AR NOSURGE: Ode to an Unborn Star - prova

Bizzarre fusioni made in Japan.

Se siete appassionati di giochi dal marcato carattere nipponico avrete probabilmente sentito parlare almeno una volta di Surge Concerto: Ciel no Surge e di Ar Tonelico, serie che condividono il medesimo universo e un buon numero di elementi caratteristici.

A settembre uscirà in Italia AR NOSURGE: Ode to an Unborn Star, titolo ambientato nel mondo di Ciel no Surge e caratterizzato da una gran quantità di meccaniche tanto care al pubblico nipponico. A differenza di Ciel no Surge questo AR NOSURGE non è un simulatore di vita, ma racchiude l'essenza di una manciata di generi profondamente giapponesi.

Dopo aver passato alcune ore con il codice preview inviatoci da Halifax è finalmente giunto il momento di condividere con voi le impressioni verso un gioco difficile da classificare e che, prima di essere del tutto compreso e recensito, richiederà una gran quantità di tempo e dedizione.

Il mondo di AR NOSURGE vede gli esseri umani convivere pacificamente con potenti forme di vita chiamate Genome, in cerca di una nuova casa dopo la distruzione del loro pianeta natale. In questo contesto il giocatore è chiamato a vestire i panni di Delta Lantanoir e a difendere il mondo dalla minaccia degli Sharl, esseri capaci di rapire le persone usando la magia del canto (elemento chiave anche di Ciel no Surge e di Ar Tonelico).

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Il gioco lascia spazio anche a momenti come questo, in cui è possibile interagire (non senza una giustificazione adeguata) con varie parti del corpo dei personaggi.

Rispetto agli altri titoli citati, tuttavia, AR NOSURGE presenta un sistema di combattimento piuttosto intrigante e aggiunge una forte componente bellica alle dinamiche tipiche dei simulatori di vita e di relazioni personali.

"Il mondo di AR NOSURGE vede gli esseri umani convivere pacificamente con potenti forme di vita chiamate Genome"

Durante le fasi esplorative all'interno di ambientazioni piatte e tecnicamente scialbe ci si trova spesso in condizione di dover affrontare intensi combattimenti, nei quali Delta deve assicurarsi di difendere il Genome che lo accompagna per permettergli di caricare un attacco devastante in grado di eliminare istantaneamente tutti i nemici sullo schermo.

Gli scontri sono a turni, ma nonostante questo riescono ad essere veloci e coreografici grazie alle scelte di design fatte dagli sviluppatori. In sostanza durante il proprio turno il giocatore può infierire sui nemici scatenando una vasta gamma di attacchi associati ai tasti frontali del pad e alle rispettive varianti visualizzate tramite la pressione prolungata dei dorsali.

Durante la fase offensiva il secondo personaggio collabora come può tramite deboli attacchi a distanza, mentre in seguito ad alcune azioni particolarmente riuscite si ottengono bonus come turni extra e via dicendo.

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Questi attacchi speciali sono in grado di seminare il panico tra gli avversari.

Nella parte alta dello schermo viene mostrata la sequenza delle orde nemiche che, gruppo dopo gruppo, si presentano di fronte al protagonista disposte in formazioni sempre diverse. La disposizione dei nemici è fondamentale, perché in base ad essa è necessario scegliere con cura gli attacchi da utilizzare, variando tra ampi colpi ad area o profondi affondi perfetti per infierire su bersagli disposti lungo la medesima fila.

"Questo tipo di approccio è piuttosto interessante e lascia spazio a una buona dose di sperimentazione"

Al cambio di turno arriva il momento di chiudersi in difesa e gestire con calma e attenzione i punti barriera disponibili. Tale opzione può essere sfruttata solo un numero limitato di volte ogni turno, costringendo di fatto a studiare le varie tipologie di avversari e i loro pattern di attacco, in modo da scegliere quali danni neutralizzare e quali sopportare stoicamente.

Questo tipo di approccio è piuttosto interessante e lascia spazio a una buona dose di sperimentazione, motivo per cui non vediamo l'ora di passare un po' di tempo con la versione finale del gioco per scriverne la recensione.

Una volta accumulata la giusta dose di energia e soddisfatto tutte le condizioni necessarie, il Genome scatena il proprio attacco speciale, evocando creature o armi decisamente fuori dagli schemi e dotate di una potenza offensiva senza pari.

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Imparare a usare la giusta tecnica in base alla disposizione degli avversari sarà fondamentale per ottenere risultati apprezzabili.

Questi attacchi, spesso accompagnati anche da simpatici mini-giochi, permettono di eliminare in un colpo solo tutti i nemici rimasti sul campo di battaglia, andando ad aumentare il punteggio dello scontro e, di conseguenza, la valutazione al termine dello stesso.

"AR NOSURGE si distingue per una vasta gamma di attività che promettono di tenere incollati allo schermo per un gran numero di ore"

Al di là dell'interessante sistema di combattimento, comunque, AR NOSURGE si distingue per una vasta gamma di attività che promettono di tenere incollati allo schermo per un gran numero di ore. Rimanendo in linea con la tradizione delle serie a cui è legato, il gioco permette di costruire e approfondire vari tipi di rapporti personali con i numerosi personaggi presenti nel disco.

In linea con la maggior parte delle produzioni nipponiche del genere, inoltre, sono presenti anche sequenze in cui è possibile interagire fisicamente con i personaggi, utilizzando una vasta gamma di oggetti sulle varie parti del corpo in cambio di risultati di ogni genere.

Se a questo aggiungiamo una serie di filmati estremamente curati e una colonna sonora piena di brani di qualità, ecco che i fan del genere potrebbero trovarsi fra le mani una gradita sorpresa con cui passare diverse ore su PlayStation 3.

A questo punto non ci resta che aspettare il mese di settembre per accogliere l'uscita di AR NOSURGE: Ode to an Unborn Star, che sarà accompagnata dalla nostra dettagliatissima recensione.

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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