Conoscete per caso GTA V? Se seguite un po' il mondo dei videogiochi magari vi è arrivata voce di questo interessante titolo "indie" che sta scalando le classifiche di vendita. Il classico gioco in cui una geniale idea di gameplay riesce a superare sulla destra le grandi produzioni facendogli i fari e sventolando un dito medio dal finestrino.

Scherzi a parte, ormai dovreste aver passato abbastanza tempo a Los Santos da aver sviluppato un accento californiano degno di una bionda in bikini, e siamo sicuri che almeno una volta vi siete ritrovati a imprecare perché il destino, un piccolo errore di programmazione o semplicemente lo spirito sadico di Houser e soci, ha mandato all'aria la vostra missione.

Ecco dunque a voi cinque momenti in cui Grand Theft Auto V vi fa venire voglia di essere Trevor, armato di tanica e accendino, mentre si appresta a fare una visitina negli studi di Rockstar.

L'utilitaria che sbuca dietro l'angolo durante un inseguimento

Questo a dire il vero è un grande classico di GTA fin da quando non aveva neppure la terza dimensione. Siete con tre stelle e sotto il culo avete una macchina sportiva più truccata di una quarantenne divorziata che torna in discoteca. Potete farcela, dovete farcela, vi basta mettere un po' di distanza fra voi e le pattuglie e trovare un vicolo.

Indovinando un paio di curve avete messo la polizia alle spalle, vi ritrovate su una strada a tre corsie, alla ricerca di una stradina in cui far perdere le vostre tracce. Un'occhiata veloce alla mappa e notate che poco più avanti c'è una curva a destra che porta in una zona popolare, ricca di stradine, il posto perfetto per uscirne puliti.

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Sentendovi un po' Ryan Gosling in Drive, impostate la curva mentre la musica elettronica di Soulwax FM vi pompa nelle orecchie... e guardate il cofano cromato della vostra auto che vola per aria dopo l'impatto contro il nemico giurato del criminale in fuga: la station wagon familiare con inserti in legno, che molto probabilmente viene guidata da migliaia di vecchini col cappello che Rockstar tiene imprigionati nei suoi studi, e che a due chilometri all'ora è riuscita a posizionarsi perfettamente nel mezzo alla vostra traiettoria.

"La station wagon familiare con inserti in legno, guidata da migliaia di vecchini col cappello che Rockstar tiene imprigionati nei suoi studi"

Dopo l'impatto il tizio ha il buongusto di morire, mentre la macchina la sua auto, bloccando il traffico, s'intraversa tra voi e quelle che sopraggiungono, e le vostre bestemmie iniziano a salire più in alto dei clacson che già riempiono l'aria. E mentre la polizia vi ha già bloccato la retromarcia, non vi resta altro che urlare più forte dei fucili d'assalto che vi sparano contro, cercando di portare all'inferno con voi più poliziotti che potete. Tutto questo, per una macchina che costa meno di una ruota dell'auto che avete preparato per la fuga.

Lanciare granate da dietro una copertura

La serie di Grand Theft Auto è apprezzata per tantissime cose ma non certo per il suo sistema di puntamento. La mira automatica rende le sparatorie avvincenti come fare a braccio di ferro con un bambino ma quando non c'è, trovare il maledetto puntino bianco è peggio del cercare di far pipì dentro la tazza dopo dieci shot di tequila.

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Come se non bastasse ci sono momenti in cui il sistema di copertura mette il carico e vi fa finire dietro un riparo che vi blocca la visuale, o magari posiziona il vostro personaggio dal lato sbagliato della copertura, pronto per godersi una pioggia di piombo.

"La mira automatica rende le sparatorie avvincenti come fare a braccio di ferro con un bambino"

Dunque, quando un paio di SUV della Merryweather si avvicinano alla vostra posizione, vi consigliamo di continuare a sfruttare mira automatica e non farvi venire la brillante idea di lanciare una granata dalla sicurezza del blocco di cemento dietro cui vi siete nascosti. Nel migliore dei casi dovrete fuggire a gambe levate dalla vostra posizione, perché vederla rimbalzare contro il bordo della copertura e finirvi in grembo tra le risate di un intero corpo militare privato, non è un evento così raro.

