Godus - prova

Peter Molyneux torna alle origini, su PC e tablet.

Sono stato innamorato di Peter Molyneux, ho provato davvero dei sentimenti nei suoi confronti. Era un redattore di una rivista di videogiochi, un semplice redattore, e la sua enorme passione lo ha trasformato in uno dei game designer più famosi del mondo. Ha sempre puntato in alto Peter, col risultato che i suoi titoli hanno infranto barriere e fatto sognare milioni di giocatori. Comprare i suoi videogame, da Flood in poi, era divenuto una sorta di rito con la particolarità che in concomitanza dell'uscita dei suoi titoli più famosi mi sono sempre trovato a Milano, anche se risiedo a Roma.

Nel capoluogo lombardo ho comprato Theme Hospital, Syndacate, Magic Carpet, ed è impossibile descrivervi la gioia che ho avuto nel tornare a casa e poter installare finalmente quei dischi nel mio computer. Ogni gioco Bullfrog portava con sé tutto questo: un bagaglio d'emozioni che si sono fatte ancora più dolci ora che sono alle mie spalle, sommerse da anni e anni di vita e videogiochi.

È per questo che continuo a provare affetto e interesse per l'uomo, nonostante l'amore si sia di recente infranto forse irreparabilmente, con l'uscita di Fable III. Sarà che gli anni sono passati anche per Peter Molyneux, e che con gli anni cambia un po' tutto, ma la sua nuova visione dell'intrattenimento digitale non mi trova poi così d'accordo.

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Le carte svolgono un ruolo molto importante e saranno collezionate automaticamente nel libro mastro.

Nei suoi ultimi lavori il game designer inglese ha inseguito soprattutto immediatezza e semplicità, fattori importantissimi e di cui ho enorme rispetto, sbagliando però l'esecuzione in un modo talmente plateale che ogni tentativo di rendere la vita più facile al giocatore ha ottenuto il più delle volte il risultato opposto. Volete un esempio? L'uso contestuale delle pozioni in Fable III spiega un po' tutto.

Lasciata Lionhead al suo destino, Peter Molyneux ha fondato i 22Cans, piccolo gruppo di sviluppo che ha debuttato lo scorso anno con il controverso e sperimentale Curiosity, il cubo da distruggere strato per strato. Parte del know-how collezionato da quell'esperienza si riversa ora in questo nuovo titolo intitolato Godus, che segna il ritorno del designer al genere che lo ha portato nell'olimpo degli sviluppatori. Godus è infatti un simulatore di divinità, proprio come Populous prima e Black & White dopo.

"Godus vuole essere un piccolo grande gioco per computer ma che funzioni bene anche su tablet"

Godus non è un titolo Tripla A, tanto meno un gioco che spinge al massimo i vostri PC. Godus vuole essere un piccolo grande gioco per computer ma che funzioni bene anche su tablet, soprattutto su tablet, dove probabilmente si nasconde la maggior parte del pubblico di riferimento. La sua semplicità però nasconde (forse ancora troppo bene) tutto ciò che bolle al suo interno, ovvero lampi di genio che devono essere messi nella condizione di funzionare per sortire l'effetto che 22Cans si aspetta.

Il fatto è... che Godus non è ancora finito ma si può già comprare su Steam per circa 19 Euro. Ci troviamo ancora una volta alle prese con un titolo in corso d'opera, d'altronde se la strategia ha funzionato con lo sconosciuto Minecraft perché non dovrebbe farlo con il nuovo gioco dall'autore dei più grandi videogame della storia?

Un motivo c'è, e c'è stato ogni volta che negli ultimi mesi ci siamo ritrovati in una situazione simile: Minecraft era inizialmente un gioco povero di funzioni ma quel poco che c'era funzionava ed era assolutamente fuori di testa e innovativo. Minecraft era la base di un gioco completo, mentre in questo caso ci troviamo alle prese con un gioco ancora in sviluppo e privo di un buon 50% di ciò che ci viene promesso. Criticabile o no, ecco cos'è Godus oggi.

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Plasmare il terreno è ancora un'operazione tediosa ma con la giusta pazienza e i tool più avanzati...

Il gioco completo prevede la generazione casuale di un mondo sempre diverso a ogni partita, mentre allo stato attuale invece si inizia sempre e solo dalla stessa isola. Vi ritroverete quindi in mezzo all'oceano, aggrappati a uno scoglio di sabbia e palme, con una casa e due soli fedeli pronti a costruirne una nuova, per poi iniziare finalmente a prosperare. Per farlo avranno bisogno di un terreno piano sufficientemente spazioso, ed è qui che il loro dio, ovvero il giocatore, entrerà prepotentemente in scena.

