Nelle 24 ore successive all'annuncio che il nuovo Tomb Raider sarebbe stato un'esclusiva Xbox, i forum di tutta Internet sono letteralmente esplosi. Square Enix e Crystal Dynamics, rispettivamente publisher e developer del gioco, si sono forse venduti? E Microsoft non farebbe meglio a spendere i suoi soldi per finanziare nuove IP, piuttosto che togliere ai giocatori PlayStation e PC la possibilità di giocare quello che probabilmente sarà uno dei titoli più attesi del 2015?

Da subito, però, si è avuta la sensazione che l'esclusiva Xbox di Rise of the Tomb Raider non sarebbe durata per sempre, anche a giudicare dalle parole non proprio chiarissime che Microsoft ha scelto per dare l'annuncio: "Rise of the Tomb Raider, in arrivo a Natale 2015, sarà esclusivo per Xbox".

Il giorno successivo, abbiamo chiesto direttamente a Phil Spencer, boss di Xbox, chiarimenti riguardo a questo accordo e a cosa significasse esattamente. Abbiamo avuto la conferma che l'esclusiva è a tempo e che, dopo il suo scadere, starà a Square Enix decidere cosa fare. Dopotutto, il gioco è loro.

Appena appresa questa notizia l'abbiamo subito riportata, pensando che i fan di Tomb Raider volessero saperla il prima possibile, ma si tratta di un'informazione che è emersa nel corso di una discussione molto più ampia riguardo a questo accordo e al modo in cui Microsoft lo ha ricercato e ottenuto.

Ecco il testo integrale di quella discussione.

Vi aspettavate una reazione così forte e così negativa all'annuncio? Oppure è stata una sorpresa?

Phil Spencer: Non so se la definirei una sorpresa. Sapevo che avremmo dovuto discutere la storia in modo più approfondito, perché ovviamente è una cosa che non si può fare da un palco. Sul palco hai quei pochi istanti a disposizione, hai lì con te Darrel [Gallagher, boss di Crystal Dynamics, ndR], si parla della serie, di cosa significhi, di quanto siamo eccitati all'idea del nuovo capitolo e di come questo arriverà in esclusiva su Xbox. Quello è un punto molto importante per noi.

Ma se vai indietro con la memoria, la nostra partnership con questa serie è cominciata prima di questo capitolo. Loro sono stati sul palco con noi all'E3 per parecchi anni ormai. Ovviamente si tratta di una serie che esiste da prima dell'Xbox e che è nata su altre piattaforme, quindi la nostra collaborazione si è costruita col tempo. L'unica cosa che il pubblico deve sapere è che noi non abbiamo semplicemente scansionato il settore delle third party finché, all'improvviso, non abbiamo trovato un gioco che ci interessava e abbiamo detto "dobbiamo assicurarcelo noi". È una relazione che si è costruita nel tempo. Se leggete il post sul blog di Crystal Dynamics, lì si parla di un rapporto di fiducia costruito nel tempo.

Parlando di altri casi simili, viene in mente l'esempio di Dead Rising. La nostra partnership con Capcom ha fatto bene a Dead Rising: abbiamo potuto investire nel franchise ed aumentarne la popolarità.

Crystal Dynamics e Square Enix hanno investito nella serie di Tomb Raider, vogliono che il prossimo capitolo sia di primo livello, un vero tripla-A, ma si tratta di un'ambizione molto costosa. Per noi si tratta di un titolo molto interessante e di un'aggiunta importante al nostro portfolio. Vorrei avere un titolo simile nel nostro catalogo di IP first-party? Assolutamente sì. Ma al momento non ce l'abbiamo. Per questo, Tomb Raider rappresenta l'occasione perfetta, anche perché finora abbiamo avuto uno splendido rapporto con loro.

Crystal Dynamic ha fatto un ottimo lavoro nel rilanciare la serie a partire dal 2009 e vuole continuare ad offrire esperienze tripla-A ma per continuare ad investire a quei livelli... serve una partnership.

Quando la gente guarda a Dead Rising e a dov'è la serie adesso, penso che si possa dire che riguardo quel franchise abbiamo realizzato una buona partnership. Magari qualche utente PlayStation potrebbe dire che non è così, perché lui nello specifico non ha potuto giocare quel titolo. Ma se io sono Capcom e penso a quello che la serie è adesso... o anche a Titanfall, per fare un altro esempio, e alla nostra possibilità di investire con EA per fare un lancio così grande... Tomb Raider è la stessa cosa.

Ora, è chiaro che se voglio realizzare una partnership, considerando che sono un platform holder, non investirò per fare un gioco PlayStation. Gli affari sono affari. Se investiamo con un partner su un grosso titolo, abbiamo bisogno che l'accordo rispetti determinati termini.