Quelli che vogliono fare gli eroi

In GTA, quando tamponate qualcuno, gli rubate la macchina o più semplicemente lo spintonate, quello nel 90% dei casi se ne va ed è giusto così. Quando un tizio che sembra collezionare le orecchie dei poliziotti decide che vuole la tua macchina, tu gliela dai.

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Poi c'è quel 10% che ha lo stesso tempismo dell'utilitaria di cui sopra, che decide che no, la loro macchina non la prendi, oppure che non gli piace come li guardate e decidono di farsi sotto, possibilmente se siete a un passo dall'iniziare la missione o magari siete proprio nel bel mezzo della missione, anche se state usando Trevor, siete coperti di tatuaggi e avete un coltello in mano.

"Mi è successo di dover fare a botte con uno perché avevo urtato un anziano, giuro!"

Tanto per fare un esempio di quanto sono fortunato, a me è successo di dover fare a botte con uno perché avevo urtato un anziano, giuro.

E in quel caso che si fa? Si lascia perdere perché dietro di lui passeggia un poliziotto? No ovviamente, siamo in GTA, dove i pedoni non hanno diritto ad aspirare ad altro che essere marmaglia da calpestare, quindi si parcheggia un destro sulla mascella di Mr. Senso Civico e ci si fanno 10 minuti d'inseguimento in giro per la città, sperando che stavolta imparino.

Ma non imparano mai.

I leoni di montagna

No, guarda Rockstar, grazie, davvero bellissimo l'ambiente di gioco, così curato, così vasto. E poi la foresta, quant'è figa la foresta! Con tutti i sentieri da esplorare, gli incontri casuali, i favolosi tramonti, la quasi totale assenza di polizia... e i maledetti leoni di montagna che saltano al collo alla prima occasione.

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Mi sa che in casa Rockstar i programmi televisivi in cui la gente viene sbranata dalle bestie feroci (di solito in Australia, paese noto per il suo hobby di uccidere chi lo abiti) sono l'ingrediente principale della colazione, perché state pur sicuri che se per sbaglio scendete un attimo dalla macchina in mezzo alle zone più selvagge per fare una foto al panorama, avrete un maledetto leone di montagna pronto ad artigliarvi il culo.

"Se mettessero i puma al posto dei cani nel prossimo Call of Duty, il gioco durerebbe due minuti"

Che poi, grazie al sistema di puntamento del gioco, o li individuate che sono ancora a cento metri di distanza, o colpirli è come guidare un caccia supersonico coi guanti da forno.

Come se non bastasse i maledetti fanno anche un male boia, tanto che con un paio di morsi siete fritti. Non importa se negli scontri a fuoco con la polizia incassate così tante pallottole da pesare 10 kg in più e dopo camminate tranquilli come dopo una sessione di agopuntura: due morsi di questi Chuck Norris felini e siete pronti a guardare i fiori da sotto.

Se li mettessero al posto dei cani nel prossimo Call of Duty il gioco durerebbe due minuti, giusto il tempo di dire ai leoni di montagna dove si trovano i cattivi.

Ritrovarsi nel nulla

Una delle cose più divertenti di GTA è cambiare personaggio e trovarsi nel bel mezzo di una scenetta. Potrebbe essere una litigata di Michael con la moglie, Franklin che porta a spasso Chop sulla spiaggia... o Trevor che si sveglia cima a una montagna, vestito da donna, a mezz'ora di cammino da tutto. Ovviamente di suicidarsi non se ne parla, che i 5000 dollari di cure mica crescono sugli alberi, e allora tocca farsela tutta a piedi, oppure, cambiare di nuovo personaggio e sperare nella sorte.

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Quando invece non potete sperare nella sorte, è quando percorrete una strada di montagna e grazie alla fisica del gioco, per la quale la maggior parte delle macchine è fatta di stagnola, soprattutto i fuoristrada, che sfiorate un sasso e vi ritrovate con l'auto messa per cappello, in mezzo a un fiume, magari di notte.

Ovviamente la strada più vicina è così lontana che quando ci arriverete sarà uscito GTA VI.

Ma sapete chi c'è vicino a voi?

Esatto, il fottuto leone di montagna!

Riguardo l'autore

Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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