Fenomenologia di Flappy Bird - editoriale

Cosa si nasconde dietro al gioco da $50.000 al giorno?

Immaginate di essere uno sviluppatore di videogiochi (e magari lo siete veramente): avete passato mesi a limare il vostro progetto, a discutere coi programmatori, a litigare col reparto grafico e a chiedere altri soldi in amministrazione. Avete osato nella narrazione, avete rischiato soluzioni innovative e non vi siete accontentati del solito FPS scriptato. Ora il vostro corpo comincia a mostrare tutti i segni del crunch time: occhi rossi, pelle cadaverica, tono muscolare di una medusa, pancia gonfiata dal cibo spazzatura e non ore, ma giorni di sonno arretrati.

Andrà bene? Andrà male? Non si sa, di sicuro se non vendete qualche milione di copie farete bene a cercare un altro studio.

Poi arriva un ragazzo vietnamita, in tre giorni crea un gioco semplicissimo, rubacchiando qua e là grafica e idee (c'è chi sostiene che sia fondamentalmente un plagio a 8-bit del gioco francese PiouPiou, e in effetti la somiglianza è imbarazzante), lo mette gratuitamente su iOS e Android e incassa 50.000 dollari al giorno. Tanti saluti al vostro crunch time, alla narrazione adulta e alle innovative soluzioni di gameplay.

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Ecco Dong Nguyen, creatore del gioco e uomo poco incline a godersi la popolarità.

"Flappy Bird è un grandissimo dito medio alzato in faccia a chiunque passi le sue giornate a creare giochi divertenti originali"

E tanto per aggiungere il danno alla beffa, non si gode neppure il successo ma ritira il gioco perché non sopporta la popolarità. È come avere un amico che rifiuta di uscire con Scarlet Johansson perché non gli piace il ristorante.

Perché questo è Flappy Bird: al di là di tutto le possibili analisi che si fanno e che faremo anche noi, è fondamentalmente un grandissimo dito medio alzato in faccia a chiunque passi le sue giornate a creare giochi divertenti originali. Non è bello, non è confortante e forse neanche giusto, ma così è. Perché il mercato lo fanno gli utenti, al massimo possiamo cercare di capire come funziona, e questo è giusto specificarlo prima di qualunque altra cosa.

Il motivo per cui un gioco uscito a maggio 2013 sia improvvisamente diventato un fenomeno virale a gennaio di quest'anno è sinceramente, un mistero e tale probabilmente tale rimarrà. Nguyen sostiene di non aver pubblicizzato in alcun modo il gioco ma analizzando i dati di vendita sembra che, a un certo punto, la gente abbia deciso di scaricarlo in massa, e il tutto ben prima che arrivasse la pubblicità gratuita di PewDiePie e altri youtuber famosi.

Il sospetto è che dietro i modi schivi dello sviluppatore, che concede pochissime interviste e chiede su Twitter di essere lasciato in pace, si nasconda uno dei metodi più diffusi per scalare la classifica dell'app store: bot programmati per acquistare il gioco e generare recensioni positive. A suffragare questa ipotesi ci sarebbero le centinaia di recensioni negative che danno cinque stelle, e il fatto che tutti i giochi di Nguyen siano decollati contemporaneamente, senza contare che su internet qualunque grafico che mostri un'incredibile ascesa è spesso frutto di un'attività poco chiara, che sia l'acquisto di follower o di traffico web.

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C'è chi sostiene che Flappy Bird sia copiato da questo titolo francese, ed è difficile non notare le somiglianze.

Tutto questo sembrerebbe in contrasto col ritiro del gioco deciso da Nguyen nelle ultime ore, una scelta dettata a suo dire non da motivi legali ma perché le persone starebbero giocando troppo al suo gioco e perché non sopporta la fama che gli ha regalato.

