Bloodborne alza il Chalice - prova

I From Software e la sfida infinita del nuovo dungeon.

Londra - Prendere l'aereo per mettere le mani su Bloodborne, è una di quelle cosa che il vero hardcore gamer si sogna anche la notte. Prendere in mano il pad e scoprire che non solo è la stessa build dell'Alpha, ma che è persino quella mostrata a tutti alla Games Week, è una di quelle cose invece che tormentano i sogni del giornalista di turno. Perché poi alla fine si torna a casa senza molto di cui scrivere.

Per quanto riguarda dunque la mia esperienza di gioco con Bloodborne, la cosa più sensata che possa fare è rimandarvi all'anteprima vergata dal nostro Manuel Stanislao in occasione della fiera milanese di qualche settimana fa. Il che ci porta direttamente alla vera novità annunciata al Preview Event, ossia la presenza del Chalice Dungeon situato al di sotto della città di Yharnam. Difficile dire al momento quando sarà giocabile e se rappresenterà una tappa obbligatoria per arrivare all'end game o se sarà invece l'end game vero e proprio, andando dunque a sostituire gli ormai celebri New Game +.

Quel che è certo, come ha anche spiegato il presidente di From Software Hidetaka Miyazaki alla stampa convocata per una succinta tavola rotonda, è che questo labirinto sarà gestito in modo procedurale. Ovvero che verrà creato ogni volta in modo diverso. Ma dobbiamo aspettarci risultati analoghi a quelli di Diablo?

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Questo gruppo di avversari andrà affrontato con cautela. Qualche sasso piazzato al posto giusto potrebbe aiutarvi a isolarne qualcuno dagli altri.

"L'approccio è simile ma il risultato è diverso", risponde Miyazaki. "Anche perché per mantenere intatto il senso di esplorazione dei precedenti episodi, il gioco dispone di una verticalità marcata e di stage disposti su più livelli. Il secondo aspetto che ci differenzia da Diablo è che il livello, una volta generato casualmente, può essere bloccato in modo da continuarne l'esplorazione e scoprirne così tutti i segreti".

E questa, di per sé, è un'ottima notizia per tutti i completisti che vogliano esplorare ogni anfratto del gioco senza l'assillo di dover vedere tutto e subito, per paura che la sessione successiva ogni cosa sia cambiata. Come sarà possibile bloccare il Chalice Dungeon non ci è però ancora dato saperlo.

Ci saranno però delle zone che non cambieranno del tutto e che fungeranno da snodo per le altre generate invece randomicamente. D'altronde anche in Diablo è così e pare difficile farne a meno. I From Software non si sono poi voluti sbilanciare circa il modo in cui i nemici risentiranno di questa impostazione procedurale ma pare probabile che i boss siano collocati in posizioni predefinite.

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Il sangue scorre copioso in Bloodborne. Ma potevamo attenderci altro d un gioco con questo nome?

Meglio allora concentrarsi sul fatto che il dungeon si chiama Chalice proprio perché ci sarà un calice che potrà essere usato per un rituale iniziale e che richiederà il sacrificio di alcuni oggetti. A seconda di quelli che verranno sacrificati, cambieranno parametri quali la dimensione della mappa e i nemici che dovremo affrontare, e dunque la difficoltà.

Non si pensi però di poter decidere esattamente a cosa andare incontro, perché stando a Miyazaki i giocatori con questo sistema avranno solo una vaga idea di cosa aspettarsi ma non potranno avere il pieno controllo sul Chalice Dungeon, che dunque sarà in grado di sorprendere ogni volta. E a tal proposito segnaliamo la presenza di alcuni meccanismi che una volta azionati genereranno altre sezioni del labirinto.

Questi dovrebbero anche servire come checkpoint nei quali evocare altri compagni di ventura, perché Bloodborne presenterà un'evoluzione del multiplayer visto nei precedenti titoli di From Software. Difficile essere precisi anche in questo caso, perché come al solito gli sviluppatori giapponesi si dimostrano fumosi quando c'è da parlare dei loro videogiochi.

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La piaga che si sta diffondendo per Yharnam è all'origine di questa e altre mostruosità. A noi il compito di scoprirne le origini.

Stando a quel che hanno detto, non si potranno invitare direttamente gli altri partecipanti in quanto il sistema si prenderà dei margini di manovra. Si potrà invece scegliere se condividere la propria esperienza coi proprio amici o meno, e la sensazione è che potremo impostare solo le cerchie di persone da cui il gioco andrà a 'pescare' i nostri alleati.

Il nostro collega di Eurogamer Portugal ha invece voluto saperne di più circa la scelta di ambientare questo gioco nella Londra vittoriana. La risposta è stata che i From Software vogliono offrire nuove esperienze per quanto riguarda le ambientazioni e i combattimenti, e il risultato è proprio Bloodborne, che dimostra un look insolito per il genere fantasy.

Gli sviluppatori vogliono poi uno stile di gioco più aggressivo e in tal senso era necessaria un'epoca che permettesse le armi da fuoco, senza però farle diventare determinanti. Ecco spiegato perché in Bloodborne sono ancora rudimentali. Tutto ciò senza dimenticare che, a detta degli sviluppatori, la potenza di calcolo delle PS4 permette una maggiore libertà espressiva, che trova nell'ambientazione vittoriana la sua espressione ideale.

E quanto alle opere di riferimento? Nessun film, come verrebbe spontaneo immaginarsi, bensì libri quali Dracula di Bram Stocker e Fevre Dream di George R. R. Martin. Anche i videogiochi sono stati d'ispirazione con l'intramontabile Vampire: The Masquerade. Nessuna di queste opere sarà però distinguibile in Bloodborne, visto che tutto è stato mescolato e reinterpretato in modo originale. L'ispirazione 'vampiresca' pare comunque inequivocabile.

Con queste informazioni ci avviciniamo dunque alla conclusione di un'anteprima più succinta di quanto avremmo voluto ma non certo per volontà nostra. Possiamo però rimpolpare il tutto con alcune osservazioni personali, a cominciare dal frame rate che è apparso più fluido e più stabile che non in passato, mentre i tempi di caricamento tra una morte e l'altra andranno assolutamente accorciati ora della release del gioco.

Un po' kitsch gli scheletrini che risalgono in superficie per consegnarci delle note che vanno a sostituire i messaggi dei precedenti episodi, così come le tombe degli altri avventurieri morti prima di noi. Molto bello invece il boss che ci è stato mostrato, un gigantesco cane fiammeggiante con la pelle consumata dalla malattia che ha colpito la città di Yharnam. Ma la vera preoccupazione, soprattutto per i veterani dei titoli di From Software, è che prima ancora che lo scontro iniziasse avevamo già capito come andava affrontato il nemico.

Gli sviluppatori giapponesi dovranno quindi stare bene attenti a introdurre significativi cambiamenti ai boss fight o a risentirne sarà la longevità di un gioco la cui uscita è prevista per il prossimo 25 marzo, e sul quale non vediamo l'ora di scoprirne di più.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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