Con l'attenzione del grande pubblico e degli sviluppatori ormai concentrata sulle console next-gen, è piuttosto normale che i cataloghi di Xbox 360 e PlayStation 3 vengano ormai snobbati per pensare a quello che verrà piuttosto che a quello che è possibile giocare ora, magari con modica spesa.

La scelta che fanno molti possessori di piattaforme della vecchia generazione di rimandare l'acquisto delle nuove console e di sfruttare al massimo quello che offrono cataloghi quasi decennali è decisamente oculata e di buonsenso, perché permette di andare a pescare il meglio di ogni piattaforma prima di mandarla definitivamente in soffitta.

Complici tagli di prezzo sempre più consistenti man mano che la data di lancio si allontana e una diffusione delle connessioni ADSL ormai ben avviata sul territorio nazionale, vale la pena riflettere sui possibili acquisti da fare prima di staccare definitivamente la spina alla console che tanto divertimento ci ha regalato. In questo senso, abbiamo pensato a una selezione del tutto particolare, ovvero i migliori titoli dell'era Xbox 360/PS3 a presentare la possibilità di affrontare la campagna singleplayer in modalità cooperativa.

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Quest'oggi ci limitiamo ai titoli che vedete trattati nei paragrafi sottostanti, ma nella prossima puntata parleremo anche di Portal 2…

Probabilmente avrete già giocato alcuni tra quelli che vi proponiamo nei paragrafi che seguono, ma sicuramente qualcosa ve lo sarete lasciato scappare e questa guida all'acquisto a puntate potrebbe essere perfetta per recuperare il tempo perduto. Soprattutto considerando il fatto che tutti i giochi citati a seguire sono ormai disponibili in formato budget sugli store digitali di Xbox 360 e PlayStation 3 e spesso anche su PC.

Gears of War 2, Gears of War 3

  • Giocatori: 1-2 (Gow 2) 1-4 (Gow 3)
  • Modalità: Campagna/Orda
  • Coop: Online/Split Screen
  • Piattaforma: Xbox 360

Per la serie "C'è vita oltre le Orde", quando si parla di multiplayer cooperativo per i possessori di Xbox 360 i giochi per eccellenza sono sicuramente il secondo e terzo capitolo della serie Gears of War. Certo, Halo è indubbiamente l'iniziatore di questo genere sulla console di Redmond ma quando si parla di ultraviolenza ignorante nulla può battere l'arroganza di Marcus Phoenix e dell'allegra brigata di desperados che l'accompagnano.

Le orde sono la classica modalità di cui nessuno può rifiutarsi per una partitina veloce in compagnia di qualche amico, tanto per vedere fino a che punto si riesce a resistere quando anche la ragione suggerirebbe diversamente. La campagna singleplayer è un piccolo capolavoro di programmazione che mette i giocatori in un contesto realmente cooperativo: è sufficiente, soprattutto agli alti livelli di difficoltà, che qualcuno commetta un errore di poco conto per causare un improvvido ricaricamento dal checkpoint precedente, solitamente seguito da una lunga fila d'insulti.

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Come siano riusciti a spremere la potenza necessaria a far girare un gioco con questa grafica supportando una modalità cooperative per quattro giocatori, è un vero mistero. Il miglior action cooperativo della vecchia generazione?

Andare a zonzo e farsi impallinare in un luogo remoto, non essere sufficientemente lesti nel rianimare un compagno, ma soprattutto impossessarsi senza ritegno delle munizioni lasciando gli altri regolarmente a secco. Ci sono ovviamente alcune differenze ma il livello qualitativo del gameplay è molto simile tra Gears of War 2 e Gears of War 3. La campagna di GoW 2 si può affrontare al massimo in coppia con un amico mentre a GoW3 ci si può cimentare in compagnia di due, tre o quattro amici.

Come potete immaginare il divertimento e numero di nemici aumenta proporzionalmente. In comune questi due Gears hanno una realizzazione eccellente dei livelli che grazie a un sapiente level e game design, ben si adattano a situazioni in solitaria o modalità cooperativa. Se possedete un'Xbox 360, entrambi sono da acquistare senza indugio.

