È il gioco dello show? In senso assoluto, senz'altro no. Ma per il sottoscritto, avido esploratore dei mondi oscuri e surreali di From Software, probabilmente sì. Ecco allora spiegato perché quando Sony mi ha chiesto chi della redazione volessi mandare per vedere il loro nuovo "titolo segreto", ho fissato l'appuntamento a mio nome. Le possibilità che sarebbe stato il gioco dal nome in codice Project Beast, in esclusiva per PlayStation 4, erano infatti altissime. E così è stato.

Le premesse di Bloodborne non sono all'insegna dell'originalità: una misteriosa malattia si sta diffondendo per la città di Yharum (se ho capito bene il nome) e sta trasformando i suoi cittadini in mostri assetati di sangue. Per alcuni versi potrebbero sembrare gli zombie di Resident Evil 4, data la loro non eccessiva velocità e visto che sono armati di tutto punto con spade, falcetti, forconi e torce. Ma al primo scontro già ci si accorge della differenza, perché combattono come i nemici di Dark Souls.

Di conseguenza in Bloodborne si dovrà prestare estrema attenzione all'avversario, mettendo in scena il solito balletto di mosse e contromosse che ha proiettato i From Software nell'Olimpo degli sviluppatori. La differenza stavolta sta nel nostro equipaggiamento, che non prevedrà alcuno scudo e che ci costringerà a frequenti schivate. Una gioia per chi chi in Dark Souls s'affida di solito ai riflessi, un problema per chi come il sottoscritto se ne va in giro armato di scudi mastodontici da almeno 50 in Forza.

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L'atmosfera è decisamente più inquietante di quella di Dark Souls 2.

Un altro elemento di discontinuità è rappresentato dalle armi a disposizione: il protagonista nella demo era infatti munito di un fucile nella mano destra e di una spada nella sinistra, capace di aprirsi per aumentare l'allungo. Il risultato sono combattimenti più dinamici (perché non si può stare fermi in parata ma bisogna evitare i fendenti avversari) e vari (perché l'abbinata di armi da fuoco e armi bianche propone situazioni inedite).

"Stavolta nel nostro equipaggiamento non sono previsti scudi e ciò ci costringerà a frequenti schivate"

Per il resto tutto è proceduto in modo molto familiare per gli appassionati di Dark Souls, coi nemici che ci attaccano irrimediabilmente ogni volta che ci voltiamo dal lato sbagliato e il loot nei cadaveri evidenziato dal solito scintillio. Oltre ovviamente al cunsueto campionario di avversari surreali, come il vecchietto in carrozzella che sotto il plaid tiene un cannone capace di ucciderci in un sol colpo, la presenza di misteriosi NPC che starà a noi scegliere se uccidere o aiutare, e mostri che paiono usciti da un libro di Clive Barker.

Ci riferiamo a giganteschi licantropi, corvi giganti che strisciano in terra per poi saltarci addosso, bruti deformi che vogliono ammazzarci a mattonate o al boss affrontato alla fine della demo, una specie di gigante col volto da rapace e le corna da alce, mezzo mummificato e ricoperto di aculei. E che dopo pochi secondi ci aveva letteralmente ricoperto del suo sangue, in un tripudio ematico degno di un film splatter.

A proposito dello scontro col boss, c'è forse da sollevare l'unica obiezione a un'arringa, quella dei From Software, per il resto convincente. Un solo caso non fa statistica ma è da Dark Souls 2 che gli sviluppatori giapponesi paiono riposare sugli allori per quanto riguarda le boss fight: i pattern di attacco bene o male sono sempre gli stessi e Bloodborne non è sembrato fare eccezione. Tant'è che nel caso del mostraccio visto qui a Los Angeles, a un occhio esperto era subito chiaro che sarebbe bastato stargli tra le gambe per mettersi al sicuro.

Speriamo dunque che il resto del gioco ci riservi una maggiore varietà, che in parte ci viene regalata dalle ambientazioni in cui ci troveremo a muoverci, se possibile ancora più oscure e marce di quelle già viste in Dark Souls. La mappa di gioco, nella mezzoretta scarsa della dimostrazione, è sembrata infatti piuttosto varia, tant'è che sono stati fatti due playthrough da un quarto d'ora ciascuno dove, per arrivare più o meno alla stessa destinazione, sono state prese strade completamente diverse.

"Giganteschi licantropi, corvi giganti che strisciano in terra per poi saltarci addosso, bruti deformi che vogliono ammazzarci a mattonate..."

Il nero e l'oro sono stati i colori dominanti di una location dalle tinte ottocentesche con evidenti influenze gotiche, le cui strade che trasudavano marciume ed erano ricoperte da una patina d'acqua che ha messo in risalto abbondanti rifrazioni. Il risultato è stato davvero suggestivo, anche grazie ai buoni effetti volumetrici, peccato solo per degli evidenti problemi di frame rate e di tearing, purtroppo marchi di fabbrica dei From Software. Che comunque, con tutta probabilità, verranno come al solito sistemati poco prima che il gioco vada in gold. Speriamo solo che la soluzione non sia il downgrade grafico che ha dovuto subire Dark Souls 2, visto che il motore grafico pare lo stesso.

Concludendo, la dimostrazione di Bloodborne ha indubbiamente creato una grande aspettativa ma ha anche posto molti quesiti rimasti senza risposta. Una volta uccisi i nemici, ad esempio, si sente il solito effetto sonoro delle loro anime risucchiate nel nostro corpo: dobbiamo aspettarci una meccanica di gioco analoga a quella dei Dark Souls? Gli sviluppatori si sono trincerati dietro a un "no comment".

E il fatto che a schermo non si veda alcuna interfaccia grafica, vuol dire che nel gioco non sarà presente o che è stata disattivata per non mostrare troppo? "Buona la seconda", ci è stato risposto. E visto che il personaggio è così ben caratterizzato, si potranno cambiare tipologie di armi e armature? Quale libertà verrà concessa nello sviluppo del personaggio? "Non possiamo rispondere a questa domanda ma Bloodborne è pur sempre un action-RPG, quindi aspettati una certa progressione".

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Il boss mostrato è sicuramente d'impatto, ma speriamo che le tattiche per scontri del genere sia più raffinata che in passato.

E infine: Bloodborne è l'erede di Demon's Souls o di Dark Souls? "Di nessuno dei due", è stata la risposta. Ma sarà lineare come il primo? "No". Ok, allora sarà open world come il secondo? "Sì e no".

Insomma, è chiaro che i From Software non vogliono sbilanciarsi ulteriormente, un po' perché i tempi non sono ancora maturi, un po' perché probabilmente ci saranno altri annunci in quel della Gamescom di Colonia. Ed è grazie all'idea di saperne di più di Bloodborne che, per una volta, non maledirò i tedeschi per organizzare la loro fiera sempre a ferragosto.

Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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