The Crew: a spasso per la beta - prova

Gare e sfide d'abilità con un occhio al resto del mondo.

L'idea di attraversare sfrecciando l'intero continente americano è qualcosa che non può che affascinare, una caccia a tutte quelle strade rese immortali dalla cinematografia statunitense dove s'inseguono non solo gli avversari ma anche gli iconici grattacieli, i ponti, le freeway e la sterminata campagna di una federazione immensa, grande decine e decine di volte la nostra densa Italia.

The Crew, tra le altre cose, cattura anche per questo, con una mappa da subito esplorabile nella sua interezza, puntellata di missioni che servono a guidare il peregrinare del giocatore. Dopo averlo visto a Parigi e a Los Angeles, nell'attesa di incontrarlo nuovamente a Colonia, ci siamo gettati nella beta del titolo sviluppato da Ivory Tower per un'esperienza più intensa di quella legata ai tempi ristretti delle prove agli eventi stampa.

Il vantaggio della beta è poi la possibilità di avere un assaggio dell'esperienza "out of the box", come dicono gli anglofoni, senza ricevere un pacchetto preparato apposta per mostrare le caratteristiche migliori del prodotto, e invece affrontando il gioco così come lo vedremo nella sua versione finita.

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Inseguimenti, scontri e velocità folli: The Crew è un gioco divertente e adrenalinico.

L'inizio dell'avventura del nostro pilota è spettacolare quanto basta, magari non particolarmente originale ma comunque convincente nel riuscire a stabilire il tono dell'esperienza. Detroit, poi, non viene certo scelta a caso come punto di partenza, visto lo stretto legame della metropoli con l'industria automobilistica.

"Dopo un breve prologo si sbloccano le prime missioni, affrontabili sia da soli che in compagnia"

Dopo un breve prologo si sbloccano le prime missioni, affrontabili sia da soli che in compagnia, e si incominciano a vedere i punti di forza del titolo Ivory Tower, su tutti la varietà dell'offerta e, soprattutto, il divertimento che quasi ogni azione regala. Perché guidare è sì piacevole, e il modello arcade riesce bene a convincere con la sua accessibilità non troppo telefonata, ma sarebbe poco importante se le attività proposte non riuscissero a intrattenere.

The Crew è un gioco divertente sia quando mette il giocatore in pista con altri 7 utenti per delle gare PVP, che quando offre delle intelligenze artificiali sufficientemente audaci, il tutto in eventi non particolarmente innovativi ma ben realizzati. Si ha sempre voglia di spingere la propria vettura il più possibile, magari per provare l'ultimo pezzo sbloccato, oppure per battere un record conquistato da un amico.

Non solo corse su pista: in The Crew ci daremo anche delle belle sportellate nelle missioni d'inseguimento.

Il fatto di puntare così tanto sull'aspetto sociale dell'esperienza di gioco, infatti, rende la produzione Ubisoft decisamente al passo coi tempi, prendendo quello che di buono era già stato visto in giochi della concorrenza ed attualizzandolo con successo. Certo, la voglia di migliorare i propri tempi nelle tante sfide brevi proposte non manca, ma la possibilità di bullarsi con gli amici rende il tutto ancora più intrigante.

"Le sfide che affiancano le missioni principali sono fondamentali nel tenere il giocatore attaccato allo schermo"

Proprio le sfide che affiancano le missioni principali sono fondamentali nel tenere il giocatore attaccato allo schermo. Magari stavamo guidando verso una gara e abbiamo visto l'icona di una sfida lampeggiare in una stradina secondaria: in tal caso ci vuole poco a cambiare strada e a passare un ottimo quarto d'ora nel migliorare continuamente il proprio risultato. Questo portare via il giocatore dalla strada maestra va visto come un punto a favore, sintomo di un gameplay interessante capace di stuzzicare.

C'è anche il fatto che la storia, sebbene scritta da quel Cantamessa noto ai più per la sceneggiatura di Red Dead Redemption, non sia particolarmente intrigante, ricca di cliché e luoghi comuni. Il solito infiltrato, le solite bande di piloti, i soliti inseguimenti, ma del resto è un gioco di corse e non è l'aspetto narrativo quello fondamentale (almeno fino a che qualcuno non vorrà puntarci).

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Molto apprezzata è la possibilità di sbirciare sotto il cofano per guardare i pezzi in movimento.

Sul fronte della personalizzazione il giudizio potrà essere definitivo dopo una prova più approfondita, ma per il momento possiamo dirci soddisfatti dalla varietà di opzioni proposte e dal taglio ruolistico deciso per la divisione in classi. Non tutte le auto potranno essere adatte a ogni ruolo e alcune sono evidentemente più versatili di altre, ma il ventaglio di scelte è decisamente convincente anche se nella beta abbiamo potuto provarne soltanto due.

"Sul fronte tecnico, invece, il titolo non stupisce pur convincendo grazie al buon livello di dettaglio"

La Street è la specializzazione dedicata alle gare in città, con una buona maneggevolezza adatta a sfrecciare tra vie e viuzze, evitando nel contempo il traffico. Dirt è invece adatta alla campagna, capace di resistere ai terreni sterrati e di non perdere aderenza anche sui percorsi più sporchi. Non siamo ai livelli della spec Raid però, provata in altre occasioni, e completamente votata alle gare offroad.

Sono 11 le aree delle macchine modificabili per andare ad influire sulle prestazioni, affiancate ad una decina di abbellimenti estetici per un totale decisamente sufficiente. Una menzione particolare va fatta alla possibilità di vedere le parti in movimento sotto il cofano, un'ottima trovata che trasmette soddisfazione e una certa libidine.

Da Chicago a St. Louis per avere un assaggio dell'ampiezza della mappa di gioco con la beta PC.

Sul fronte tecnico, invece, il titolo non stupisce pur convincendo grazie al buon livello di dettaglio. Gli ambienti sono ben caratterizzati e l'atmosfera delle varie aree del mondo di gioco è resa in maniera convincente, anche se l'impatto generale non colpisce per dettaglio visivo. Siamo ad un livello che sarà appropriato su console (Xbox One e PlayStation 4 le sole supportate), ma che forse potrebbe non soddisfare del tutto l'appassionato PC, sempre a caccia della grafica migliore.

Molto apprezzata invece è la possibilità di passare in ogni momento ad una visuale satellitare senza caricamenti, per poi scendere verso il posto desiderato e sfruttare l'opzione di viaggio veloce (a patto di avere già visitato la destinazione prescelta).

L'abbiamo già detto e ci sentiamo di ripeterlo in conclusione: The Crew è divertente. Sia come modello di guida, che come missioni proposte, che soprattutto come atmosfera generale. L'impressione è che le cose da fare siano veramente tante e la voglia di esplorare l'immensa mappa non manca. La beta ci ha permesso di mettere alla prova anche l'aspetto narrativo, forse il meno riuscito di tutta la produzione, e di giocare in compagnia di altri giocatori apprezzando così il risvolto social del titolo.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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