Dead Space 3

  • Giocatori: 1-2
  • Modalità: Campagna/Orda
  • Coop: Online/Split Screen
  • Piattaforma: Xbox 360/PlayStation 3/PC

Snobbato da molti al momento della pubblicazione, Dead Space 3 è un prodotto estremamente valido per quanto riguarda sia la realizzazione tecnica, sia la modalità cooperativa della campagna. Se siete completamente a digiuno della serie, questa potrebbe essere l'occasione giusta per recuperare il terreno perduto considerando anche il fatto che la serie si può considerare ormai chiusa e c'è una trama niente male da scoprire.

Due modi diversi per apprezzare il gameplay ultraviolento di Dead Space 3.

Acquistare e giocarsi in solitario i primi due Dead Space è altamente consigliato per chi adori il genere horror e poi affrontare in compagnia il coop con un amico. Dead Space 3 in coppia è invece una questione completamente diversa perché, selezionando livelli di difficoltà elevati, è una vera e propria guerra di nervi amministrando munizioni e sopravvivendo a necromorfi capaci di assalti di una violenza inaudita. Giocarlo al buio e con un buon impianto stereo con audio posizionale, porta il gameplay in un'altra dimensione che in compagnia assume tutto un altro sapore per due motivi.

Il primo è che giocando la campagna da soli non si accede a tutto il contenuto del gioco: oltre ad affrontare in modo diverso i necromorfi, che sono più numerosi e aggressivi, giocando in coop soprattutto nelle vesti del gregario Carver è possibile accedere ad alcune missioni e aree altrimenti precluse al giocatore in solitario, e che conducono ad alcune situazioni da affrontare in coppia.

La seconda è che il fluire delle cutscene è differente in quanto si aggiungono tutta una serie di dialoghi tra Isaac e Carver che spesso sfociano in battute fulminanti piuttosto divertenti che fanno da contraltare ai momenti più horror del gioco. La vera chicca di DS3 riguarda poi la rappresentazione di quello che accade a schermo, diversa da un giocatore all'altro. Nel senso che durante gli spostamenti o i combattimenti si verificano degli eventi che solo uno dei due giocatori può vedere in una simulazione di pazzia veramente convincente, soprattutto se potete commentare in tempo reale quel che accade a schermo con un amico tramite la chat vocale.

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Dead Space 3 è probabilmente uno dei giochi meglio programmati su Xbox 360 e PS3. Anche in split screen rende discretamente bene.

Il primo Dead Space rimane inarrivabile come atmosfera ma se adorate il genere survival horror, Dead Space 3 è indubbiamente un acquisto raccomandato per una quindicina di ore di sopravvivenza in buona compagnia.

Left 4 Dead, Left 4 Dead 2

  • Giocatori: 1-4
  • Modalità: Campagna/Orda
  • Coop: Online/Split Screen
  • Piattaforma: Xbox 360/PC

Fin dall'avvento dei primi film horror, la voglia di sperimentare un'apocalisse zombie per vedere come ce la saremmo cavata nei panni di un sopravvissuto è sempre stata una molla piuttosto potente nell'immaginario collettivo degli appassionati del genere. Se volete scoprire se in un vero film horror arrivereste fino almeno alla pausa pop-corn o non riuscireste nemmeno a superare i titoli di testa, allora la serie Left 4 Dead di Valve è quella che fa al caso vostro.

Il primo capitolo uscito nel 2009 è stato il primo titolo cooperativo espressamente pensato per quattro giocatori per affrontare una situazione di questo genere. Qualcuno storse il naso di fronte a orde di zombie centometristi che sbucavano casualmente dal nulla ma i pregi della generazione del loro posizionamento e la presenza degli zombi speciali aggiungeva parecchio pepe ad un gameplay piuttosto inedito per l'epoca.

