Smite: un MOBA divino nella forma... ma nella sostanza? - review

Una ventata d'aria fresca per il genere o uno snaturamento troppo estremo per essere digerito dal pubblico? 

Smite è il parto di una lunga fase di test, volta ad affinare un gioco che prova a stravolgere la prospettiva in un genere, quello dei MOBA, che generalmente diffida dei cambiamenti. I due principali contendenti del mercato, League of Legends e Dota 2, si presentano di poco o per nulla dissimili dai mod che hanno generato il movimento che, a quanto pare, traina le vendite dei PC. Come può dunque sperare Smite, che addirittura rischia di essere erroneamente percepito come un action game in terza persona, di inserirsi nella contesa e sperare di uscirne tutto intero? Con qualche asso nella manica, come vedremo.

Nel cuore del gioco trovano sede le classiche meccaniche dei MOBA: un solo personaggio da controllare in possesso di tre abilità principali più una passiva e una quarta abilità, particolarmente potente, che si potrà usare solo una volta raggiunto il livello 5. Sconfiggendo gli NPC controllati dal computer (i Minion), che si muovono invariabilmente lungo un percorso prestabilito, si guadagnano punti esperienza e denaro, quest'ultimo spendibile in un negozio per acquistare potenziamenti ed equipaggiamento. Chiaramente anche abbattere i giocatori della squadra avversaria consegnerà nelle nostre mani un discreto gruzzolo e il tutto è finalizzato a sconfiggere il Titano che attende nella parte più profonda della base avversaria.

La curva di adattamento al gioco si dimostra particolarmente benevola, permettendo di combattere alla pari con giocatori già avvezzi alle particolarità del titolo di Hi-Rez studios. Prima fra tutte, la già citata visuale in terza persona, che inchioda la telecamera alle spalle del nostro personaggio, a poca distanza da esso.

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Una battaglia nella giungla, lo spazio che divide le corsie.

Più che lo stile scelto, che pesca da diversi corpora mitologici per selezionare le divinità impersonabili, è infatti la visuale che caratterizza l'intero gameplay. I cosiddetti auto attack, colpi di base che non consumano energia e che vengono portati con il tasto sinistro del mouse, devono essere tutti puntati verso l'avversario da colpire, sia in mischia che a distanza. Già solo questo aspetto apre a strategie assenti negli altri rappresentanti della categoria, come la possibilità di schivare tali attacchi che, per alcuni personaggi, rappresentano la principale fonte di danno.

"Le divinità proposte sono etichettate in base ai ruoli, che le definiscono e offrono un riassunto delle loro specialità"

Le divinità proposte sono etichettate in base a ruoli, che le definiscono e offrono un riassunto delle loro specialità: troviamo quindi i Mage, incantatori che infliggono danni magici, gli Hunter, che attaccano dalla distanza e si affidano agli attacchi base per eliminare gli avversari in fretta, gli Assassin, mortali a distanza ravvicinata ma estremamente fragili, i Warrior, in grado di menare le mani in mischia ma anche di reggere qualche colpo e i Guardian, colossi per eccellenza in grado di ignorare quasi tutto quello che viene scagliato loro contro. Giocare questi ruoli assolutamente canonici regala un'esperienza che è al contrario molto particolare per il genere e che soprattutto è piacevole.

Installato e avviato Smite per la prima volta ci verrà chiesto se affrontare o meno il tutorial introduttivo. Anche per il giocatore più navigato saltare questa fase potrebbe essere un errore, anche perché è realizzata egregiamente, con tanto di video introduttivi che si avvieranno, a richiesta, prima del match di prova. Anche giocatori non esattamente navigati avranno quindi una possibilità di capire e reagire a quello che succede nel corso di una partita.

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La resa grafica delle abilità è molto spesso piacevole.

Va poi segnalata una piccola ma intelligente accortezza che rende più facili le cose ai novellini e cioè la possibilità di lasciare al gioco il compito di potenziare le nostre abilità con l'aumentare del livello e di acquistare per noi l'equipaggiamento più adatto. Una piccolezza che cambia davvero il modo di giocare per i nuovi arrivati, che possono buttarsi nella mischia e combinare effettivamente qualcosa senza trasformarsi in meri sacchi da botte per aver scelto l'abilità o l'oggetto sbagliato. Ovviamente, una spunta nella casellina opportuna è tutto quello che ci separa dal controllo totale sul personaggio e sul suo sviluppo, per la gioia dei veterani.