Il primo potere a nostra disposizione permette infatti di modificare il terreno di gioco. La mappa di Godus è divisa in piani che potranno essere "tirati" così da essere allungati a piacimento. Non è possibile allungare un piano oltre l'estensione di quello inferiore, quindi per creare terra dall'acqua sarà necessario allungare prima quelli sotto e poi successivamente quelli superiori, fino a quando non potremo agire sulla terrà già emersa. Per poter manipolare il terreno di gioco e qualsiasi altro potere che avremo sbloccato, serve però mana. Ogni casa genera nel corso del tempo sfere di mana e nuovi abitanti, quindi più case costruiranno i nostri fedeli e più mana potremo raccogliere.

"Il primo potere a nostra disposizione permette di modificare il terreno di gioco"

Quando verranno generati nuovi fedeli bisogna però stare molto attenti a non farli uscire prima del tempo dalle loro abitazioni: se non troveranno lo spazio per costruire dell'altro (questa è l'unica funzione che hanno nell'epoca primitiva del gioco) in poco tempo perderanno le energie e si accasceranno a terra per poi morire. Avremo quindi speso mana inutilmente, visto che ogni fedele generato ci toglierà 5 punti.

Mentre l'espansione continua avremo modo di collezionare carte e casse nascoste nel terreno, contenenti bonus monouso, nuovi poteri e altre sorprese che potrebbero trasformare completamente la vostra tribù di fedeli. Inoltre potremo incontrare altri giocatori come noi (al momento anche questa funzione è disabilitata ma troveremo comunque dei bot a farci compagnia), cooperare con loro o ingaggiare una battaglia in cui i nostri cittadini reciteranno la loro parte ma che saremo noi coi nostri poteri (meteore, giganti armati di clava, ecc.) a dirigere davvero.

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E che le fiamme brucino tutti gli infedeli!

Raggiunto il giusto numero di abitanti (ma non solo) Godus ci permetterà di cambiare epoca. Nel gioco completo queste saranno 12: preistoria, età del bronzo, del ferro, dell'acciaio, età filosofica, imperiale, medioevale, della scoperta, industriale, scientifica, atomica, dell'informazione e infine l'era spaziale, che ci porterà direttamente tra le stelle. Nel Godus acquistabile fin da subito l'evoluzione si ferma però alle prime quattro epoche (le successive esistono ma, parola di 22Cans, non ancora abbastanza pulite per il pubblico).

Godus è un titolo interessante ma soffre della sindrome da semplificazione che in realtà rende tutto più difficile, inoltre alcuni aspetti del gameplay sembrano mutuati direttamente dai più tediosi city builder in circolazione. Collezionare mana, almeno nelle prime fasi del gioco, è un'operazione che andrà fatta ciclicamente e che richiede dozzine e dozzine di click: sembra quasi di essere ritornati ai tempi del cubo Curiosity.

In Godus tutto è concepito per funzionare con una singola pressione del tasto sinistro del mouse (anche per garantire piena compatibilità con la versione touch screen), col risultato che spesso si allunga parte del terreno invece di collezionare una sfera di mana, o che si attiva un portale che avremmo preferito tenere da parte per dopo. Inoltre Godus non spiega bene i suoi semplici meccanismi, e nelle prime ore di gioco le funzioni più basilari potrebbero sfuggire alla comprensione anche dei videogiocatori più rodati.

"Comprare oggi Godus significa investire in un progetto ancora in divenire"

Comprare oggi Godus significa in qualche modo entrare a far parte di un progetto ancora in divenire. Con i vostri consigli potrete indirizzare lo sviluppo verso ciò che c'è di buono, in pratica una cosa molto simile a quello che è accaduto con Arma III, con la differenza che 22Cans è pienamente consapevole che il gioco non è completo e non può essere allo stato attuale recensito ma venduto sì. È pur vero però che Godus è dichiaratamente iscritto nella sezione Early Access di Steam, e non si può fare una colpa al Molyenux di usare un espediente già sfruttato da altre centinaia di sviluppatori.

Il trailer più recente di Godus.

Per stessa ammissione degli sviluppatori, Godus è completo solamente al 40%: abbiamo quindi molto tempo per tornare a parlare di questo progetto che, dobbiamo ammetterlo, ci ha incuriosito e indispettito contemporaneamente. Sicuramente la base per un buon gioco c'è, ma se riuscirà a esprimersi al meglio lo scopriremo solo patch dopo patch.

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Riguardo l'autore

Francesco Serino

Francesco Serino

Redattore

Dopo aver diretto molte riviste del settore si ritrova scrittore collaborando con alcuni importanti quotidiani ma non dimenticando il giornalismo videoludico specializzato, settore nel quale ritorna grazie a Eurogamer.

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