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Quando uno Special Infected arriva così vicino, non è mai una bella cosa, sopratutto se uno dei vostri compagni c'è rimasto sotto.

Il vero salto di qualità è stato fatto con Left 4 Dead 2, che introduce, oltre a quattro nuove campagne, una gestione dei nemici meno caotica in relazione al gruppo e tutta una serie di miglioramenti legati al gameplay che lo rendono assolutamente imperdibile. Il primo riguarda la difficoltà generale: se in L4D ce la si poteva cavare anche con l'aiuto di qualche bot (peraltro bacato), in L4D2 la presenza di umani capaci di reagire velocemente alle situazioni peggiori è essenziale per vedere l'estrazione finale visto che gli Special Infected sono più vari, più letali e meglio programmati.

In tandem gli zombie semplicemente non perdonano. Se poi volete veramente esagerare, è possibile selezionare la modalità realistica che toglie un sacco d'informazioni a schermo e rende il coordinamento tramite chat vocale ancora più indispensabile. Chi vuole veramente farsi del male, può provare la modalità Versus per entrambi i L4D, che mette altri giocatori umani ai comandi di uno Special Infected con cui tendere imboscate ancora più letali ai malcapitati. Da giocare e rigiocare almeno finché non si riesce a finirlo almeno una volta a un livello di difficoltà degno di questo nome.

Resident Evil 5, Resident Evil 6

  • Giocatori: 1-2
  • Modalità: Campagna/Orda
  • Coop: Online/Split Screen
  • Piattaforma: Xbox 360/PlayStation 3/PC

Dopo una serie di Resident Evil tra il successo planetario, la crisi d'identità e il riscatto con passaggi di genere (Action? Survival? Entrambi?), nel 2009 Capcom decise che era giunto il momento di far entrare la serie in una nuova era, quella della modalità cooperativa a due giocatori. Un esperimento a quanto pare piuttosto apprezzato con Resident Evil 5 che Capcom ha deciso di ripetere tre anni dopo con Resident Evil 6.

Alcuni spezzoni di gameplay della campagna di Jake e Sherry presi dalla presentazione dell'E3 2012.

A livello di gameplay i due RE sono molto simili: sparatorie, sbudellamenti e cancelli da aprire in simultanea si alternano a parti di livello dedicate esclusivamente all'uno o all'altro personaggio con numerosi quicktime event a sorpresa in cui si tirano le cuoia con divertente e allarmante regolarità.

Se Resident Evil 6 è essenzialmente un more of the same di Resident Evil 5 sotto l'aspetto della meccanica di gioco, è nella suddivisione della trama che si nota lo sforzo fatto da Capcom: durante tutto il corso della campagna di RE5 non ci si schioda da Chris e Sheva, mentre in RE6 si possono giocare quattro campagne distinte che vedono sette protagonisti diversi osservare i medesimi avvenimenti in luoghi e momenti diversi.

C'è veramente tantissimo da giocare (si parla di oltre trenta ore) nonostante le idiosincrasie di un game design alle volte un po' troppo datato, soprattutto nella gestione dell'inventario, dei salvataggi e nella meccanica di molti puzzle (non tutti) messi lì tanto per fare numero più che per offrire una vera sfida. La campagna di Ada Wong inoltre è stata chiaramente pensata per essere giocata in solitario e sotto il profilo delle meccaniche cooperative è indubbiamente la meno azzeccata.

Ma a parte questo, gli ultimi due RE sono buoni titoli da giocare in modalità cooperativa e meritano un acquisto in tandem: se solo Capcom tornasse alle origini del filone survival horror, potrebbe avere per le mani un reboot di alto livello.

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Tirami su, tirami su, tirami su. E non stiamo parlando del famoso dolce con mascarpone e savoiardi.

Per ora è tutto: vi diamo appuntamento al mese prossimo con la seconda puntata di questa rubrica: se il mondo del coop vi ha intrigato, avete gli amici giusti e la vostra vecchia console è ancora pimpante questo è sicuraente il momento giusto per recuperare il tempo perduto.

Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.