The Witcher 3: Wild Hunt, Geralt punta al trono degli RPG - preview

Aspettarlo diventa sempre più difficile.

Los Angeles - Un anno fa abbiamo visto per la prima volta il mondo di The Witcher 3: Wild Hunt, ed è stato subito chiaro che il titolo avrebbe spinto il mondo degli RPG oltre i propri limiti con una qualità che avrebbe sfruttato appieno la nuova generazione.

Con un mondo così ricco di storie, opportunità e personaggi da far impallidire il capitolo precedente, l'annuncio dello spostamento al gioco del 2015 è parsa a molti una mossa sensata, anche se non gradita. Ma alla fine a CD Projekt RED, vuoi per come sviluppa i giochi, vuoi per la sua filosofia lontana dai canoni della software house avida di profitti, gli si perdona quasi tutto.

Dopo aver avuto un secondo assaggio del banchetto che CD Projekt ha in serbo per noi il prossimo anno, siamo ancora più sicuri che The Witcher 3: Wild Hunt sarà un serio pretendente per il titolo di gioco dell'anno, grazie a un concetto molto semplice: strigo che vince non si cambia.

The Witcher 3: Wild Hunt è un titolo che punta molto sull'open world: gli sviluppatori ci tengono a rimarcare che tutto ciò che vediamo è esplorabile e che non ci sono muri invisibili, solo molto, molto spazio, ricco di mostri, storie e avventure. Per farsi un'idea, durante la presentazione ci siamo spostati fra due punti, e il tragitto, senza viaggio veloce, avrebbe richiesto 20 minuti di galoppo con un cavallo lanciato al massimo della velocità.

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Dettaglio. Dettaglio ovunque.

Ma pur con tutto questo mondo da esplorare, ciò che conta è la storia di Geralt, e la sua lotta contro questo esercito apparentemente invincibile di esseri pesantemente corazzati, la Wild Hunt, che sta seminando una scia di morte distruzione. E anche se alla fine sappiamo che dovremo prima o poi fronteggiare la Wild Hunt, il modo in cui ci arriveremo cambierà molto tra giocatore e giocatore, perché The Witcher 3: Wild Hunt moltiplica il ventaglio di scelte morali a un livello e a una drammaticità tali da far impallidire The Walking Dead.

"Non ci sono mura invisibili ma solo molto, molto spazio, ricco di mostri, storie e avventure"

Le vicende di Geralt infatti non sono mai bianche o nere, e come mostrato nei 45 minuti di presentazione dell'E3, focalizzarsi sul proprio obiettivo può portarci a fare scelte decisamente pesanti dal punto di vista morale.

Il pezzo di storia mostrato iniziava infatti dopo lo scontro col grifone che abbiamo visto nella presentazione, permettendoci di ammirare la bellezza di Novigrad, una delle città più importanti nell'universo di Geralt, verso cui lo strigo sta tornando per incassare la taglia.

Solo che, invece del classico denaro, Geralt chiede informazioni su una donna coi capelli color cenere che potrebbe avere informazioni importanti sulla Wild Hunt, e la persona per la quale abbiamo ucciso il grifone potrebbe avere informazioni su di lei.

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Non mancheranno i classici momenti 'caldi'.

Quanto vi abbiamo raccontato accade in pochi, minuti, ma più che sufficienti per mostrarci la bellezza e la grandezza di Novigrad, che pare seriamente un borgo medievale in tutto e per tutto, dalla prima pietra delle sue mura alle animazioni della folla che vi passa attorno.

"Le vicende di Geralt non sono mai bianche o nere, ma decisamente complicate dal punto di vista morale"

Incassata la taglia verremo portati una zona paludosa dove ci verrà chiesto di eliminare un altro mostro, e anche se le missioni del gioco sembrano in alcuni casi molto simili, o comunque mosse da una precisa scelta di game design, ciò che le rende diverse sono le scelte morali che spesso saremo portati a valutare. E se la risposta vi pare facile, immaginate di dover eliminare un'entità maligna che vi chiederà di stringere un patto per salvare qualcuno dalle persone che vi hanno inviato. Cosa varrà di più per voi, le persone o altre informazioni per la vostra ricerca?

Le risposte sono fondamentali, perché potrebbero cambiare drasticamente la vostra storia. Secondo gli sviluppatori, scegliere una determinata quest potrà bloccarvene altre, e il numero e il tipo di quest varieranno tra giorno e notte, così come le caratteristiche di determinati mostri. D'altronde nessuno combatterebbe con un lupo mannaro di notte.

Riguardo ai combattimenti, la meccanica rimane sostanzialmente identica al passato: una spada "normale", una d'argento per mostri particolari, mosse molto spettacolari e magie basate sui segni, ma tutto è molto più splatter, con tanto di sangue che si diluisce nelle pozze o macchia l'erba.

Riguardo i segni tuttavia, qualche modifica l'abbiamo notata, innanzitutto possono venire usati nelle contromosse per stordire i nemici e eliminarli con facilità, inoltre il segno Igni, quello del fuoco, oltre a poter essere usato per far esplodere i gas paludosi può anche essere usato come una sorta di lanciafiamme, probabilmente sbloccando la relativa abilità.

"Le caratteristiche di alcuni mostri cambieranno tra giorno e notte"

L'unica aggiunta è la balestra, Gabriel, ottima per eliminare i nemici alati, che durante l'utilizzo provoca un rallentamento in pieno stile bullet time.

Non mancherà ovviamente una fase di crafting in cui creare pozioni, armi e armature, utilizzando ciò che troveremo in tiro o acquistando i materiali dalle botteghe cittadine.

Anche lo stile del combattimento rimane invariato, quindi niente lock sui nemici, il che vi costringerà a calibrare con cura i vostri movimenti, pena il rischio di tirare una spadata di troppo e ritrovarveli alle spalle.

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Gli effetti grafici promettono grandi cose.

Dunque, se storia, scelte morali, ottima trama e combattimenti spettacolari hanno fatto la fortuna di The Witcher 2, ecco che li ritroverete moltiplicati per mille nel terzo capitolo, che piacerà a tutti coloro i quali sentono il bisogno di un GDR ricco di contenuti e appassionante da giocare in ogni sua parte.

Attenzione però, non siamo di fronte a un more of the same, ma al lavoro di un team che conosce i propri punti di forza e li esalta dal punto di vista grafico e narrativo.

Oltretutto, da anni, CD Projekt sembra non sbagliarne veramente una.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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