Ma la cosa che va capita è che questa partnership è stata costruita nel corso di molti anni, è sempre stata forte e vogliamo che aiuti a rendere questa serie ancora più grande. Ovviamente, se vogliamo che questo avvenga, in quanto platform holder dobbiamo fare le cose in un certo modo

Io non ho comprato l'IP, quindi quando la gente mi chiede che ne sarà del futuro della serie di Tomb Raider, non posso essere io a dare una risposta. Se mi chiedete quando uscirà Dead Rising 6 non ne ho idea, perché la serie non è mia. Quindi non posso dirvi se Tomb Raider uscirà su altre piattaforme, perché non è quello il mio lavoro. Il mio lavoro non è parlare di giochi che non possiedo. Quello che abbiamo è un accordo per questa versione di Tomb Raider, che abbiamo annunciato. E io mi sento molto soddisfatto del nostro rapporto a lungo termine con Crystal Dynamics e Square.

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Phil Spencer sul palco durante la conferenza Microsoft alla Gamescom.

Credo che sia una situazione in cui tutti vincono. Noi abbiamo dei vantaggi e credo che ne abbiano anche loro. Francamente (e so che a molte persone non piacerà quello che sto per dire, ma lo dico ugualmente), credo che la situazione farà bene alla serie di Tomb Raider e al gaming in generale, perché questa è una serie che ha la sua importanza, e grazie a questa collaborazione potremo investirci e fare un marketing di un certo livello, oltre che lavorare allo sviluppo insieme a loro, per cercare di creare un prodotto eccezionale.

L'ultimo capitolo era bellissimo e io voglio che questo nuovo sia altrettanto bello se non di più, il migliore della serie. Però, lo ripeto: non ho comprato l'IP. Nel lungo periodo, non so dire dove andrà e cose del genere. Questo sta a Square Enix deciderlo. Ma si trattava di un'opportunità interessante per noi. Quindi, quando ci hanno offerto l'opportunità di realizzare una qualche collaborazione, noi abbiamo colto al volo l'occasione, e sono felicissimo di averlo fatto.

Quindi è stata Square Enix a contattarvi per proporre la partnership?

Phil Spencer: Dovete tenere presente che contatti del genere avvengono continuamente. Il 2009 è stata la prima volta che loro sono saliti sul palco con noi, poi sono tornati l'anno scorso e anche quest'anno. Abbiamo lavorato insieme per molto tempo, quindi non si tratta di un'apertura nuova o inattesa per noi. Con Crystal Dynamics, su questa specifica IP, abbiamo un rapporto che dura da molti anni.

Loro hanno visto quello che abbiamo fatto con altri giochi che non erano i nostri. Ryse e un'altra IP. Ryse non è un marchio di mia proprietà, ma abbiamo comunque investito con Crytek per trasformarlo in un franchise, una cosa che non è semplice da fare per uno studio senza supporto. Però questo non significa che ho comprato il marchio. Ora l'hanno appena annunciato per PC e alcuni in questo momento mi accusano, dicendo "non lo devi far uscire su PC". La mia risposta è che io voglio che Crytek faccia soldi, che abbia successo. Perché mai dovrei impedirgli di fare qualcosa con il loro gioco?

Sono felice di poter lavorare con loro, penso che sia una cosa buona. Se mi chiedi chi è che ha cercato chi... beh, si tratta di un rapporto continuo, di un continuo domandarsi cosa possiamo fare insieme la prossima volta. Ad un certo punto, succede che per noi l'investimento comincia a diventare talmente grande che vogliamo ottenere qualcosa da quel dialogo e da quel rapporto. Succede per tutti i giochi che abbiamo, che sia un titolo interno, che sia Sunset, Ryse, Dead Rising o qualcosa come Tomb Raider.

Non si è certo trattato di una mossa "contro" le altre piattaforme. Semplicemente, si guarda al proprio portfolio per la prossima stagione natalizia e si dice che quello sarebbe un grande titolo per noi, che potremmo fare grandi cose. Se osserviamo il passato del franchise e questa prossima release, capiamo che abbiamo l'occasione di incrementare la sua importanza nel mondo del gaming. Io sarei molto contento di contribuire a questo.

Dobbiamo fare un grande gioco. Crystal è uno studio in grado di farlo, di focalizzarsi su questo risultato. La partnership con Square riguardo la pubblicazione del gioco sarà molto forte. Se guardo al passato di questo franchise, mi sento molto fiducioso.

