Tales of Xillia 2: il ritorno in terre già note - review

Una dedica ai fan che non supera il suo predecessore.

Qualche giorno fa vi avevamo anticipato il nostro apprezzamento verso Tales of Xillia 2, ennesimo episodio della serie Tales Of e seguito diretto dell'ottimo Tales of Xillia. Quanto avevamo visto nelle prime ore di gioco, infatti, aveva soddisfatto la nostra sete di jrpg, pur facendoci sollevare alcuni dubbi verso l'eccessivo riciclo di elementi dal precedente episodio.

Oggi siamo qui per tirare le somme, dopo aver completato il gioco sviscerandone ogni elemento utile alla stesura di questa recensione. Qualora vi foste persi la nostra anteprima, sappiate che Tales of Xillia 2 è ambientato alcuni anni dopo la fine del precedente episodio, con cui condivide anche il mondo in cui si svolge la nuova avventura.

Per non fare inutili spoiler a coloro che non hanno ancora avuto modo di completare il primo Xillia eviteremo di fare riferimenti specifici alla trama. La cosa importante è che gran parte del cast del precedente episodio torna anche in Xillia 2, forte come non mai e pronto a farsi valere in una nuova avventura.

I protagonisti, questa volta, sono il taciturno Ludger e la piccola Elle, il cui incontro apparentemente fortuito darà vita a un'avventura intensa a cavallo tra due dimensioni. Durante il loro viaggio gli eroi di Xillia 2 si imbatteranno in vecchie conoscenze che i fan non faticheranno a riconoscere e che, a seconda dei casi, si riveleranno preziosi alleati o avversari temibili.

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Nel gioco è necessario trovare i 100 gatti smarriti di una vicina di casa di Ludger. Una volta ritrovati, i gatti possono essere spediti in giro per il mondo a caccia di oggetti.

Accompagnando Ludger ed Elle nel loro lungo viaggio verso una meta leggendaria e avvolta nel mistero, il giocatore si troverà in più di un'occasione ad avere un forte senso di deja-vu, complice il costante riciclo di vecchi elementi a cui il team di sviluppo non ha esitato a ricorrere.

Se è vero, infatti, che molte delle ambientazioni esplorate sono le stesse già viste nel primo Tales of Xillia, è altrettanto palese quanto con un pizzico di lavoro in più si sarebbe potuto puntare a un minimo restyling, anche solo per dare ai giocatori la possibilità di meravigliarsi per questo o quel cambiamento rispetto a quanto visto in passato.

Lo stesso accade con i nemici, nella maggior parte dei casi identici a quelli già affrontati mille e mille volte nel primo Xillia. Fortunatamente a mischiare un po' le carte in tavola interviene il nuovo sistema di combattimento, che questa volta aggiunge alla formula originale la debolezza a vari tipi di armi, incrementando ulteriormente la varietà di tattiche da sfruttare in battaglia.

Grazie a questo dettaglio affrontare nemici già noti diventa interessante, visto che ci si ritrova a testare le nuove debolezze per ideare tattiche migliori rispetto a quelle usate in passato.

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La piccola Elle è un elemento chiave della trama, ma non prende mai parte ai combattimenti.

Questo elemento, unito alle Unique Link Artes e alla possibilità di modificare al volo il comportamento in battaglia dei compagni con cui si stringono i legami, rende le battaglie di Tales of Xillia 2 ancor più interessanti di quelle del precedente episodio, dettaglio non da poco considerando la già elevata qualità che abbiamo tanto apprezzato in passato.

Peccato, però, che dopo poche ore di gioco il protagonista ottenga una serie di abilità in grado di renderlo nettamente più forte rispetto al resto del cast, al punto da far diventare quasi superflua la presenza degli alleati sul campo di battaglia.

Ludger, infatti, non solo è in grado di cambiare arma durante il combattimento passando in un lampo dalle spade alle pistole o al martello da guerra, ma è anche dotato di un'abilità che, una volta attivata, lo rende invulnerabile ed estremamente potente per un determinato lasso di tempo.

Avevamo già evidenziato questo elemento nella precedente anteprima, aggiungendo che ci saremmo assicurati di approfondire il discorso in fase di recensione. Ebbene, dopo diverse ore non possiamo fare altro che confermare le nostre paure iniziali, visto che in più di un'occasione il personaggio di Ludger si è rivelato sbilanciato rispetto al resto del cast e, più in generale, rispetto alla difficoltà del gioco (comunque modificabile a piacimento qualora si cercasse una sfida più consistente).

Che senso ha inserire le debolezze alle armi se poi si permette a un singolo personaggio di cambiare a piacimento equipaggiamento per far fronte a qualsiasi tipo di minaccia? Sotto un certo punto di vista sembra quasi che gli sviluppatori non fossero del tutto convinti delle proprie scelte di design e che, di conseguenza, abbiano inserito un elemento in grado di vanificarle in un batter d'occhio. Il che è un vero peccato, perché in generale le battaglie di Xillia 2 sono davvero pregevoli.