"Flappy Bird è diventato il Gangnam Style dei giochi mobile: una roba talmente brutta e incomprensibile da diventare divertente e virale"

Ma perché pubblicare un gioco se non cerchi la fama? Perché non godersi semplicemente i soldi? Non siamo qui a lanciare accuse ma il comportamento dello sviluppatore appare quantomeno sospetto: vuoi vedere che qualcuno non ha apprezzato il suo scopiazzare idee qua e là?

Comunque, che Nguyen abbia comprato il primo posto o ci sia arrivato grazie a un favoloso colpo di fortuna, poco importa. Perché con la sua grafica e il suo gameplay riciclati, la difficoltà incredibile, i comandi semplicissimi e la facilità di ripetizione, Flappy Bird è diventato il Gangnam Style dei giochi mobile: una roba talmente brutta e incomprensibile da diventare rapidamente divertente e virale.

Tuttavia liquidarlo come un fenomeno trash con risvolti poco chiari sarebbe riduttivo, perché dietro Flappy Bird, e gli altri due giochi di Nguyen, potrebbe nascondersi un'interessante filosofia di intendere il mobile gaming (e in parte anche non mobile), una filosofia a quanto pare vincente: fallo semplice nel farlo difficile.

Innanzitutto è un gioco gratuito e molto piccolo. Male che vada hai perso due minuti per scaricarlo. Non devi perdere tempo a capirlo, toccando lo schermo voli e sei morto al minimo errore, fine.

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Più il gioco è difficile, più il record è uno status symbol, soprattutto quando non si riesce a superare la quinta porta.

Inoltre, Flappy Bird condivide con altri grandi successi mobile un importante punto in comune: quando sbagli è facilissimo ricominciare, proprio come in Angry Birds o Temple Run. Sei alla fermata del bus, hai cinque minuti e ci giochi, magari stavolta aumenterai il tuo punteggio di uno o due punti, magari no, ma intanto ci giochi.

Questo è un punto molto importante, perché va di pari passo con la caratterista fondamentale: il suo draconiano livello di difficoltà. Che senso avrebbe giocare un titolo così e vantarsi su Facebook dei risultati ottenuti se non perché è un gioco difficile come rimanere sobri all'Oktoberfest?

La difficoltà di Flappy Bird lo rende una caricatura, lo rende una cosa ridicola di cui ridere e incazzarsi con gli amici, e il fatto di poter ricominciare subito lo trasforma in un atto ai limiti del compulsivo. È come affrontare la scalata più difficile del mondo senza rischiare di morire, anzi, più caschi male, più ne ridi con chi ti sta attorno. E poi, sembrerà banale ma tutto ciò rende Flappy Bird una sfida, e i gamer alla fine amano essere sfidati.

"Flappy Bird è una sfida e i gamer alla fine amano essere sfidati"

Demon's Souls avrebbe avuto lo stesso successo senza il suo umiliare impietosamente il giocatore? Amnesia lo avrebbe giocato qualcuno senza quel senso d'impotenza e morte incombente? Perché giochiamo Diablo a livello Inferno? Perché uccidere Onyxia era la cosa più importante da fare in World of Warcraft?

La difficoltà ci affascina in maniera viscerale e per convicercene basta farsi un giro fra le recensioni (sperando siano vere): adoriamo le sfide impossibili e se forse non tutti farebbero una maratona in Antartide, perché non sfidare quel difficilissimo giochino per smartphone su cui bestemmiava l'altro giorno il nostro amico? Anche solo per prenderlo in giro, se facciamo meglio di lui.

Ogni grande sfida ne contiene almeno due, quella contro l'elemento e quella contro gli altri: in caso di successo non battiamo solo il gioco, ma tutti quelli che hanno fatto peggio di noi, e questo per un vero giocatore conta più di tutto.

Ecco forse, l'unica lezione che possiamo trarre dal fenomeno Flappy Bird è la seguente: senza le sue collisioni millimetriche sarebbe solo una merda e invece così è una merda difficile. E a quanto pare una merda difficile è meglio di una spettacolare facilità.

Ah, e se proprio non vi riesce, potete sempre usare questo trucchetto.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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