Giunge al secondo appuntamento La parola ai lettori, la rubrica di Eurogamer in cui i protagonisti siete voi, coi vostri pensieri e le vostre idee. Oggi Giovanni "Blackbannato" Prete ci parla della console war, dandoci la un'interpretazione delle sue origini. Buona lettura! ndSS

C'è un alto tasso di nerdaggine presente nel seguente editoriale. Se siete persone normali e non avete raggiunto il punto di non ritorno dallo status di nerd di quinto livello, beh, siete ancora in tempo per interrompere immediatamente la lettura: potreste salvare la vostra integrità fisica e morale!

Benissimo. Siamo rimasti solo noi nerd, possiamo continuare a discutere di questioni dall'utilità prossima allo zero.

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La console war ha origini lontane nel tempo.

La guerra impazza signori e signori. Le major parlano, rilasciano dichiarazioni e l'utenza si "scanna" sui forum di tutto il mondo. Un fenomeno che con l'avvento di internet ha assunto proporzioni elevate rispetto alle missive onnipresenti nelle rubriche dedicate alla posta delle care e vecchie riviste cartacee.

Così elevate che, in occasione del lancio di Xbox One, le proteste relative ai DRM della console hanno portato la casa di Redmond a invertire la rotta, mentre dall'altra parte la società nipponica era intenta a sbeffeggiare i rivali con video virali e, allo stesso tempo, coccolare la propria fanbase sui social network.

Ma la console war ha radici molto più antiche, se consideriamo la giovanissima età del medium videoludico. La mia prima console war è stata quella relativa a SEGA e Nintendo. Le due case si sfottevano a vicenda con spot promozionali che citavano la rivale diretta (il celeberrimo "Genesis does what Nintendon't"), con tanto di gioco di parole. E non mancavano missive nelle rubriche della posta da parte di lettori che cercavano di difendere la propria scelta o addirittura di insultare chi la pensasse diversamente.

Ampliando gli orizzonti, gli scontri si sono verificati anche tra diverse filosofie di gaming, ovvero computer versus console. Le major hanno il loro motivo concreto per portare avanti queste guerre, ossia i soldi che derivano dallo spingere la gente ad investire nel proprio prodotto. Ma allora perché l'utente non si limita semplicemente a comprare quello che più gli interessa per giocare in tutta serenità?

"La console war ha radici molto più antiche, se consideriamo la giovanissima età del medium videoludico"

Una delle ragioni più gettonate è la seguente: potendo comprare un solo sistema per ragioni economiche, l'invidia verso i giochi e le caratteristiche della rivale portano inevitabilmente a trovare qualsiasi pretesto per denigrare tutto ciò che non si può avere. Un discorso che potrebbe valere, ma fino a un certo punto.

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Sony sbeffeggia Microsoft: la console war non avviene solo nei forum.

Parlo un po' della mia storia, cercando di sintetizzare: fino alla generazione dei 16-bit, ero uno studente. Non che volessi chiedere ai miei di comprarmi il mondo, e così mi limitai al solo Megadrive. Al tempo stesso, leggendo le riviste di settore ero informato circa le differenze tra i due sistemi e cercavo di spiegare ai miei amici e compagni di classe che no, il Megadrive non era superiore graficamente e che lo SNES aveva un catalogo assolutamente impressionante. Tuttora però preferisco il Megadrive.

Da quando ho cominciato a lavorare, non ho dovuto chiedere più niente a nessuno. Ed ecco che ho cominciato a comprare tutti i sistemi del mondo, fatta eccezione per il solo GameCube. Eppure, nella generazione definita (erroneamente) "a 128-bit", avevo le mie nette preferenze. L'Xbox in particolare, tanto da arrivare ad etichettare la PS2 (che pur avevo comprato come primo sistema della generazione) una macchina con catalogo rivolto maggiormente ai bambini.

Prima di lanciarmi delle pietre, lasciatemi dire che poi ho cambiato radicalmente idea nel momento in cui ho messo da parte la superiorità dell'hardware di Xbox per provare una vasta serie di titoli PS2 di una certa caratura. Da quel momento non ho fatto altro che godere e al tempo stesso rimpiangere di averla lasciata inutilizzata per tutto quel tempo.

Di PC ne ho avuti 3: niente da fare, non sono mai riuscito a familiarizzare con mouse e tastiera, è un limite che tuttora mi porto avanti. Solo un gioco è riuscito a superare tale barriera: Alone in the dark, che tra l'altro ha aperto la pista al filone horror in tre dimensioni.

D casi simili ai miei ce ne sono. Quante volte leggiamo nei commenti "le ho entrambe ma Pippo è infinitamente migliore di Topolino" o viceversa? Cito anche un esempio più che attendibile in merito alla questione: se non ricordo male, in un thread in particolare, un redattore di questo portale in qualche modo è stato accusato di "tifare" per Sony. In risposta lo stesso si è pronunciato a favore di MS - e nettamente - circa la generazione precedente, giusto a sottolineare che no, non si tratta di tifo ma di opinioni e preferenze personali.

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A discutere di console si finisce spesso così.

"Non sempre si è disposti a capire le argomentazioni dell'interlocutore "

Continua allora a mancare il reale motivo per cui centinaia di appassionati videogiocatori partecipano alle console/PC war. E se dipendesse da una semplice "empatia" dovuta a questioni futili? Il tasso di nerdaggine sta per aumentare e l'avvertimento è doveroso.

Prendiamo i Cavalieri dello Zodiaco. Chiunque dotato di televisore è stato in grado di guardare tutte le puntate della serie. Ebbene, la mia puerile e nerdosissima considerazione è che non c'è storia: Sirio il Dragone, quando raggiunge la "pienezza del Dragone", arriva a superare addirittura la potenza di un dio. Il più forte è lui, senza se e senza ma. E quindi arriva tizio con "ma in realtà Phoenix quando s'incazza ti fa fuori tre generali di Ade". E parte la "cavalieri war".

In questo caso non regge la scusa del "non si possono guardare tutti i cavalieri", le puntate sono lì a disposizione di tutti, su infiniti formati. E quindi la domanda è: in caso di sistema unico per videogiocare, ci sarebbe ancora la console/PC war? Certamente, cambierebbe solo l'arena dello scontro. Perché diciamocelo, non sempre si è disposti a capire le argomentazioni dell'interlocutore e la risposta è più semplice di quel che si possa pensare.

Forse in fondo parte del divertimento sta nello sminuire capolavori osannati da critica e pubblico o, all'inverso, nell'idolatrare prodotti passati per mediocri. Vero Batman Arkham Asylum?

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