Gran Turismo 6 - prova

La current-gen torna in pista.

Gran Turismo è, sin dalla prima PlayStation, uno dei titoli che meglio rappresentano le console di Sony agli occhi del grande pubblico. Per anni considerato come il miglior simulatore di guida presente sul mercato console, il gioco si è ritagliato negli anni una nutrita schiera di appassionati che sono andati a costruire una community attiva e numerosa.

Non stupisce quindi la decisione di Sony di far uscire l'ultimo capitolo della serie su PS3 invece che su PS4, dando così modo ad un pubblico più ampio di godersi di questo nuovo episodio. Abbiamo avuto la possibilità di provare Gran Turismo 6 in anteprima negli uffici Sony ed è inutile dire che non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione.

La nostra prova inizia dalle primissime battute di gioco dove, senza troppo complimenti, ci viene chiesto di inserire il nome del nostro pilota e di cimentarci in un breve tutorial a bordo di una piccola Renault Clio Sport gialla. Questi primi due giri di pista servono soltanto ad acclimatarci col nuovo sistema di controllo e sono disturbati solo dai messaggi a schermo che il gioco di tanto in tanto ci propone, per darci utili ma prolissi consigli su come imboccare le prime curve e su come interpretare i vari aiuti visivi per la guida. È subito ovvio che GT6 da questo punto di vista non si discosti troppo dal suo predecessore, con un indicatore dinamico di traiettoria sull'asfalto e un lunga serie di indicatori utili a tenere sotto controllo lo stato della vettura.

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Gli sviluppatori hanno ampliato anche la colonna sonora che ora, insieme ai brani storici, può contare su nomi come Beck, Nine Inch Nails e Depeche Mode.

Fin qui nulla di nuovo, non fosse che abbiamo da subito l'opportunità di apprezzare il nuovo motore grafico. Evoluzione diretta di quello del capitolo precedente, è stato migliorato per gestire al meglio non solo i più rifiniti modelli poligonali delle vetture ma anche il nuovissimo sistema d'illuminazione dinamica. Luci e ombre in particolare sembrano essere quanto di più realistico si sia mai visto nella serie, arrivando a superare di un paio di spanne anche quanto già fatto dalla concorrenza. Lo stesso vale per i riflessi sulla carrozzeria, che ad ogni curva reagiscono al rifrangersi dei raggi solari sulla scocca dell'auto.

"Il motore grafico è stato migliorato per gestire i più rifiniti modelli poligonali delle vetture e il nuovo sistema d'illuminazione"

Riconsegnate le chiavi della lenta e soporifera Renault Clio e terminato quindi il tutorial, possiamo ora finalmente accedere al semplice ma visivamente pregevole menù principale. I primi momenti di gioco sono ovviamente piuttosto guidati e il gioco ci consiglia di acquistare la nostra prima auto, una Honda Fit RS del 2010.

Una volta su strada, durante la prima corsa della modalità carriera notiamo subito il lavoro svolto dagli sviluppatori per differenziare le varie vetture. Il feedback che abbiamo guidando la nostra nuova Honda non solo è molto differente rispetto alla Clio, ma ci consente anche di apprezzare altre migliorie apportate.

È chiaro come la fisica dei veicoli sia stata migliorata ulteriormente rispetto a GT5, con un comportamento su strada più realistico. In particolare, dopo una curva affrontata troppo bruscamente (con tanto di relativo sobbalzo) iniziamo a notare il lavoro compiuto sulla fisica delle sospensioni. Si tratta di una cura maniacale per i dettagli, con le sospensioni di ogni auto che rispondono in modo diverso a seconda dei nostri settaggi, delle condizioni della pista e dell'auto, e della velocità.

"Sospensioni e illuminazione sono forse le più importanti migliorie apportate"

Pare però anche evidente che sospensioni e illuminazione siano, da quello che abbiamo potuto vedere, forse le due più importanti migliorie apportate. Non si vede insomma un peggioramento in alcun aspetto del titolo, ma neanche un netto miglioramento della formula. Gli sviluppatori hanno preferito limare i lievi difetti del predecessore, piuttosto che osare con qualcosa di davvero innovativo. Il risultato, comunque, è piuttosto soddisfacente.

