Orcs Must Die! Unchained: è tempo di darsi ai MOBA! - prova

La divertente serie di Robot Entertainment cambia direzione.

Non vi nascondiamo che il primo Orcs Must Die! ci ha tenuti incollati allo schermo del PC per ore e ore. La semplicità del suo gameplay, unita alla frenesia delle sessioni di gioco veloci e adrenaliniche, hanno catturato noi e migliaia di altri giocatori in quella che è stata una vera e propria sleeper hit.

Nel 2011 infatti, mentre i produttori di titoli tripla A si rincorrevano tra un Crysis e un Mass Effect, questo indie ebbe l'ardire di presentare una struttura di gioco molto più semplice ma non per questo meno interessante, che è stata appunto uno dei principali motivi del suo successo. Non è infatti un caso che, proprio in questo momento, stiamo scrivendo l'anteprima del terzo capitolo, in uscita a dicembre. Ma andiamo con ordine.

Dopo l'ottimo secondo capitolo, che ha proposto la stessa formula di gioco migliorandone però la varietà, gli sviluppatori hanno deciso di cambiare repentinamente rotta e intraprendere un sentiero leggermente diverso. Orcs Must Die! Unchained cambia genere (almeno in parte) e sfocia nel mondo dei MOBA senza rinunciare alla sua semplicità.

1
Lo stile grafico è semplice, colorato e funzionale, anche se ciò non toglie che si possano creare situazioni confuse e difficoltose da leggere.

Ben lungi dalla profondità di League of Legends, il titolo preferisce proporre lo stesso gameplay classico della serie, impreziosito però da una importantissima componente multiplayer. Ancora una volta ci ritroveremo quindi a dover sconfiggere orde e orde di mostriciattoli vari ma stavolta non saremo soli. Orcs Must Die! Unchained propone una lunga serie di modalità online competitive e cooperative che, pur non discostandosi troppo dai canoni, si adattano alla perfezione al suo gameplay.

"Lo scopo del gioco resta difendere una serie di fortezze e di obiettivi strategici"

Lo scopo del gioco resta quello di difendere una serie di fortezze o di obiettivi strategici, non solo combattendo in prima persona ma aiutandosi con trappole ed evocazioni. Una volta iniziata una partita, quindi, il primo passo sarà piazzare sulla mappa le trappole a propria disposizione. In questo modo è possibile sconfiggere le unità nemiche più piccole e, con un po' di fortuna, rallentare le più grandi per finirle poi a colpi di spada, arco o quant'altro.

Se fin qui non c'è nulla di nuovo, a parte la possibilità di cooperare contro il computer e/o sfidarsi con le stesse meccaniche, quel che impreziosisce il gioco è il sistema di gestione delle evocazioni. Le trappole funzionano come sempre ma per evocare creature e mostri vari è necessario sfruttare un semplice sistema di carte collezionabili.

3
Lo stile grafico è quello che ha reso famosi i precedenti capitoli.

Dopo aver piazzato le trappole necessarie sarà possibile raggiungere determinati punti della mappa dove, a seconda del livello raggiungo dal personaggio, il giocatore potrà usare una o più carte di diversa efficacia. Ogni carta è identificativa di una determinata unità o assist, e consente di evocare un'intera orda dei mostri rappresentati su di essa. Al variare del livello raggiunto varia anche il tipo di unità evocabili e la loro forza. Si tratta di un artificio interessante, che aggiunge profondità alla meccanica di gioco ma forse gli fa perdere un po' in carattere. Poco male, perché il sistema pare funzionare e, alla lunga, la varietà paga.

"Per venire incontro alle meccaniche da MOBA, sono stati aggiunti nuovi personaggi"

Proprio per venire incontro alle meccaniche da MOBA che il titolo assume in questa sede, sono stati infatti aggiunti nuovi personaggi. Si va dai classici stregoni a nani, elfi e licantropi, ciascuno col suo peculiarissimo set di abilità speciali e attacchi, ciascuno col proprio set di creature evocabili e, ovviamente, con le proprie debolezze. A seconda quindi del nemico, la scelta di quale carte giocare si veste di nuova importanza: inutile giocare qualche sparuto goblin contro un licantropo forte nel corpo a corpo, meglio gli arcieri. Anche se il nemico li raggiungerà, avranno comunque fatto ingenti danni.

Le prime impressioni sono quindi piuttosto positive, anche se avremmo preferito qualche modalità in più, magari con qualche variazione sul tema. Per ora ci siamo cimentati tanto nel coop quanto nelle partite 5vs5 e, bisogna ammetterlo, la formula non varierebbe di una virgola non fosse che ovviamente il co-op è molto, molto più facile.

4
Al contrario dei precedenti episodi, le arene sono spesso speculari, consentendo lo stesso approccio a due schieramenti diversi. Ovviamente le zone più calde sono quelle centrali.

Per quel che concerne invece il comparto tecnico, non è ancora possibile esprimersi definitivamente. La versione alpha testata non è stata infatti esente da bug, ma poteva anche andare peggio. A parte piccole compenetrazioni e sporadici blocchi il titolo ha funzionato bene, senza troppi rallentamenti né altri glitch. Sono invece migliorabili le animazioni, soprattutto quelle dei nuovi personaggi, un po' troppo legnose.

"La grafica è cartoonesca e irriverente, proprio come quella dei precedenti episodi"

Del lato stilistico invece non ci si può lamentare: la grafica è cartoonesca e irriverente, proprio come quella dei precedenti episodi. Gli eroi del gioco appaiono come caricature dei classici personaggi fantasy, esagerati quanto basta per strappare un sorriso, senza esacerbarne l'ironia. La scelta di mantenere un comparto il più possibile semplice e vicino ai precedenti episodi, inoltre, non solo dà continuità alla serie ma consente a chiunque (anche chi ha un PC datato) di poter giocare senza particolari problemi.

In conclusione possiamo senza dubbio affermare che, se Orcs Must Die! era piacevole in singolo e lo era ancor di più in multiplayer, anche ora che si tinge di MOBA il divertimento non cambia. Se c'è un problema che potremmo sin da ora identificare è che, dopo due capitoli non troppo diversi l'uno dall'altro, si è ormai perso quell'alone di novità che ricopriva il titolo. Certo la sua giocabilità è sempre stata piuttosto rodata ma ora un sottile senso di déjà-vu pervade tutta la produzione.

In alcuni casi infatti sembrava quasi di giocare alla modalità online di uno dei precedenti episodi, ma va detto che durante le nostre sessioni ci siamo divertiti. Tutto starà allora alla community, che a dicembre popolerà i server di questo free-to-play e ne decreterà l'eventuale successo. Vista però la natura gratuita del titolo, non possiamo non consigliarvi di tenerlo d'occhio, soprattutto se non avete provato i precedenti episodi e cercate un multiplayer online semplice, divertente e senza troppe pretese.

Vai ai commenti (0)

Riguardo l'autore

Fabio Davide

Fabio Davide

Redattore

Giocatore fin dalla più tenera età, fagocita di tutto ma digerisce solo i veri capolavori. Dopo 7 anni nel settore del gaming aveva pensato di trovarsi un lavoro nella ristorazione, ma poi ha ceduto al fascino di Eurogamer.

Contenuti correlati o recenti

Articoli correlati...

Commenti (0)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

Nascondi i commenti coi punteggi più bassi
Ordine
Visualizza