Loadout - review

Un po' di questo, un po' di quello...

Siete da tempo in cerca di uno sparatutto in terza persona, spaccone, divertente e completamente personalizzabile? È bene che vi fermiate un istante a leggere queste righe, perché Loadout è probabilmente il prodotto che fa per voi.

Se vi è sembrata troppo commerciale questa introduzione non avete comunque nulla da temere, non stiamo cercando di vendervi nulla né tantomeno vuole farlo Edge of Reality (beh, forse loro qualcosa vogliono vendervelo ma ne parliamo dopo). Questo sparatutto in terza persona (TPS) è infatti uno di quei prodotti capace di stuzzicare l'interesse grazie ad alcune caratteristiche che andremo, ovviamente, a sviscerare in queste righe.

Partiamo subito dall'aspetto di Loadout: graficamente piacevole e ben rifinito, lo stile è decisamente azzeccato per la tipologia di gioco che si è voluta creare. L'ambientazione "cartoonesca" la fa da padrone, i personaggi risultano essere divertenti ed esagerati allo stesso tempo, le movenze e i gesti di scherno in grado di strappare risate anche agli avversari, per non parlare di uccisioni e smembramenti al limite dello splatter, ma che grazie proprio a questa grafica poco realistica possono essere godibili anche dai più sensibili (avremo comunque la possibilità di diminuire il livello di violenza nel caso risultasse eccessivo).

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Già dal menù principale si capisce quanto sia serio Loadout…

La particolarità che rende invece interessante Loadout e lo allontana un po' da tutto quello che abbiamo visto finora, è la possibilità di una completa personalizzazione del nostro arsenale e del nostro personaggio. L'equipaggiamento è modificabile a nostro piacimento e ad ogni arma potremo decidere quale ottica, calcio, grilletto montare o quale sistema di raffreddamento installare. Potremo scegliere che tipologia di proiettili sparare, il loro danno elementale (ad esempio elettrico o da fuoco) e se vogliamo che esplodano all'impatto o che siano capaci di rimbalzare per poi dividersi in grappoli per un maggiore danno ad area.

"Ogni particolare è modificabile a piacimento e difficilmente incontreremo un'arma identica alla nostra"

Ogni particolare è davvero modificabile a nostro piacimento, e difficilmente andando avanti nel gioco incontreremo un'arma identica alla nostra, grazie ad un numero di combinazioni decisamente elevato. Tutto questo sarà però possibile ad una condizione: dovremo sbloccare il pezzo che ci interessa tramite il Tech Tree e per farlo necessiteremo dei Blutes, che otterremo come ricompensa al termine di ogni partita. Inoltre una volta sbloccato un componente avremo la possibilità di farlo aumentare di livello e così facendo verrà leggermente potenziato: niente di così eclatante da renderci più forti degli altri giocatori ma comunque un piccolo aiuto.

Abbiamo voluto puntualizzare che verremo in possesso dei Blutes solo giocando perché non è lo stesso per quanto riguarda gli Spacebux, ottenibili solo sborsando moneta reale e che sono la valuta necessaria ad acquistare tutto ciò che riguarda la parte cosmetica dei nostri personaggi. Il contenuto di questo camerino virtuale non ha alcun impatto sulle nostre prestazioni in gioco, se non a livello visivo. Ci teniamo a specificarlo perché sempre più spesso la formula del pay-to-win viene utilizzata nei videogame, soprattutto in quelli rilasciati in formula free to play.

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Non abbiamo capito verso chi o cosa gridavamo prima di morire: male!

Anche la parte cosmetica è altrettanto varia e una volta deciso chi impersonare tra Axl, che volutamente richiama un famoso attore avvezzo ai film d'azione, T-Bone, che assomiglia al poco socievole membro dell'A-Team ed Helga, forse la donna più brutta della storia dei videogame, accederemo al camerino dove troveremo ogni genere di indumento. Potremo anche comprare una maschera per coprire il viso di Helga, se proprio non possiamo fare a meno di utilizzarla come nostro avatar.