"I video introduttivi spiegano le cinque modalità del gioco: Arena, Joust, Conquest, Assault e Siege"

Troviamo video introduttivi che spiegano anche le cinque modalità del gioco: Arena, Joust, Conquest, Assault e Siege. Conquest rappresenta la classica mappa con tre corsie e giungla, mentre le altre mappe aggiungono regole ad hoc per vivacizzare gli incontri, come la scelta casuale dei personaggi e la presenza di armi d'assedio da attivare ed usare per spianare la strada verso la vittoria.

La ricchezza di opzioni offerte dall'hub in cui si sosta tra un match e l'altro è davvero impeccabile per numero di opzioni offerte. Da qui è infatti possibile chattare, visualizzare le ultime novità, tutti gli dei rilasciati e la propria posizione nelle classifiche globali. Si può poi accedere allo shop, al profilo personale, al character builder con cui mettere insieme varie combinazioni di oggetti da richiamare durante le partite per velocizzarne l'acquisto. Da questo menu ci si può collegare anche al proprio canale di Twitch, il cui uso è incentivato da una serie di "rank" scalabili in base al numero di minuti trasmessi sulla piattaforma, alcuni dei quali regalano skin per i propri personaggi.

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Muovendosi per la mappa, i cambi d'ambientazione in alcuni casi sono repentini e drastici.

Da questo dettaglio potreste avere intuito che il modello di commercializzazione scelto è quello del free-to-play con microtransazioni. Prima che corriate a prendere il vostro kit da esorcismo sappiate che queste ultime non minano in alcun modo l'esperienza di gioco. Come accade in League of Legends, appena scaricato il gioco avremo solo alcuni dei a nostra disposizione, mentre gli altri andranno sbloccati continuando a giocare, e accumulando così valuta di gioco, o acqistandoli con denaro vero. Col tempo potreste potenzialmente arrivare a possedere l'intero pantheon di Smite senza sborsare un euro.

"I momenti di soddisfazione non mancano, soprattutto se si riesce a coinvolgere un gruppo di amici"

Tutte le caratteristiche descritte fino a questo momento concorrono a rendere Smite quello che è: decisamente divertente. I momenti di soddisfazione non mancano, soprattutto se si riesce a coinvolgere un gruppo di amici per giocare insieme. Ciascuna divinità ha i suoi punti di forza da sfruttare e tutte sono ben bilanciate. Nascosto dietro a ciascun personaggio si nasconde poi una discreta complessità, di cui ci si può servire dedicando qualche partita a raffinare al propria competenza con esso per massimizzarne l'efficacia sul campo di battaglia.

Uno dei pochi appunti che si potrebbero muovere al gioco è legato al comparto grafico, più che decente ma con animazioni forse un po' troppo rigide e con uno stile che sa di già visto, senza particolari picchi creativi nei modelli delle divinità o nelle strutture che trovano posto nelle mappe. Si tratta comunque di dettagli su cui si può in parte sorvolare, perché del resto il motore permette una buona scalabilità a vantaggio di sistemi non particolarmente potenti e gli effetti, impostando i dettagli ai livelli massimi, pur non raggiungendo l'eccellenza sono piacevoli da guardare.

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In schermate come questa vengono ricapitolate le statistiche e le peculiarità delle divinità.

La totale assenza di barriere rappresentate dal prezzo d'acquisto fa di Smite un gioco che si consiglia facilmente, a patto di non odiare incondizionatamente i MOBA. Rispetto ai celebri due colossi del settore a cui abbiamo fatto riferimento si presenta con alcune idee nuove, una realizzazione più che soddisfacente e un tema di fondo originale, almeno per il genere. Siamo sicuri che questo basterà a condurre Smite verso il meritato successo che, se gli darete una chance, potrebbe anche passare da voi.

8 /10

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Riguardo l'autore

Matteo Tabai

Matteo Tabai

Redattore

È un ragazzo abbastanza alto, appassionato di videogiochi, musica, montagna e buon cibo. Onnivoro sia a tavola che con un controller in mano, ha l'assurda pretesa di fare dei videogames la sua professione. Chi vivrà, vedrà.

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