Valiant Hearts: The Great War, la guerra è anche tascabile - review

L'orrore della Grande Guerra in versione tablet

Durante la Gamescom abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con un paio di sviluppatori di Valiant Hearts: The Great War, titolo Ubisoft di cui vi abbiamo già presentato la versione per PC e console, che racconta il punto di vista di quattro esseri umani (e un cane) travolti dalla Grande Guerra e sbattuti sulle scogliere della Storia come stelle marine in una onda anomala.

I due erano a Colonia per mostrare in anteprima la versione per iOS del gioco, e tra un sorso di birra e l'altro (vi promettiamo che erano passate almeno le 16.00) hanno candidamente ammesso che fin da subito, secondo loro, il gioco andava sviluppato per tablet, e che erano molto contenti di poterlo finalmente presentare su questo supporto.

Il perché è presto detto: Valiant Hearts è fondamentalmente un fumetto interattivo con alcune componenti puzzle e action che si presentano in maniera più o meno marcata nel corso della storia. I suoi contenuti aggiuntivi, le foto, la documentazione, la possibilità di andare subito su web a verificare informazioni ulteriori sulle storie della Prima Guerra mondiale lo rendono perfetto per un tablet. Ovvero un supporto dove è possibile zoomare, scorrere i testi e spostarsi sul web in maniera molto più intuitiva.

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Non fateci troppo l'abitudine, il paradosso di Valiant Hearts è che la violenza è quasi del tutto bandita.

Inoltre, molte delle persone interessate a Valiant Hearts, come professori, maestri, o semplici appassionati di storia, non possiedono un PC adatto, figuriamoci una console, mentre è molto più facile che abbiano in casa un iPad, per non parlare delle scuole (magari le nostre no, ma in giro per il mondo chissà).

Ecco perché questa versione mobile di Valiant Hearts rischia di essere una delle cose migliori che possano capitargli. È un titolo bello, toccante e realizzato con cura, che merita senza dubbio una fortuna migliore.

La storia ovviamente è sempre quella: Emile è un francese costretto ad arruolarsi che si ritrova sperduto e prigioniero oltre le linee nemiche, Freddie è un americano arruolatosi volontariamente per vendetta, Anna è una ragazza belga che cerca di fare il possibile per portare sollievo ai soldati indipendentemente dalla loro bandiera, e Karl è sposato con la figlia di Emile, ma essendo tedesco è costretto a tornare in patria per combattere contro chi lo aveva ospitato fino al giorno prima. Le loro vicende si intrecceranno in situazioni più o meno piacevoli fino a un epilogo che non potrà lasciarvi indifferenti.

Ah, e ovviamente c'è Walt, il cagnolino che fa da filo conduttore tra i personaggi e che occasionalmente viene coinvolto nei puzzle, visto che può arrivare in zone impervie, distrarre le guardie e portarvi oggetti lontani.

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Tutti i protagonisti insieme, felici. Non fateci troppo l'abitudine.

Nel corso della storia avremo modo di usare tutti e cinque, sfruttando le loro peculiarità che occasionalmente ci permetteranno di variare il gameplay, in gran parte basato sulla risoluzione di enigmi via via più complessi. Quando non saremo impegnati a cercare leve e interruttori, ci capiterà infatti di curare persone o schivare bombardamenti sfruttando le dinamiche dei rhythm game, pilotare carri armati, sparare con enormi cannoni e scavare trincee. Il bello di Valiants Heart è che pur puntando molto sulla narrativa e su un gameplay semplice, non si nega qualche momento di gioco puro e semplice.

Benché il gioco sia identico, va detto che i controlli touch segnano un po' il passo rispetto al joypad. I movimenti infatti sono un po' meno precisi, e in alcuni casi questo può rappresentare la differenza tra il nascondersi in una trincea e beccarsi una sventagliata di mitra nel petto, tuttavia non è niente di insormontabile. Quando invece si tratta di lanciare granate o altri oggetti, il controllo in stile Angry Birds è decisamente più intuitivo della versione console.

Tolto questo, il gioco rimane un affresco agrodolce sulle orribili bestialità della guerra e sugli scampoli di sublime umanità che si possono trovare al suo interno. Un racconto che mescola bene momenti allegri e toccanti in un continuo alternarsi di emozioni, in cui lo stile fumettoso smorza in parte l'impatto grafico, ma ci regala paesaggi che meriterebbero di finire in una cornice.

A rendere ancora più completa l'esperienza ci pensano le pillole di storia che potrete leggere di quando in quando, corredate da immagini che ci possono far solo intuire cosa volesse dire vivere a quei tempi.

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Il cagnolino è obiettivamente un colpo basso che vi farà stringere il cuore più volte.

Le uniche incertezze narrative si trovano nella fase centrale, che è forse quella più votata all'azione e meno al racconto, ma per il resto ci troviamo di fronte a un titolo che ogni persona dovrebbe giocare, non tanto per il suo valore ludico, quanto per quello sociale, per quella capacità di Valiant Hearts di essere metafora di tutto ciò che di bello e di brutto l'uomo sa fare. Il paradosso di un gioco sulla guerra in cui non ucciderete nessuno.

La nostra speranza è che il tablet sia il supporto in grado di rendere giustizia a questo titolo, che vi consigliamo di recuperare in ogni formato possibile, e che speriamo facciate giocare anche alle persone intorno a voi.

8 /10

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Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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