Persona 4 Arena Ultimax: il re dei crossover - review

Un piccolo gioiello, con un pessimo tempismo. 

Qualche mese fa abbiamo recensito Persona 4 Arena, l'improbabile (ma riuscitissimo) crossover tra la celebre saga di GDR Atlus e le meccaniche tipiche dei giochi di combattimento Arc System Works. Il risultato di tale incontro tra generi si rivelò splendido, sia dal punto di vista stilistico che, soprattutto, da quello del gameplay vero e proprio.

Gli sviluppatori erano riusciti in qualche modo a far convivere le meccaniche classiche dei picchiaduro, a base di frame, link, controllo degli spazi e combo fuori di testa, con elementi legati alla tradizione dei GDR, come le alterazioni stato.

Tutto questo, purtroppo, venne penalizzato in modo drammatico dal pesante ritardo con cui il gioco raggiunse i lidi europei. Mentre per un GDR l'accumulo di un forte ritardo non crea particolari problemi (come ha dimostrato Tales of Xillia), con i picchiaduro il discorso è completamente diverso.

Basta un solo mese, infatti, per creare un distacco importante tra i giocatori stranieri e quelli costretti ad attendere l'uscita del titolo sul proprio territorio. Proprio per questo motivo, in assenza di eventuali blocchi regionali capita spesso che gli utenti più interessati si organizzino con il mercato di importazione, complice la quasi totale assenza di barriere linguistiche.

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Il numero di personaggi selezionabili è soddisfacente, soprattutto dopo aver acquistato i DLC. Le differenze di gameplay tra i vari combattenti, poi, sono davvero marcate.

Alla luce di questi sviluppi, la community europea di Persona 4 Arena non si è formata come auspicato da Atlus e Arc System, complice anche l'uscita di un numero ormai davvero eccessivo di picchiaduro a incontri. Anche questa versione Ultimax del gioco non sembra destinata ad avere maggiore fortuna, non tanto per le sue (altissime) qualità, ma principalmente per una gestione scellerata dei tempi di uscita.

Pur non accumulando il medesimo ritardo della versione precedente, infatti, Persona 4 Arena Ultimax è uscito troppo vicino al lancio di Guilty Gear Xrd, che ormai sta catalizzando l'attenzione di tutti gli amanti dei titoli Arc System Works.

D'altra parte è difficile ignorare il nuovo capitolo della loro saga più famosa, a maggior ragione quando si tratta di un gioco disponibile sia sulla passata generazione di console, che su quella attuale.

Tempismo infelice a parte, tuttavia, Persona 4 Arena Ultimax si rivela ancora una volta uno splendido titolo, carico di stile e capace di unire in un unico prodotto l'impronta inimitabile di Persona, alle meccaniche stratificate dei picchiaduro Arc System.

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Alcuni personaggi erano molto difficili da interpretare in chiave picchiaduro, ma alla Arc System Works hanno fatto un ottimo lavoro.

Rispetto al capitolo precedente, le meccaniche di gioco sono rimaste molto simili, ma in termini di contenuti il balzo in avanti è davvero impressionante. L'arrivo di nuovi personaggi salta subito all'occhio, essendo l'elemento più scontato del ritorno di un picchiaduro, ma fortunatamente gli sviluppatori non si sono fermati a quello, quando hanno lavorato a Ultimax.

Oltre alla presenza di Rise, Yukari, Junpei, Ken e Sho (i nuovi personaggi immediatamente disponibili sul disco), questa nuova versione di Persona Arena permette di controllare le versioni Shadow di tutti i combattenti, ampliando a dismisura l'offerta del roster.

Le versioni shadow, infatti, abbandonano molte delle opzioni difensive offerte dal titolo, in cambio di un approccio ben più aggressivo e sbilanciato, rivelandosi particolarmente adatte per i giocatori più esperti. In cambio della modalità Awakening e del burst difensivo, questi combattenti hanno ottenuto la possibilità di conservare le barre SP tra un round e l'altro, l'accesso immediato alle super normalmente legate all'Awakening e, soprattutto, la tecnica chiamata Shadow Frenzy, che per un breve periodo di tempo garantisce barra delle super illimitata.

Combinando con attenzione questi elementi si possono ottenere risultati incredibili, complice anche la nuova gestione delle Fatal Counter. In questo episodio, infatti, sono molte di più le tecniche soggette a questa meccanica e che, in quanto tali, se punite con il giusto tempismo aprono un mare di possibilità di combo.

