Speciale giochi coop #2 - Reloaded

Tutto il meglio del meglio in compagnia, parte seconda.

Proseguiamo nell'analisi dei migliori giochi cooperativi della passata generazione riprendendo da dove ci eravamo fermati una ventina di giorni fa con la prima parte di questo speciale. Abbiamo trattato solo una parte dei pesi massimi presenti nei cataloghi di PS3 e Xbox 360 e con questa seconda puntata proseguiamo nel viaggio tra quei titoli nati con una modalità cooperativa pensata anche, o esclusivamente, per la modalità campagna per darvi qualche utile spunto nel procedere ad un acquisto ritardato. Come diciamo sempre all'interno di questa rubrica, concentrarsi solo sulle ultime uscite e trascurare i titoli di alto livello degli anni passati, non è mai una buona idea, e non solo per il portafogli.

Portal 2

  • Giocatori 1-2
  • Modalità: Campagna
  • Coop: Online e Locale per 2 giocatori
  • Splitscreen: sì
  • Piattaforma: Xbox360/PlayStation 3/PC/Mac/Linux

Il primo Portal si può considerare uno degli ultimi colpi di genio nel mondo dai videogiochi: un'idea talmente folle che solo nella nostra forma d'arte preferita si sarebbe potuta realizzare in modo compiuto. Le potenzialità di una pistola crea portali erano evidenti già nel primo titolo, ma la vera consacrazione arrivò soltanto nel 2011 con l'arrivo di un seguito pensato appositamente per la modalità cooperativa. Oltre all'avventura in singolo, Portal 2 propone infatti una campagna cooperativa composta da cinque serie di stanze a tema che due robot, Atlas e P-Body devono affrontare insieme usando le loro Portal Gun per risolvere enigmi di ogni genere. I due sono ai comandi di GLaDOS e tra patate senzienti e l'abbondante dose di humor nero, hanno veramente parecchio da sudare per portare in salvo i loro bulloni tutti interi.

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Graficamente Portal è uno dei titoli più puliti e raffinati degli ultimi dieci anni, capace di rendere in modo splendido anche su Xbox 360 e PS3.

Il gameplay si può considerare un piccolo capolavoro evolutivo rispetto ai concept del gioco originale: non si tratta solo di sfruttare gravità, pulsanti, oggetti, fluidi e campi di forza per progredire ma anche interpretare il funzionamento di meccanismi temporizzati che rendono alcune stanze veramente micidiali da portare a termine. Il tutto condito da una resa grafica minimale ma assolutamente strepitosa soprattutto su PC alle risoluzioni e al massimo livello qualitativo. Per qualsiasi appassionato di puzzle game, Portal 2 è una piccola gemma da non sottovalutare assolutamente in quanto a difficoltà, perché le test chamber finali sono talmente complesse da far perdere il sonno anche agli enigmisti più navigati. Un gioco da non perdere assolutamente per chiunque voglia tastare con mano la qualità assoluta di cui è capace Valve.

Borderlands, Borderlands 2

  • Giocatori 1-4
  • Modalità: Campagna
  • Coop: Locale (2 giocatori)/Online (4 giocatori)
  • Split Screen: sì
  • Piattaforma: Xbox 360/PlayStation 3/PC

Quando si parla di modalità cooperativa, uno dei titoli per eccellenza degli ultimi anni è sempre stato considerato da tutti Borderlands, e a buon diritto. Di fatto è l'unico rappresentante di quella categoria di sparatutto RPG fantascientifici in cui è possibile affrontare un universo modellato sui concept postatomici della serie Mad Max. È anche il gioco che ha dato buona parte del credito di cui godono i Gearbox Software dopo i vari Brothers in Arms e la controversa avventura di Duke Nukem Forever. Anche a cinque anni di distanza dall'uscita è indubbiamente un titolo cooperativo di grande spessore che non riesce a esprimersi al meglio del suo potenziale se non giocato in compagnia di almeno un amico: affrontato in quattro è una vera e propria apoteosi.

