The Crew - prova

Sosta ai box per Ubisoft.

Milano - Next-gen e racing games non pare vadano molto d'accordo, dopo il rinvio di DriveClub infatti è toccato anche al nuovo titolo Ubisoft, previsto originariamente entro l'anno fiscale in corso. Insieme a Watch Dogs anche The Crew è ora in arrivo in un non meglio precisato giorno tra aprile a settembre 2014, periodo entro il quale Ivory Tower e Reflections potranno perfezionare il loro titolo annunciato lo scorso E3.

Se lo studio Ivory Tower è alle prese con il suo primo progetto, Reflections non ha certo bisogno di molte presentazioni, avendo partorito gemme del calibro di Shadow of the Beast, Destruction Derby, Driver e moltissimi altri.

Per chi non lo sapesse in The Crew possiamo guidare su oltre 5000 chilometri di strade, percorrendo in lungo e in largo gli Stati Uniti d'America, con tanto di luoghi d'interesse realmente esistenti. Per attraversare la nazione più potente al mondo sono necessari circa 90 minuti, e questo può darvi un'idea di quanto sia vasto e ambizioso il primo progetto firmato Ivory Tower.

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La grafica fa il suo dovere, ma al momento la qualità di Forza Motorsport 5 è ancora lontana.

Presso lo stand del publisher francese alla Games Week abbiamo provato la versione PC di The Crew, in uscita anche su PlayStation 4 e Xbox One. La demo ci ha catapultati nelle soleggiate (e trafficate) strade di Miami, farcite di sfide, avversari poco ortodossi e le solite, maledette pattuglie della polizia americana.

"In The Crew potremo guidare su oltre 5000 chilometri di strade"

Diciamolo subito, graficamente il gioco non impressiona più di tanto, e al momento se ne esce a testa bassa dal confronto con Forza Motorsport 5. Il motore però sembra essere in grado di gestire le vetture, i pedoni, i palazzi e tutti gli elementi di contorno con discreta scioltezza, e non abbiamo notato alcun rallentamento di sorta anche nelle situazioni più concitate.

Ma come vanno le cose una volta seduti dentro la nostra Porsche giallo canarino? La guida è decisamente arcade e ricorda molto da vicino quella presente in Need For Speed Most Wanted, se quindi amate la velocità nuda e cruda non impiegherete molto ad innamorarvi e impadronirvi dei controlli di The Crew.

Il codice è un susseguirsi di sfide da affrontare in singolo e contro altri avversari, sia umani che controllati dalla CPU: la prima di queste come prevedibile è facile e accessibile, e si limita all'attraversamento di un determinato numero di checkpoint nel minor tempo possibile.

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Le carrozzerie saranno in buono stato anche dopo gare particolarmente ruvide.

La prova successiva consiste nella classica gara contro 9 avversari, nella quale segnaliamo una buona intelligenza artificiale da parte di tutti e 9 gli avversari. I bolidi tirano sportellate, prendono scorciatoie e non si fanno certo problemi a sbatterci contro muri o scaraventarci nei parchi che circondano la downtown di Miami.

"Non abbiamo notato rallentamenti neanche nelle situazioni più concitate"

Ciliegina sulla torta, tre volanti della polizia che, sospette dell'anomala velocità di alcuni mezzi di trasporto, si lanciano a capofitto sulle vetture in gara, creando ancora più scompiglio tra i partecipanti. Il risultato? Una sudatissima quarta posizione acciuffata nei metri finali.

La gara è stata anche protagonista di piccoli e grossi incidenti, dove le macchine,nonostante ripetuti schianti e uscite fuori pista, hanno tagliato il traguardo in condizioni estetiche più che oneste. Se quindi vi aspettate in massimo del realismo sulla deformazione delle carrozzerie probabilmente rimarrete a bocca asciutta.

L'ultima sfida è relegata alle 4 persone presenti in sala. Una di queste prende il comando di un imponente SUV che deve fuggire dagli altri 3 giocatori, muniti ora di una versione super tamarrata del mezzo usato in precedenza. Il nostro "innocuo" Porsche del colore del maglioncino di Gianni Celeste diventa così un mini mostro in grado di destreggiarsi facilmente sulla sabbia, l'acqua e le zone di sterrato.

Nei 5 minuti a nostra disposizione ne abbiamo viste davvero di tutti i colori, come collisioni frontali nel traffico e strade intraprese senza un valido motivo dagli inseguitori, anche se pare che al proprietario del SUV piacesse tremendamente scorazzare sulle spiagge dell'Atlantico. Poco male, visto che solo per un soffio un avversario tampina il mostro stradale preferito dai rapper prima di noi, e impedisce di portarci a casa l'ambito premio della competizione

"L'aspetto social riveste un ruolo prominente"

L'aspetto social riveste un ruolo di prim'ordine in The Crew. Il gioco Ubisoft promette non solo un'applicazione dedicata per tablet e smartphones, ma anche sfide sempre nuove da affrontare in compagnia dei nostri amici (e nemici) online, anche dopo le oltre 20 ore necessarie per portare a termine lo story mode.

La parola varietà si sposa perfettamente anche con la personalizzazione dei propri mezzi, dove ognuno di essi ha a disposizione 6 kit di modifica differenti: full stock, street, dirt, raid, performance e circuit. Questo si traduce in centinaia di combinazioni possibili negli interni, sulla meccanica e sopratutto l'estetica, vero punto debole di migliaia di appassionati.

Il comparto sonoro infine sembra già sufficientemente buono per regalare agli amanti del genere quello che vogliono: suoni dei motori e dei pneumatici in derapata abbastanza realistici e una selezione di brani musicali elettronici che gasano il giocatore con prorompenti bassi.

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L'aspetto social promette di dare una nuova dimensione al racing.

Insomma dopo un'estesa prova sul campo il rinvio The Crew ci è sembrato più che legittimo, anche se la build provata proviene da un codice vecchio di qualche mese. Ci sono ancora diversi aspetti da valutare e scoprire, come il numero di veicoli disponibili e la varietà delle sfide, visto che quello che abbiamo visto al momento non c'è sembrato nulla di realmente innovativo.

Troppo presto per emettere un giudizio su questo racing, ma le promesse per ritrovarsi tra le mani un divertente open world a base di sfide su quattro ruote ci sono tutte. Non ci resta quindi che aspettare qualche mese per scoprire cosa gli sviluppatori di Ivory Tower tireranno fuori dal cilindro per rendere interessante e vario il loro primo gioco.

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Riguardo l'autore

Manuel Stanislao

Manuel Stanislao

Redattore

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’età di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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