The Swapper: preparatevi a sdoppiarvi - review

Nello spazio nessuno può sentirti clonare.

Non accade spesso di imbattersi in un puzzle game capace di unire un'idea valida ad un costrutto grafico degno di un action in grande stile. The Swapper è riuscito in questa difficile impresa e fin dal giorno del suo annuncio ha catturato l'attenzione del sottoscritto. E dopo averlo giocato su PC, eccomi alle prese con la versione PlayStation 4.

In molti lo avevano ipotizzato tra i giochi gratuiti del PlayStation Plus di agosto, ma così non è stato, quindi se volete immergervi nelle atmosfere "simil-Alien" del titolo dei Facepalm Games (portato su console dal team britannico Curve Studios, specializzato in porting su console Sony), dovrete sborsare i 14.99 Euro richiesti per il download dal PSN (13.49 per i membri Plus). Ma ne vale davvero la pena?

Una volta tanto la risposta è affermativa. The Swapper vi catapulterà in un remoto angolo della galassia con l'obiettivo di scoprire quali misteri si nascondano nella stazione spaziale abbandonata in cui vi trovate. Non ci saranno alieni xenomorfi a perseguitarvi e nemmeno esperimenti mal riusciti che hanno trasformato l'equipaggio in una colonia di non-morti: ciò che vi attende è solitudine, desolazione e una generosa dose di stanze apparentemente senza uscita.

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Le fonti di luce non rivestono un ruolo fondamentale nel gameplay, ma indubbiamente creano un'atmosfera eccellente.

Inizialmente non avrete granché a vostra disposizione, giusto una torcia per dare un'occhiata in giro, ma ben presto verrete in possesso di un dispositivo davvero particolare, lo Swapper che dà il titolo al gioco, in grado di creare cloni di voi stessi che si muoveranno esattamente come voi, nella stessa direzione e con la stessa velocità.

Fino a tre cloni possono essere creati ma per superare le stanze iniziali raramente ve ne servirà più d'uno. Nella prima mezzora di gioco, infatti, i puzzle che affronterete fungeranno più da tutorial che da sfida vera e propria. Ma poco dopo le cose inizieranno a farsi decisamente più ardue e dovrete imparare a padroneggiare non solo l'utilizzo di cloni multipli ma anche la possibilità di trasferire la vostra "anima" all'interno di uno di essi per comandarlo direttamente.

Per gran parte dell'avventura gli enigmi richiedono più che altro l'abilità di capire dove piazzare i cloni e in che ordine muoverli. Il tutto è reso però più difficile da pannelli gravitazionali, interruttori di differente colore e schermi che, a seconda dei casi, cancellano la presenza delle vostre repliche virtuali o la possibilità di prenderne alternativamente possesso.

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Inizialmente l'utilizzo della clonazione è piuttosto semplice, ma aspettate di superare i primi livelli...

Tenete presente che dopo aver piazzato un clone potreste trovarvi in una sorta di vicolo cieco che non offre soluzioni. In questi casi non fatevi problemi a eliminare una o più copie del protagonista per ricominciare da capo, non c'è infatti limite al numero di cloni che si possono creare, a meno che non sia il gioco stesso ad imporlo.

In alcune occasioni, inoltre, dovrete anche dare prova di abilità con i comandi e non solo con la materia grigia. Per raggiungere posizioni elevate, ad esempio, potete creare cloni su differenti livelli ma al tempo stesso dovrete prenderne possesso prima che questi vengano vaporizzati. Più facile a farsi che a dirsi? Stavolta no... e ve ne accorgerete.

Per i giocatori meno pazienti la curva di difficoltà offerta da The Swapper potrebbe sembrare fin troppo ripida ma il gioco non arriva (quasi) mai a frustrare i tentativi del giocatore. Il consiglio che posso darvi è di ragionare bene prima di agire e di non innervosirvi se i primi tentativi non andranno a buon fine... spesso la soluzione giusta è anche la meno evidente.

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Questi portali vi torneranno molto utili per muovervi all'interno del gioco. Avete anche voi l'impressione di averli già visti?

Oltre ad un gameplay tanto semplice da apprendere quanto arduo da padroneggiare al meglio, il gioco possiede anche un comparto tecnico di rispetto. Graficamente il livello di dettaglio non è altissimo ma nell'insieme la resa è davvero pregevole. Più che all'Alien citato ad inizio recensione, le atmosfere assomigliano a quelle del controverso prequel Prometheus. Pensare di poter provare tensione in un puzzle game è impensabile, eppure l'audio netto e pieno di echi di The Swapper non risparmia qualche brivido lungo la spina dorsale.

Al tutto aggiungete una trama piuttosto ben congegnata, che non disdegna addirittura qualche spunto filosofico, e che purtroppo viene ristretta in un'avventura della durata approssimativa di circa 4 ore, forse 5 nel caso doveste imbattervi in qualche puzzle poco digeribile. Finito il gioco non rimarranno che alcune stanze segrete che non risultano però fondamentali ai fini della storia o del gameplay.

8 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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