Un'altra scelta difficile da digerire coinvolge il personaggio di Ludger. A differenza di quanto accadeva in qualsiasi altro episodio di Tales Of, infatti, in Xillia 2 il protagonista è praticamente muto, un po' come Link di The Legend of Zelda.

A differenza di quanto accade in Zelda, però, in questo caso il giocatore viene spesso chiamato in causa per scegliere quale risposta far dare a Ludger nel corso dei dialoghi, opzione che abbiamo accolto con grande entusiasmo, ma che in assenza del doppiaggio del personaggio principale perde parte del coinvolgimento, soprattutto considerando la regia e la struttura dei dialoghi.

Vedere la recitazione interrompersi bruscamente per lasciare spazio a un'interfaccia piuttosto invasiva non è il massimo. Al di là di questa critica, comunque, il fatto di poter indirizzare le scelte di Ludger apre a una serie di elementi interessanti, visto che a seconda delle risposte scelte si possono stringere o allentare i legami con i comprimari, arrivando perfino a sbloccare nuove opzioni di dialogo.

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Il Legame tra i personaggi torna anche in Tales of Xillia 2, permettendo di circondare i nemici e di godere di bonus specifici a seconda dei personaggi selezionati.

L'altro cambiamento importante rispetto al precedente episodio riguarda l'abbandono dell'Illium Orb in favore dell'Allium Orb per la crescita e lo sviluppo dei personaggi. Tale novità, giustificata con una "supercazzola" tecnica legata al finale di Tales of Xillia, va a influenzare in modo evidente lo sviluppo dei personaggi, prendendo in prestito la meccanica già apprezzata in passato con gli Esper di Final Fantasy VI.

Se avete giocato lo splendido jrpg targato Squaresoft ricorderete che per far apprendere abilità specifiche ai vari personaggi bastava equipaggiare determinati Esper e accumulare esperienza durante i combattimenti. Lo stesso accade in Tales of Xillia 2, equipaggiando oggetti in grado di mettere a disposizione nuove abilità e Artes, a patto di accumulare abbastanza esperienza in battaglia.

Il sistema è molto interessante, permette di sperimentare ampiamente con le build dei personaggi e, in generale, funziona meglio di quello troppo semplicistico del precedente episodio, aggiungendo un pizzico di strategia e pianificazione al cocktail, per la gioia degli utenti più smanettoni.

Dal punto di vista narrativo abbiamo trovato la trama di Tales of Xillia 2 adulta, coinvolgente e ben scritta, ma in generale c'è una cosa che non siamo proprio riusciti a digerire: la necessità di farmare missioni al termine di ogni capitolo prima di poter effettivamente procedere con l'avventura.

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Se proprio morite dalla voglia di sentire la voce di Ludger, potrete attivarla al secondo playthrough attraverso l'apposita opzione.

Dopo una manciata di ore di gioco, infatti, Ludger si ritrova suo malgrado indebitato con una banca e, di conseguenza, i suoi diritti di viaggio vengono limitati. Per questo motivo, ogni volta che deve procedere verso la destinazione successiva il protagonista è costretto a raccogliere abbastanza denaro per saldare una rata del prestito.

Questa scelta di design non solo è discutibile, ma finisce con lo spezzettare l'esperienza impedendo di vivere l'avventura secondo i propri ritmi e costringendo ad accettare decine di missioni secondarie poco interessanti, che nella maggior parte dei casi richiedono di trovare particolari oggetti o di eliminare determinati avversari.

Fortunatamente a movimentare il tutto intervengono le missioni legate ai personaggi secondari, utili a scoprire nuovi dettagli sui singoli eroi (rispondendo a parecchie domande degli appassionati del primo Tales of Xillia) e a consolidare il rapporto di Ludger con i suoi compagni di viaggio.

In generale riteniamo che pur essendo un ottimo jrpg Tales of Xillia 2 sia in parte un'occasione sprecata, visto che pur partendo dalle solidissime basi gettate dal precedente episodio non riesce ad alzare l'asticella, accontentandosi di assestarsi sui comunque ottimi livelli del primo Xillia.

Pur avendo apprezzato la trama e gli sviluppi del gioco non abbiamo potuto fare a meno di soffrire alcuni difetti del titolo Namco Bandai. Il protagonista silenzioso e fin troppo forte rispetto al resto del cast, unito alla necessità di farmare missioni secondarie per poter procedere con l'avventura, rappresentano due ombre in un affresco altrimenti radioso.

Se riuscirete a passar sopra a questi due elementi, acquistando Tales of Xillia 2 (che uscirà in Italia il 28 agosto) vi troverete tra le mani un ottimo jrpg, perfettamente in linea con il suo predecessore in termini di qualità e di longevità (circa 60 ore, senza soffermarsi su tutte le quest secondarie). Se amate il genere, acquistatelo e giocatelo con passione. Non ve ne pentirete.

8 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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