Quanto al sistema di danni del veicolo, non sono stati fatti passi da gigante ma solo piccoli miglioramenti. Dopo un testacoda dovuto ad una nostra mancanza in curva, abbiamo potuto costatare come cofano e fiancate del veicolo fossero increspate e graffiate. Come avveniva già in GT5 comunque, si tratta di un sistema non eccessivamente realistico: non potrete distruggere completamente la vostra auto e, pur continuando a subire danni, non vi saranno cambiamenti visibili oltre un certo livello.

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Se la ricercatezza e la cura delle vetture possono trarre in inganno, i dettagli al di fuori della pista non brillano e ci ricordano che stiamo parlando di un titolo current-gen.

Continuando la nostra prova della modalità carriera abbiamo visto che, anche qui, i cambiamenti effettuati sono minimi. Molto simile a quella di GT5 per impostazione, richiede al giocatore di guadagnare in ogni categoria di eventi un certo numero di stelle, assegnate sulla base dei risultati ottenuti durante ogni corsa.

"Se il giocatore ha ottenuto stelle a sufficienza, può allora passare al girone superiore, sbloccando auto più veloci e nuove piste"

Se il giocatore ha ottenuto stelle a sufficienza, può allora passare al girone superiore, sbloccando auto più veloci e nuove piste. Coi soldi guadagnati correndo, invece, sarà possibile personalizzare la propria vettura. Le opzioni di personalizzazione sono piuttosto ampie e si va dalle modifiche in policarbonato alla carrozzeria, alla bombola di nitro da piazzare sotto il sedile, passando ovviamente per pneumatici, cerchioni, minigonne e quant'altro.

Interessante è anche il modo in cui GT6 guida i giocatori meno esperti, consigliando le parti migliori da acquistare e le vetture più maneggevoli. Una funzione utilissima per tutti coloro che non hanno benzina che gli scorre nelle vene ma per nulla semplificativa. I puristi potranno infatti gestire appieno la propria vettura, curando ogni messa a punto, cambio d'olio compreso, nella modalità Pit Stop.

Tornati in pista per un ultimo giro, assistiamo anche ad una breve dimostrazione del nuovo sistema di simulazione atmosferica. A bordo di una KTM Xbow del 2012, mentre corriamo su una strada sterrata al tramonto, possiamo apprezzare il passaggio dal giorno alla notte, nonché completare un giro su una pista bagnata dalla pioggia. Dobbiamo però ammettere che siamo rimasti molto più impressionati dalla simulazione delle luci che da quella delle precipitazioni atmosferiche, tutto sommato non eccessivamente dissimili da GT5.

"Purtroppo sugli spalti ritroviamo il pubblico bidimensionale"

Dopo la nostra prima occhiata a questa nuova versione di Gran Turismo, possiamo senza dubbio affermare che il gioco ha notevoli potenzialità ma anche che soffre di qualche piccolo difetto. Nonostante la versione mostrataci fosse, secondo i ragazzi di Sony, una build pressoché definitiva, sono parsi evidenti i compromessi degli sviluppatori per ottenere gli ottimi risultati di cui abbiamo scritto sinora. Torna infatti un po' di aliasing a fare di contorno alle piste, le resa delle ambientazioni non pare in linea con le produzioni odierne e, quel che è peggio, ritroviamo fermo sugli spalti il pubblico bidimensionale.

Un'altra nota negativa è l'intelligenza artificiale che, a dire il vero, è sembrata piuttosto scialba, troppo legata ad una traiettoria definita. Il più delle volte ci è capitato di andare contro auto che non reagivano in alcun modo alla presenza del giocatore, limitandosi a continuare la corsa anche dopo essere state speronate o tamponate, senza mai ostacolarci o uscire dai propri binari.

Si tratta ovviamente di difetti che non minano eccessivamente l'esperienza di gioco, ma che avrebbero senza dubbio fatto la differenza tra un capitolo definitivo della serie e quel che pare un aggiornamento tecnico della stessa. Vi rimandiamo comunque al mese prossimo, in sede di recensione, per un giudizio definitivo.

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Riguardo l'autore

Fabio Davide

Fabio Davide

Redattore

Giocatore fin dalla pił tenera etą, fagocita di tutto ma digerisce solo i veri capolavori. Dopo 7 anni nel settore del gaming aveva pensato di trovarsi un lavoro nella ristorazione, ma poi ha ceduto al fascino di Eurogamer.

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