Dark Souls II - prova

Esiste la pietà in questo dungeon?

Le fiere e le file vanno a braccetto come caffè e sigaretta, ma mentre ti aspetti centinaia di persone in attesa di toccare con mano la next-gen, vedere che un numero incredibile di giocatori di ogni età è disposta ad aspettare il proprio turno per farsi maltrattare dai mostri di Dark Souls II, è uno spettacolo alquanto insolito e piacevole.

Sì, perché se un gioco così punitivo è apprezzato e atteso quanto i grandi classici più mainstream, allora forse c'è speranza per chi chiede un po' di più del classico "premi qui per vincere".

La demo della Games Week ci ha messo nei panni di un cavaliere incappucciato, in grado di usare sia lo spadone a due mani che la spada e lo scudo. I due stili ovviamente prevedono un approccio molto differente allo scontro. Lo spadone infatti è lento da morire e consuma quasi tutta la stamina per un solo colpo, obbligandovi a scegliere con cura il momento in cui colpire, ma fa male come battere un mignolo nel comodino di notte e dà grande soddisfazione quando si abbatte sui nemici. Spada e scudo permettono un approccio più flessibile e tradizionale ma pagano dazio in termini di danno, e non riescono a colpire simultaneamente più nemici.

Iniziata la demo è impossibile fare a meno di notare come la cupa atmosfera del gioco sia resa magnificamente dall'illuminazione dinamica, che proietta sulle mura di pietra del dungeon tutte le ombre in tempo reale, rendendo certe le zone così buie da essere accessibili soltanto con una torcia, che vi costringerà a fare a meno dello scudo.

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La torcia è fondamentale per esplorare i corridoio più oscuri ma vi costringerà a cambiare il vostro stile di combattimento.

Memori della dolorosa esperienza del primo Dark Soul, abbiamo mosso i primi passi con cautela, perché se c'è una cosa che l'entità di questo gioco adora (perché sì, siamo certi che al suo interno ci sia una specie di divinità sadica), è punire chi percorre le sue sale senza la dovuta deferenza.

"Lo spadone è lento da morire e consuma quasi tutta la stamina, ma fa male come battere un mignolo nel comodino di notte"

Una volta ambientati, abbiamo superato il corpo di un soldato caduto, solo per poi scoprire uno dei nuovi trucchetti di Dark Souls II: quelli che sembrano cadaveri in verità sono solo soldati che non aspettano altro che vi distraiate per alzarsi e piantarvi una spada nella schiena. Tanto per rendere le cose più semplici, non è raro trovarli nascosti dietro casse o barili.

Risolta la questione dei finti soldati caduti, è arrivato il momento di scendere una scala completamente buia, usando la già citata torcia, e rinunciando quindi possibilità di usare uno scudo. Ma tanto, cosa volete che ci sia in fondo a una scala buia: un mostro?

No, peggio, c'è una specie di enorme orco in armatura completa e martello da guerra ,che picchia come un fabbro sotto anfetamina. Però magari è lento, penserete voi. No, non lo è, e anzi vi caricherà a testa bassa costringendovi a schivare la sua imponente mole nell'angusto ambiente in cui vi trovate.

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Le ombre dinamiche di Dark Souls II sono favolose, peccato non poterle ammirare più di tanto.

Schivare infatti è l'unico modo per superarlo visto che, dovendo tenere in mano la torcia, non possiamo usare lo spadone a due mani e siamo costretti a ripiegare sulla più maneggevole, ma sostanzialmente inutile, spada a un mano. Tanto vale saltare addosso a Godzilla armati di tagliaunghie!

"Prima di scendere i gradini non avevamo una freccia piantata nel braccio e soprattutto non andavamo a fuoco"

Superato (dopo circa 3 tentativi) il bestione corazzato, ci siamo resi conto che qualcosa non andava. Prima di scendere i gradini, infatti, non avevamo una freccia piantata nel braccio e soprattutto non andavamo a fuoco.

L'arcano è presto svelato: nascosti nelle tenebre c'erano infatti un arciere e un artificiere armato di bombe esplosive che, mentre eravamo impegnati a evitare i colpi di un martello grosso quanto noi, potevano tranquillamente mirarci con tutta calma grazie alla loro pratica visione notturna.

Ed è a questo punto che la nostra prova si è conclusa, ovviamente non per colpa nostra ma perché dovevamo passare il turno. Non penserete mica che non siamo riusciti a superare il punto coi due franchi tiratori, nonostante, secondo un rapido calcolo fatto con uno degli inservienti dello stand, il numero delle nostre morti abbia raggiunto tranquillamente la doppia cifra dopo pochi minuti?

Ovviamente dopo questa prova tutto sommato breve non possiamo darvi un parere completo sul gioco, la cui bontà grafica, aderenza alla filosofia originale e capacità di creare una bellissima atmosfera, sono fuori di dubbio.

Due cose sono certe: chi amava i capitoli precedenti ritroverà il gameplay profondo che ha imparato ad apprezzare, chi odiava i capitoli precedenti ritroverà il gameplay punitivo che ha imparato a odiare.

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Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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