Capisco però la reazione che vedo in giro. Se fossi un utente PlayStation penserei che tutto ad un tratto il franchise si allontana dalla mia piattaforma. Ma io non ho comprato l'IP, non ho comprato lo studio che la realizza, non sono cose mie. Quello che succederà nel futuro della serie (come con Dead Rising e gli altri)... lo vedremo in futuro. Come con Ryse. Vedremo cosa succederà con questi giochi. Non ho comprato tutte le uscite future di Tomb Raider.

Ma per noi questa era un'opportunità, credo che questa partnership sia una buona opportunità, e credo che sia una situazione in cui tutti vincono.

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La reazione del pubblico è stata provocata anche dalle parole scelte per descrivere l'accordo, che erano molto specifiche. La gente si è chiesta se il gioco sarebbe uscito prima o poi anche su altre piattaforme. Qual è la natura dell'esclusiva che vi siete garantiti?

Phil Spencer: Io non parlo con loro della creazione di Tomb Raider su altre piattaforme, quindi non sono la persona giusta a cui fare questa domanda. Non posso parlare del franchise in quel modo. Io posso solo parlare dell'accordo che ho.

E allora qual è, esattamente, l'accordo che avete?

Phil Spencer: Tomb Raider uscirà a Natale del 2015 in esclusiva su Xbox.

Solo su Xbox One?

Phil Spencer: Su questo dobbiamo fare chiarezza: il gioco uscirà su Xbox One e Xbox 360. Voglio essere molto esplicito, non voglio che ci siano incomprensioni. Ma sul futuro della serie non posso dire altro, perché non sono io a controllarlo.

Ma c'è una finestra temporale che avete concordato per quanto riguarda l'esclusiva? Durerà un lasso di tempo determinato? È questo che i nostri lettori vogliono sapere.

Phil Spencer: Sì, l'accordo ha una durata. Io non ho comprato il gioco, la serie non è mia.

Possiamo sapere quanto durerà l'esclusiva?

Phil Spencer: No. E non perché io sono reticente, ma è un accordo tra noi e il nostro partner. La gente mi chiede: "quanto avete pagato?" Ci sono determinati dettagli che non voglio diffondere, perché si tratta di affari tra noi e loro.

Ma quando mi viene chiesto di Tomb Raider su altre piattaforme, come già ho detto, si tratta di un argomento che non credo di poter discutere. Io non possiedo i diritti del gioco e non ne controllo il destino. Ovviamente il nostro accordo ha una durata, non ho comprato l'IP per tutta l'eternità. Mi sono assicurato un'opportunità per la stagione natalizia, per arricchire la nostra lineup. Abbiamo Halo 5 in arrivo. Abbiamo mostrato Quantum Break. Poter parlare di un'uscita di Tomb Raider nel 2015, su Xbox 360 e Xbox One, è fantastico.

Però capite perché ci sono tutte queste domande sulla natura del vostro contratto di esclusiva?

Phil Spencer: Voglio che tu me lo chieda direttamente, perché dobbiamo parlare di questa storia. Questo mito secondo il quale noi avremmo scoperto che i fan Sony amano Tomb Raider e ci siamo detti "ehi, se spendiamo una barca di soldi possiamo impedirgli di giocare il prossimo capitolo!" Non è affatto andata in questo modo.

Mettiamola così: questo accordo avrebbero potuto sottoscriverlo anche altri. Noi non abbiamo fatto niente che non avrebbero potuto fare anche altri. Certa gente dice che "nessun altro avrebbe fatto un accordo del genere" ma accordi simili avvengono di continuo. Per noi era una grande opportunità e ovviamente abbiamo voluto coglierla.

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Da parte vostra è anche una risposta ad Uncharted 4? In parecchi hanno fatto il paragone tra l'ultimo Tomb Raider e Uncharted...

Phil Spencer: Certo che sì. Io sono un grande fan di Uncharted e vorrei che anche noi avessimo un action adventure del genere. Oggi non ne abbiamo ancora nessuno di quel livello e questa per noi è un'opportunità.

La gente mi vede come l'uomo dei contenuti: "non dovrebbe tutto girare intorno ai contenuti che state creando?". Io voglio che tutti i giochi migliori siano sulla nostra piattaforma. Beh, ok, forse non tutti... sarebbe pretendere troppo. Ma voglio avere una solida lineup di grandi titoli nostri. È una cosa fondamentale per creare una piattaforma di successo. Quando un'opportunità del genere si presenta, devo perseguirla. E questa era senz'altro un'opportunità da perseguire.

Alcuni mi hanno chiesto quali sono le IP che possediamo, dicendo che si possiedono solo le IP che si pubblicano. Voglio essere esplicito a riguardo: quello è senz'altro un obiettivo ma non si può raggiungerlo in tutte le situazioni. Ryse è una situazione in cui non siamo in possesso dell'IP.

