La beta di Titanfall si è chiusa ieri ed è stata già analizzata in tutti i suoi aspetti, come potete leggere anche nel nostro Digital Foundry. Quello che è emerso dalla demo è una grafica si fluida ma con diversi cali di frame rate, soprattutto nelle sequenze più concitate un effetto tearing piuttosto evidente.

In più la risoluzione non va oltre il 792p, cosa che tra l'altro ha fatto storcere il naso ai più. Come sottolineato da Respawn Entertainment, sono i tipici difetti di una build largamente incompleta, sfruttata soprattutto per limare il net-code e vedere i vari bug presenti, mentre la versione finale del gioco potrà contare su notevoli migliorie, primo fra tutti il passaggio ad una risoluzione nativa più alta (900p) e i 60fps solidi. Il reparto grafico verrà potenziato, grazie all'inclusione di texture più dettagliate e una pulizia maggiore dell'immagine, come comunicato da Rayme Vinson, software engineer presso Respawn Entertainment:

"La versione Xbox One di Titanfall verrà migliorata da qui all'uscita ufficiale. La beta è servita per individuare le criticità a cui porre rimedio. Abbiamo effettuato diversi miglioramenti al gioco già dopo aver stabilito la beta, e li vedrete nel prodotto finito. La stessa beta è stata utile per apportare ulteriori ottimizzazioni (e risolvere bug, naturalmente)".

Sulla vicenda è intervenuto anche Drew McCoy:

"Per vostra informazione, i problemi che avete segnalato sono esattamente il motivo per cui abbiamo effettuato una beta, ovvero per far uscire fuori tutti i difetti del gioco all'interno di situazioni che non avremmo potuto creare artificalmente, come ad esempio nella closed alpha. Il nostro obiettivo è scovare tutti i bug prima che la gente spenda il proprio denaro per acquistare il gioco. Vogliamo che al lancio le cose filino lisce il più possibile".

Titanfall arriverà su Xbox One e PC il 13 marzo.

Riguardo l'autore

Marco Gatto

Marco Gatto

Redattore

Si avvicina ai videogiochi grazie a suo papà, incallito videogiocatore. Inizia a smanettare sin dalla tenera età con Intellivision e Atari VCS 2600. Da lì in poi, l’amore viscerale per i videogiochi non si è più assopito.

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