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I mutanti da disintegrare sono il sale dei due Borderlands.

Che cosa stacca Borderlands, e in misura maggiore, anche l'ottimo seguito, dagli altri titoli cooperativi. Innanzitutto la natura di sparatutto RPG: a differenza di titoli coop dove le abilità contano relativamente, in questo caso è necessario cambiare radicalmente l'approccio con i nemici. Attaccare un avamposto ben difeso può rapidamente trasformarsi in un incubo se la coordinazione è pessima, le abilità sono scarse e l'armamento non è adeguato. La stessa cosa vale a maggior ragione durante gli scontri con i boss in cui è fondamentale sfruttare l'ambientazione che ci circonda.

A confermare il valore dei due Borderlands, troviamo anche un'ottima rigiocabilità e alle considerevoli dimensioni dell'area di gioco che tra spazi aperti e dungeon, non esclude un secondo passaggio specializzandosi in un personaggio differente. Non a tutti piace lo stile grafico che mescola 3D e cel shading, ma una volta superato il primo approccio diventa veramente difficile staccarsi da questa serie, soprattutto se siete riusciti a creare un gruppo particolarmente affiatato.

Dead Island, Dead Island: Riptide

  • Giocatori 1-4
  • Modalità: Campagna
  • Coop: Online
  • Splitscreen: no
  • Piattaforma: Xbox 360/PlayStation 3/PC

Apprezzato da molti come una delle più belle sorprese videoludiche del 2011, Dead Island è stato sicuramente uno dei titoli che negli ultimi anni hanno avuto con un approccio diverso al contesto zombie proposto da Left 4 Dead. Non più armi da fuoco a go-go ma un ritorno alle radici delle armi bianche che non finiscono mail le munizioni, e danno quel genere di soddisfazione che solo un cranio putrefatto aperto a metà può dare. A differenza degli scattisti di Valve usciti direttamente dalla sceneggiatura di 28 Giorni dopo, quelli di Dead Island sono apprezzabili per la loro prevedibilità e lentezza, e vulnerabilità alla testa o allo smembramento anche se compensano questi difetti con un numero e un aggressività da non sottovalutare mai.

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Molotov e mazzate: ecco la ricetta vincente per i due Dead Island.

Rispetto al titolo Valve quello Techland è forte anche di altri pregi come una certa libertà di movimento in ambienti di grandi dimensioni che lo rende un free roamer a tutti gli effetti. Non manca un corposo sistema di progressione delle abilità del giocatore ma soprattutto di personalizzazione e scambio delle armi: come detto, l'accento è posto sul combattimento corpo a corpo e le armi da fuoco vengono quasi relegate in una posizione secondaria. Smembramenti combinati con l'uso di corrente elettrica, fuoco e altre diavolerie possono dare enormi soddisfazioni e tracciano lo stile di un gameplay che preferisce il corpo a corpo al muro di proiettili.

Dead Island è un ottimo titolo cooperativo che nonostante qualche problema tecnico, deve essere giocato fino in fondo in buona compagnia. Nel caso la lunga campagna dell'originale non vi basti, è possibile affidarsi a Riptide, il seguito pubblicato un paio d'anni dopo che possiamo considerare essenzialmente un discreto ma non irresistibile more of the same, in attesa dell'annunciato Dead Island 2.

Call of Duty: Modern Warfare 2 e 3

  • Giocatori 1-2
  • Modalità: Missioni singole (Special Ops)
  • Coop: Online\Locale
  • Splitscreen: sì
  • Piattaforma: Xbox 360/PlayStation 3/PC