Ma se guardi al nostro portfolio... se il gioco fosse uno sparatutto sci-fi, probabilmente io non cercherei l'esclusiva. Ne abbiamo già uno! O un competitor di Gears o di Forza. Non sono quelli i giochi che andrei a cercare. Ma Tomb Raider si inserisce nel nostro portfolio alla perfezione: questa valutazione è senz'altro stata parte del motivo che ci ha spinto a realizzare l'accordo. Io voglio essere un buon partner e non credo che sarei stato un buon partner per Square o Crystal se avessi nel cassetto un gioco che entra in competizione diretta con il loro titolo.

Il mondo dei videogiochi odierno è un business molto costoso nel quale stare. Se vuoi costruire un'esperienza del genere e markettizzarla, in alcuni casi una partnership con un publisher è il modo giusto di perseguire i tuoi obiettivi, per raggiungere il livello necessario per creare un vero successo. Guardate alla lineup di quest'anno per il mese di ottobre: è pazzesca. Se vuoi che il tuo gioco emerga dalla massa e si noti veramente, ci sono delle opportunità da cogliere con i platform holder. Questa è stata una delle opportunità per Crystal e Square e credo che possa aiutare Tomb Raider a diventare ancora più grande. Noi vogliamo che sia grandissimo, dal momento che sta arrivando su Xbox nel modo che abbiamo discusso finora.

Quando lo abbiamo annunciato, sapevo che ci sarebbe stata qualche reazione. Alcuni non vorranno crederci ma l'accordo di esclusiva non è una cosa fatta con malizia o cattiveria. È semplicemente il voler sfruttare un'opportunità che incontra alla perfezione i nostri bisogni con un partner che è in cerca di una collaborazione. Altri avrebbero potuto sottoscrivere questo deal ma lo abbiamo fatto noi perché pensavamo che fosse perfetto. E credo che sul lungo periodo sarà benefico per il franchise, per Crystal e per Square, oltre che per noi.

I grandi titoli fanno bene a tutta l'industria e se riusciamo a far crescere un titolo otteniamo un risultato importante per tutti noi. Questo settore, il settore dei videogiochi console, può restare in salute solo se tutte le persone coinvolte continuano a fare soldi. È un business guidato dai grandi successi: il 30% dei prodotti diventerà un blockbuster, mentre il restante 70% non lo sarà. Ma per un publisher di dimensioni medie o per uno studio indipendente, ricercare opportunità come queste è importantissimo.

Non so se tutta la stampa o il pubblico riescono a capire una cosa del genere. Forse non dovrebbero nemmeno. Ma quando la gente comincia a parlare di chi si è "venduto" o meno, allora la situazione si complica per tutti. Non è un business semplice nel quale operare. Quando hai un'opportunità per fare qualcosa o per far crescere il tuo prodotto in un qualcosa di più grande, ottenendo maggiore successo ed incrementando il valore di quello che hai... se ti chiami Crytek e stai realizzando Ryse e prendi in considerazione un accordo first-party per il lancio, cosa significa questo? Ora la gente parla di Ryse e tutti sanno di cosa si tratti. Se Crytek avesse tentato di raggiungere lo stesso risultato da sola, unicamente coi suoi soldi, sarebbe stato molto più difficile. Lavorare insieme aiuta tantissimo, è questo che il pubblico deve capire. Il nostro non è un mondo facile: bisogna essere grandi per sopravvivere e cogliere tutte le occasioni possibili per crescere.

Quindi, sono felice di questa partnership. Ma sapevo che ci sarebbero stati... due lati della medaglia: ci sono i fan Xbox che, credo, sono molto contenti di avere in arrivo un altro titolo importante per loro. Ma io non voglio che il pubblico sia contento per il fatto che altri non potranno giocare a questo titolo. Non bisogna vedere la "console war" in questo modo. Io voglio solo che il gaming su Xbox sia grande. Non sto cercando di affossare il gaming sulle altre piattaforme. Chiaramente non investirò mai soldi per far sì che un gioco sia grande su un'altra piattaforma. Se questa piattaforma è Windows allora sì ma non sulle altre console... è una cosa del tutto ovvia. Il nostro non è stato un attacco nei confronti di nessun altro: era solo un'opportunità che ci si è presentata e che abbiamo colto, perché ci sembrava perfetta.

Traduzione a cura di Luca Signorini.

Riguardo l'autore

Wesley Yin-Poole

Wesley Yin-Poole

Deputy Editor

Wesley is Eurogamer's deputy editor. He likes news, interviews, and more news. He also likes Street Fighter more than anyone can get him to shut up about it.