Se la scorsa settimana abbiamo potuto commentare i dati di vendita delle console next-gen di Sony e Microsoft, oggi è il momento di parlare di Nintendo e della performance del Wii U, che come sappiamo è in grossa difficoltà.

Per meglio comprendere le dimensioni del problema, possiamo analizzare un dato emerso negli ultimi giorni: in un lasso di tempo comparabile (16 mesi sul mercato), il Wii U ha venduto meno del GameCube, e anche di un ampio margine: circa 6 milioni di unità contro circa 9.5.

Considerando che il GameCube è la console domestica che ha riscosso meno successo nella gloriosa storia di Nintendo (e probabilmente è il suo più grande "fallimento" di mercato se si esclude la catastrofe del Virtual Boy), il dato fa una certa impressione e di certo non getta buona luce su una console che invece ne avrebbe decisamente bisogno, per sperare in un rilancio che, dati alla mano, appare invece sempre più lontano.

Iwata e soci continuano a ripetere che "basta azzeccare il gioco giusto" per ribaltare la situazione, e di certo parlano con cognizione di causa: nel corso degli anni, Nintendo ha mostrato più volte una eccezionale capacità di reinventarsi e di tornare al centro della scena con colpi di coda inaspettati: basti pensare a veri capolavori d'innovazione e fenomeni mondiali come i vari Pokémon, Brain Training o Wii Sports, che hanno portato nella stratosfera le rispettive piattaforme. La domanda è: quando arriverà questo principe azzurro per il Wii U?

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Il GameCube è stato una console amatissima da molti giocatori, ma anche l'hardware domestico Nintendo di minor successo. Che il Wii U non riesca nemmeno ad eguagliare le sue vendite è un brutto segno per Iwata e soci...

Per ora, dal quartier generale di Kyoto hanno annunciato l'immancabile bundle con Mario Kart 8, che sicuramente riuscirà a muovere una certa quantità di console (soprattutto se il prezzo, ancora non annunciato, saprà invogliare il pubblico). Ma l'ottavo capitolo di una serie, per quanto amata, difficilmente può farsi carico del rilancio di una piattaforma così travagliata.

"In un lasso di tempo comparabile, il Wii U ha venduto meno del GameCube: circa 6 milioni di unità contro circa 9.5"

Senz'altro una buona notizia è anche il ritorno di Fatal Frame, che arriverà in esclusiva su Wii U grazie ad una collaborazione tra Nintendo e gli sviluppatori di Tecmo Koei. Immaginiamo che il secondo schermo del GamePad potrà dare grandi soddisfazioni se applicato al gameplay della popolare serie nipponica.

Per risollevare la console di Nintendo, però, serve altro: serve quel colpo di genio che, improvvisamente, farà desiderare un Wii U al grande pubblico. E serve subito. Con l'E3 dietro l'angolo, possiamo solo augurarci che Miyamoto e soci abbiano in serbo delle sorprese interessanti, altrimenti il treno di questa generazione potrebbe essere definitivamente perso. Il che potrebbe aprire scenari molto interessanti (o inquietanti, a seconda dei punti di vista) per il futuro di Mario e soci.

Non bisogna dimenticare, infatti, che sullo sfondo di tutto ciò aleggia il misterioso dispositivo "quality of life", annunciato ma non ancora definito nel dettaglio. Si tratta forse di una sorta di exit strategy di Nintendo dal mondo dei videogiochi classici, sul quale imperversa da tempo una grossa e profonda crisi (al di là della performance del Wii U)?

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Che cos'è il misterioso dispositivo 'quality of life' annunciato da Nintendo? Un bislacco gadget di secondaria importanza, oppure la nuova strategia della più storica tra le aziende del mondo dei videogiochi?

In fondo, se il fallimento del GameCube spinse Iwata a perseguire la sua strategia "blue ocean" (ossia abbandonare i mercati saturi e compiere scelte innovative per crearne di nuovi) e a inventare il Wii, una console radicalmente diversa da tutte quelle viste fino ad allora, a cosa potrebbe portare oggi un eventuale fallimento del Wii U? Tutti interrogativi che è lecito porsi, attendendo magari che il prossimo E3 ci porti qualche spiraglio di chiarezza.