"Gli Spacebux sono ottenibili solo sborsando moneta reale e sono la valuta necessaria per la parte cosmetica dei nostri personaggi"

Una volta che avremo personalizzato le nostre armi al meglio che possiamo con i pochi Blutes in nostro possesso e messo un cappuccio a quella donna terrificante, sarà il momento di buttarci nella mischia. Potremo scegliere tra due categorie di gioco, Casual e Competitive: nella prima decideremo se affrontare le modalità di gioco presenti in veste PvP, ovvero giocando contro altri giocatori, o se invece allearci con altri tre giocatori e affrontare personaggi gestiti dal computer.

Tutto questo sarà possibile farlo in quattro modalità di gioco dalle caratteristiche abbastanza comuni, anche se sono stati aggiunti alcuni particolari capaci di vivacizzare un poco la situazione. Ad esempio in Death Snatch, il classico scontro a squadre, non sarà sufficiente trucidare i nemici ma dovremo anche raccogliere delle fiale che cadranno al momento dell'uccisione. Ancora in Jackhammer, cattura la bandiera per intenderci, l'oggetto del desiderio non sarà un semplice pezzo di stoffa ma un martello gigante, capace di uccidere il nemico in un colpo solo.

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1. Dal menu Weaponcrafting potremo combinare a nostro piacimento i più disparati componenti a patto di averli in precedenza sbloccati nel Tech Tree.

In Blitz dovremo conquistare i punti sulla mappa: si attiveranno però solo uno alla volta e bisognerà lottare duramente per ottenerne il controllo. Infine in Extraction un giocatore per squadra sarà designato come estrattore e dovrà il più velocemente possibile raccogliere tutto il minerale che trova e portarlo al punto di deposito; purtroppo durante il trasporto saremo indifesi e sarà quindi compito dei compagni proteggerci.

"L'unica grossa nota dolente riguarda la localizzazione"

Al momento le modalità di gioco sono queste quattro ma potremo giocarle tutte insieme nella seconda categoria di gioco, Competitive, dove troveremo tutte le precedenti modalità mescolate nel medesimo match, in un mix di caos e carneficina.

Nonostante la penuria di modalità di gioco, il gameplay risulta essere davvero avvincente e divertente, e la semplicità dello stesso rende piacevole il tempo che si trascorre a girare nelle mappe, fraggando in tutta allegria.. Lo stile di gioco potrebbe ricordare molto quello di Team Fortess 2, con la sola differenza della visuale, ma non per questo dev'essere additato come un clone perché allo stesso modo può regalare invece molte soddisfazioni.

L'unica grossa nota dolente è invece la localizzazione. Se per quanto riguarda la scelta della grafica, la personalizzazione e le modifiche alle modalità di gioco classiche sono state prestate particolari attenzioni, non possiamo dire lo stesso della traduzione dei testi in italiano. La maggior parte delle frasi è davvero tradotta in malo modo o alla peggio letteralmente, ad esempio la scritta "Coming Soon" si è trasformata in "Venuta Presto", e non si capisce se sia riferito al gioco o sia un'allusione alla precocità di qualcosa o qualcuno.

Eppure i tempi di Zero Wing e del suo "All your base are belong to us" dovrebbero essere ormai lontani. Il nostro consiglio è dunque di giocarlo in Inglese: anche per i meno avvezzi alla lingua anglosassone, non dovrebbe esserci alcuna difficoltà in quanto i menù sono davvero semplici ed intuitivi e in gioco non serve leggere ma solo sparare.

Il momento di tirare le somme è infine giunto: Loadout come detto in apertura è un prodotto interessante, e il fatto di essere gratuito e le numerose combinazioni possibili per le armi lo rendono sicuramente più accattivante di un qualsiasi altro prodotto del suo genere. Di contro ci sono alcune sbavature che potrebbero far storcere il naso, in primis la scarsità di mappe e di modalità oppure la parte legata alle microtransazioni. Anche se riguardano solamente il lato estetico del gioco e non danneggiano il gameplay, potrebbero risultare fastidiose per qualcuno, oltre che rappresentare un rischio nel caso in futuro gli sviluppatori venissero assaliti dalla brama di monetizzare ad ogni costo.

7 /10

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Thomas Guidetti

Thomas Guidetti

Redattore

Borgomanerese di nascita, Gattinarese nel cuore. Uno zio malvagio ha rubato due braccia all'agricoltura regalandogli un Master System tanti anni fa.

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