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A differenza di quanto accadeva nel capitolo precedente, questa volta il roster presenta un numero bilanciato di personaggi da Persona 3 e Persona 4.

Se leggendo queste righe vi siete resi conto di non riuscire a seguire il discorso, potreste esservi fatti l'idea che Persona 4 Arena Ultimax sia un gioco estremamente tecnico e poco adatto ai giocatori più rilassati. La verità, fortunatamente, è molto diversa, visto che anche questa volta Arc System ha rispolverato il sistema delle combo automatiche, perfetto per offrire anche ai principianti la possibilità di divertirsi senza troppa dedizione allo studio del gioco.

Proprio come accadeva nel primo P4A, anche nel nuovo episodio basta premere selvaggiamente un unico tasto, per vedere il proprio personaggio (e il relativo Persona) esibirsi in combo mozzafiato, influenzate dalla quantità di barre a disposizione e dall'eventuale attivazione della modalità Awakening.

Persona 4 Arena Ultimax, quindi, appartiene a quella categoria di titoli adatti ai principianti, ma assolutamente perfetti per gli utenti più esperti. Per iniziare a giocare decentemente bastano poche partite, ma se si vogliono davvero sfruttare al meglio tutte le possibilità garantite dal combat system, possono essere necessarie settimane di pratica.

Sul fronte del sistema di combattimento, quindi, la situazione è davvero rosea, ma grazie ai suoi legami con i GDR della serie Persona, Ultimax si rivela particolarmente riuscito anche sul fronte delle modalità e della narrazione. Lo story mode è ancora un volta strutturato come una sorta di graphic novel a tema Persona, con tonnellate di dialoghi e splendide illustrazioni. Nulla di troppo elaborato, ma è certamente molto più di quanto si possa trovare nella maggior parte dei picchiaduro in circolazione.

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Rispetto al capitolo precedente è difficile trovare abbinamenti impossibili, e tutti i personaggi sono competitivi.

Come se questo non bastasse, è stata introdotta anche la modalità Arena, che in pratica inserisce i combattimenti del picchiaduro all'interno di un contesto GDR, con tanto di dungeon, level up e potenziamento dei personaggi.

Quando un'offerta ricca e soddisfacente sul fronte del gameplay, è opportunamente affiancata da una realizzazione tecnica all'altezza, poi, non si può che rimanere soddisfatti da quanto fatto dagli sviluppatori. Graficamente parlando, Persona 4 Arena Ultimax riprende quanto di buono avevamo già visto nel precedente episodio, ampliandolo ulteriormente con le versioni Shadow di tutti i personaggi, con nuove colorazioni, nuove animazioni e, ovviamente arene e personaggi inediti.

Le atmosfere oniriche e inquietanti di Persona sono garantite da una palette cromatica molto satura e caratterizzata da tinte acide in forte contrasto tra loro, con l'aggiunta di una vasta gamma di effetti speciali coesi con il resto dell'opera.

Sul fronte sonoro, invece, tornano le meravigliose musiche di Shoji Meguro, oltre agli ottimi doppiaggi (sia in inglese che in giapponese) del cast coinvolto nel titolo. Naturalmente le voci appartengono ai medesimi doppiatori già apprezzati nei rispettivi GDR, dettaglio che non potrà che rendere felici i fan.

Il trailer di lancio europeo di Persona 4 Arena Ultimax.

Come accade ormai con ogni picchiaduro in circolazione, infine, anche Persona 4 Arena Ultimax offre la possibilità di sfidare online giocatori da ogni parte del mondo. Il netcode è generalmente accettabile, ma è frequente imbattersi in partite caratterizzate da una buona dose di lag. È un vero peccato, poi, che la versione occidentale del gioco sia orfana del sistema di lobby presente in quella giapponese.

Vale quindi la pena di comprare questo splendido gioco? Se siete fan della serie Persona, potete procedere tranquillamente all'acquisto, ma sappiate che vi troverete fra le mani un picchiaduro tanto eccezionale, quanto poco giocato.

Al momento, online si trovano davvero pochi giocatori (soprattutto su Xbox 360. Su PS3 la situazione è leggermente migliore), e gran parte dell'utenza si sposterà (o si è già spostata) su Guilty Gear Xrd. Ed è un vero peccato, viste le qualità generali di questo piccolo gioiello.

9 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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