Il 'quality of life' sarà una exit strategy di Nintendo dal mondo dei videogiochi classici?"

Un'altra notizia molto interessante emersa in questi ultimi giorni è la dichiarazione di Lorne Lanning, fondatore di Oddworld Inhabitants, secondo cui il modello dei giochi Tripla-A non è più sostenibile. Si tratta di una tesi ormai sostenuta da numerose fonti e che ci riporta a quella "crisi strutturale" dell'industria dei videogiochi di cui abbiamo fatto menzione poche righe fa.

Lanning, in particolare, specifica che tutti gli sviluppatori con cui è in contatto, e che attualmente ancora producono titoli Tripla-A, stanno cercando una "via di fuga" da tale business model. Dobbiamo immaginare un futuro in cui uscite come Call of Duty, Assassin's Creed eccetera andranno a farsi sempre più rade? E, soprattutto, con cosa le sostituiremmo?

A diventare centrale sarebbe il mondo dello sviluppo indie e dei titoli creativi ed originali (best case scenario), oppure i videogiochi si focalizzerebbero più su esperienze come il social gaming, i titoli browser eccetera? Una cosa è certa: il futuro sarà un periodo di grandi cambiamenti, ed è difficile immaginare che questa generazione di console arriverà a fine vita nelle stesse esatte condizioni in cui è nata.

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Dietro l'infinita serie di seguiti si nasconde un modello dello sviluppo 'Tripla-A' in forte crisi di prospettive? Il fondatore di Oddworld Inhabitants ne è convinto.

Nel frattempo, parlando proprio dei Tripla-A che per ora continuano ad uscire, abbiamo scoperto che al prossimo E3 potremmo vedere finalmente in azione il capitolo PS4 di Uncharted (che a quanto pare dovrà fare a meno del suo lead artist).

"Numerose fonti sostengono che lo sviluppo AAA non sia più sostenibile"

In molti attendono di vedere l'opera Naughty Dog per capire veramente di cosa è capace la nuova console Sony... quindi attendiamo con ansia e speriamo che il rumor sia vero.

A proposito di reali potenzialità degli hardware next-gen, è molto importante la dichiarazione di Ubisoft secondo la quale Watch Dogs sarà "identico" su PS4 e Xbox One: trattandosi di uno dei titoli più attesi e ambiziosi del 2014, sarebbe sicuramente un buon risultato per la console Microsoft, che finora ha notoriamente zoppicato su numerose uscite multipiattaforma. Lo aspettiamo al vaglio del nostro Digital Foundry!

Concludiamo con due notizie tutte in chiave GdR: la prima è la data d'uscita di Dragon Age: Inquisition, nuovo capitolo della popolare saga Bioware che avrà il compito di far perdonare i difetti del suo predecessore.

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Ubisoft garantisce che Watch Dogs sarà identico su PS4 e Xbox One. Lo aspettiamo alla prova del nostro Digital Foundry!

La seconda riguarda invece The Witcher 3, che coraggiosamente e orgogliosamente arriverà di nuovo sul mercato totalmente privo di DRM. Come si fa a lanciare un gioco senza alcuna protezione dalla pirateria e ottenere comunque un successo di vendite mondiale, facendo abbastanza soldi da garantirsi la continuità e la possibilità di sviluppare altri titoli futuri?

Semplice: basta creare ogni volta un capolavoro. La formula di CD Projekt RED sembra essere questa, e noi non troviamo più le parole per dire quanto la apprezziamo...

Riguardo l'autore

Luca Signorini

Luca Signorini

Redattore

Luca gioca e scrive da quando ha scoperto le meraviglie del pollice opponibile. È giornalista ma soprattutto appassionato; non gli toccate Metroid, Stallone, i Black Sabbath e la carbonara e sarete suoi amici per sempre.