trattato dagli autoctoni con l'ospitalitŕ e la riverenza che solo ad un guru si possono riservare, con frequenti peregrinaggi alla sua porta accompagnati da lusinghe e cesti di prodotti locali.

La vicenda di Satoshi č un po' la metafora della sua creatura a volte inerte, spesso capace di svecchiare una formula fin troppo rodata, ma, sopra ogni cosa, da sempre insensibile alle rare contrazioni di "mamma Nintendo" (qualcuno ha detto Wii U?) perché dotata di una base d'utenza fedele e ricettiva come poche. Consapevolezza e posata tranquillitŕ che sono ovviamente emerse dall'anteprima italiana dei nuovi Pokémon X e Y, tenutasi in una "cascina metropolitana" perfettamente in linea con l'estro bucolico della serie.

Poco č stato aggiunto a quanto rivelato durante la presentazione alla stampa specializzata dello scorso E3, e silenzio rigoroso su ogni argomento che tracimasse dai pochi minuti di demo a tempo installata sulle postazioni di prova. Nella breve dimostrazione si č venuti a conoscenza della protagonista femminile (che questa volta sarŕ personalizzabile tramite il character editor presente nella versione finale del gioco) alle prese con Pikachu selvatici, i sempre graditi combattimenti occasionali nell'erba alta, un Pokémon da cavalcare (sorprendentemente incapace di superare le rampe di scale) e un dottore masochista che prima ci fornisce di un Mewtwo di centesimo livello e poi ci propone di sfidare i suoi mediocri esemplari.

La prima cosa che balza all'occhio č la pulizia grafica del motore 3D (si tratta del primo gioco della serie integralmente in tre dimensioni) e del cel shading che, impeccabilmente, strizza l'occhio alle serie animate ispirate dall'universo di mostriciattoli. Pulizia ritrovabile anche nei 3 mostri "testimonial" che compongono la dotazione iniziale (il Pokémon d'erba Chespin, quello di fuoco Fennekin e la rana d'acqua Froakie), "meno JRPG" del solito, andando forse a tratteggiare una linea grafica spuria e maggiormente compatibile col lancio globale del gioco (la cui uscita č prevista per il 12 ottobre, per la prima volta worldwide).

"La prima cosa che balza all'occhio č la pulizia grafica del motore 3D e del cel shading"

Tornando allo scontro con lo stoico dottore, ci si imbatte qui in quello che č sicuramente l'asso della campagna di promozione, citato per altro dallo stesso claim di lancio ("Una nuova evoluzione nel mondo Pokémon!"): la megaevoluzione. Grazie alle nuove sinergie fra allenatore ed esemplare (potenziate dall'introduzione della tamagotchiana funzione di allevamento "Poké io&te") sarŕ possibile massimizzare l'empatia fra i due e, grazie all'ausilio di particolari manufatti nascosti nel corso dell'avventura, regalare una quarta dimensione evolutiva ad alcune specie presenti nel Pokédex.

Ed č proprio con la pressione dell'apposito tasto "megaevoluzione" (funzione circoscritta alla durata dei combattimenti) seguita da un qualsiasi attacco che vediamo il nostro Mewtwo trasformarsi in una delle due megaevoluzioni previste da quest'ultima incarnazione videoludica: l'inarrestabile Mega Mewtwo della versione Y. E tanti saluti al dottore.

Doveroso segnalare assieme al minigame "Poké io&te" (in cui fra le altre cose č possibile imbellettare, nutrire e coccolare via touch screen l'animaletto di turno) le novitŕ rappresentate dal "Super Allenamento Virtuale" (sistema di apprendimento extra-lotta di chiari echi dragonballiani), il "Player Search System" (funzione di ricerca e connettivitŕ via wireless e Wi-Fi con tutti i giocatotori Pokémon X e Y nelle vicinanze o nel mondo) e la "Banca Pokémon" con annesso il nuovo "Pokétrasferitore" che pare sarŕ capace di rendere molto meno frustrante e macchinosa l'operazione di trasferimento dei Pokémon catturati nei precedenti giochi.

"Nel corso della mattinata abbiamo inoltre avuto modo di mettere mano sul nuovo Nintendo 2DS"

Nel corso della mattinata abbiamo inoltre avuto modo di mettere mano anche sul nuovo Nintendo 2DS, alternativa non-steroscopica e low budget del 3DS anch'essa in uscita il 12 ottobre. La nuova nata della famiglia portatile Nintendo colpisce subito per il design e l'ergonomia: la controversa scocca unica dalla linea vagamente retrň si presta perfettamente all'impugnatura e all'interazione fra i due schermi, adesso ancora piů concentrati nel campo visivo e "operativo".

Qualche perplessitŕ invece sulle dimensioni e sull'assenza dell'apertura a conchiglia che rendono la console portatile un po' meno portatile, ma se abbiamo accolto sportivamente l'inarrestabile ingrandimento delle cuffie per mp3, possiamo chiudere un occhio anche su questo.

In prova sulle postazioni mobili c'erano anche "The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D" e "Mario Kart 7" che, per quanto spogliati di parallasse e qualche pollice, si sono rivelati in gran forma e perfettamente giocabili anche sulla nuova soluzione "low cost" di Nintendo (il prezzo di lancio dovrebbe aggirarsi attorno ai 129 euro contro i 199 del 3DS).

Con queste premesse il 12 ottobre si profila come un vero N-Day per la compagnia giapponese, un vero e proprio contrattacco strategico agli spettri della contrazione e della "palude Wii U", come solo la casa di Kyoto č capace di sferrare.

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Riguardo l'autore

Andrea Pagano

Andrea Pagano

Redattore

Economista in erba (disambigua), cronista d'entertainment e cinema, ha segretamente covato in anni dissoluti il sogno carbonaro del videogame. PC gamer dall'upgrade facile, si batte da tempo per la celebrazione dell'indie game in galleria d'arte.