Anche se ultimamente ha perso parecchio del mordente che lo aveva caratterizzato in prima battuta, la serie Call of Duty nelle sue incarnazioni Modern Warfare è sempre stata apprezzata per la sua componente cooperativa. Nel secondo e terzo capitolo gli Infinity Ward ci hanno proposto una serie di missioni di vario tipo da affrontare in compagnia di un amico. Anche se all'epoca di Modern Warfare 2 l'enorme successo del multiplayer competitivo oscurò i pregi della modalità cooperativa, furono in molti ad avere il loro primo battesimo del fuoco proprio con le Special Ops di MW2. Ben disegnate e ottimamente realizzate dal punto di vista tecnico quanto quelle da giocare in solitario, sono a tutt'oggi un solido banco di prova per le capacità dei giocatori cooperativi alle prime armi. Si tratta di un'ottima nave scuola per apprendere le basi del sincronismo nell'eliminare pattuglie ficcanaso o coprirsi a vicenda in un contesto ristretto e in inferiorità numerica.

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Le Special Ops di Modern Warfare 2 e 3 sono l'ABC del gameplay cooperativo per due giocatori.

Basta smanettare con il livello di difficoltà e quella che in precedenza poteva essere considerata una passeggiata romantica per due può diventare un vero e proprio incubo: riuscire a concludere tutte le missioni proposte al massimo livello di difficoltà è una sfida per giocatori di altissimo livello tutta da affrontare che anche oggi può mettere in difficoltà gli appassionati di sparatutto più esperti. Le missioni di Modern Warfare 3 seguono la stessa falsariga e sono altrettanto impegnative, proponendo alcune novità interessanti come la possibilità di vestire i panni degli Juggernaut che in alcune Special Ops di MW2 avevano dato così tanto filo da torcere. Qualitativamente forse sono leggermente meno elaborate rispetto a quelle proposte in MW2 (Zampella e West avevano già salutato), ma meritevoli di attenzione soprattutto se il gameplay variegato delle prime vi ha intrigato oltremisura.

Saints Row The Third, Saints Row IV

  • Giocatori 1-2
  • Modalità: Campagna
  • Coop: Online
  • Splitscreen: no
  • Piattaforma: Xbox 360/PlayStation 3/PC (SRIII), Tutti i formati (SRIV)

Lo ammetto, non sono mai stato un fan della serie Saints Row: non tanto per l'apprezzabile humor nonsense che pervadeva i giochi di Volition comunque infarciti di scenette memorabili e battute fulminanti, quanto per un game design che si è sempre affidato troppo alla ripetizione delle stesse tipologie di missioni, molte messe lì solo per fare numero. Ma quando si parla della trama principale, bisogna ammettere che spesso si ride veramente di gusto, soprattutto se si può farlo in compagnia di un amico. In questo senso Saints Row III è un gioco da prendere in considerazione perché propone un sacco di occasioni per menare le mani nel modo più stupido che vi possa venire in mente. Non si parla solo di dildo giganti e armi ben oltre il limite della scorrettezza politica, ma di una collezione di situazioni nonsense da attraversare a colpi di gatling senza farsi venire il benché minimo dubbio morale.

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Questo è solo un esempio di quello che può accadere giocando da soli o in compagnia in Saints Row III.

Farlo con un amico dà un senso tutto nuovo al gameplay che in solitario potrebbe a volte annoiare per la ripetitività di cui sopra, senza nessuna pretesa di rendere il gameplay più complesso perché gli sviluppatori si sono presi la briga di pensare determinate situazioni per due giocatori invece di uno: hanno aggiunto semplicemente più nemici e tanti saluti, ma il divertimento è comunque assolutamente garantito. Saints Row IV ricicla buona parte dei contenuti e meccaniche dell'originale ma cambia registro perché permette al giocatore e al suo compagno di mettere a ferro e fuoco la Steelport virtuale grazie a superpoteri di ogni genere che cambiano radicalmente l'approccio a combattimenti e spostamenti. Se tutti gli elementi di gameplay collaterali fossero ben rifiniti, la serie Saints Row potrebbe rivaleggiare con GTA sotto l'aspetto qualitativo, ma la scarsa sostanza è tratti talmente esilarante che sarebbe un delitto non provarla in compagnia.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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Se ne riparlerà il prossimo anno.

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