Il Godus-gate può danneggiare l'intero fenomeno Kickstarter? - articolo

Lo scandalo che coinvolge Peter Molyneux getta un'ombra inquietante sul sogno del crowdfunding.

Il crowdfunding, in linea di principio, è la cosa migliore che sia successa nell'industria della creatività da decenni. Nella sua miglior esecuzione, consente a talenti creativi di presentare le proprie idee direttamente ai potenziali acquirenti, saltando in un colpo solo molti dei problemi associati al finanziamento, alle ricerche di mercato e alla proprietà delle IP. I consumatori, al tempo stesso, possono influenzare e supportare il tipo di prodotti che preferiscono, piuttosto che essere semplicemente surrogati in analisi di mercato o demografiche ed essere considerati come una semplice statistica dai publisher. Grazie al crowdfunding, a frasi come "quella fascia di pubblico non gioca più le avventure vecchio stile" non solo possiamo rispondere "veramente lo faremmo, se ne uscisse qualcuna", ma possiamo anche dimostrarlo con i fatti.

Questo, in sintesi, è il principio. In pratica, il crowdfunding è lievemente più complesso, perché non è altrettanto efficace nel considerare altre cose che i publisher (generalmente) sanno gestire. Per esempio, Kickstarter e simili consentono letteralmente a chiunque di proporre le proprie idee su carta, mentre l'effettiva capacità di concretizzare poi davvero queste idee ha un ruolo molto minore nel raggiungimento del successo e del supporto del pubblico. Tra un'idea interessante sulla carta e un prodotto tecnicamente e artisticamente ben realizzato e confezionato, nonché sotto controllo dal punto di vista finanziario, c'è però un oceano di distanza. Chi finanzia un progetto Kickstarter, solitamente, non è nella condizione di poter giudicare quanto realisticamente questo oceano possa essere colmato, per mancanza di esperienza o semplicemente di informazioni.

Certo, a volte anche i publisher sbagliano nel fare queste valutazioni, ma almeno loro sono dotati di una certa influenza e di un certo controllo sui developer che dimostrano di non saper concretizzare le proprie promesse; i sostenitori di un progetto Kickstarter sono privati di questa possibilità e quindi, nel caso di un fallimento, possono solamente assistere da lontano ai loro soldi che vengono bruciati e al gioco che lentamente si trasforma in vaporware.

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Kickstarter è visto da molti come una sorta di servizio di 'pre-order' per titoli ancora non completi. In realtà, è una piattaforma di finanziamento per progetti indipendenti. La differenza è notevole.

C'è anche una certa distanza tra il modo in cui molta gente vede Kickstarter e ciò che Kickstarter effettivamente è. Kickstarter permette di esprimere un interesse in un prodotto e quantificarlo dando ai creatori dei soldi per aiutarli nella creazione: a seconda di quanti soldi si donano, a sviluppo terminato si può ricevere una copia del prodotto in questione oppure avere diritto ad altri benefit, ma solo e unicamente se il progetto si dimostra fattibile e finisce per essere completato e rilasciato. Questo è Kickstarter. Molti utenti, invece, lo vedono come una sorta di "Amazon per cose che ancora non sono uscite", un servizio di pre-order per giochi dalla release futura, che consente anche di spingere i developer nelle proprie direzioni preferite. Naturalmente, questa visione causa molte lamentele e delusioni ogni volta che un progetto non viene completato nel modo previsto, e sebbene questo malinteso sia spesso colpa degli utenti che non hanno ben inquadrato la situazione, va detto che parecchie campagne Kickstarter di alto profilo sembrano assecondare questa visione del "pre-order", senza curarsi di chiarire l'equivoco.

Questi problemi pratici del crowdfunding sono le ragioni per cui anche i più entusiasti sostenitori dell'idea si aspettano che l'intero fenomeno possa andare incontro ad una brutta battuta d'arresto nei prossimi anni. Che diversi progetti di alto profilo e con un forte finanziamento alle spalle finiscano per fallire completamente, mancando la release, oppure per uscire in uno stato inaccettabile che deluda completamente i consumatori che vi hanno investito fondi. Questo ovviamente porterebbe a polemiche e lamentele ma soprattutto al diffondersi di un sentimento di diffidenza e scetticismo nei confronti del crowdfunding.

L'idea che finanziare un progetto sia una specie di "pre-order" sparirebbe per lasciare il posto ad una reazione con buona probabilità esagerata nel senso opposto, ossia il diffondersi della sensazione che Kickstarter sia una piattaforma del tutto rischiosa e inaffidabile. In realtà, una via di mezzo tra le due cose non sarebbe male: una valutazione più seria e attenta dei rischi intrinseci del crowdfunding renderebbe il pubblico più attento nel fare le proprie decisioni su quale progetto finanziare o meno. Esagerare però con le paure e la prudenza potrebbe portare al prosciugamento dei fondi e dunque al fallimento di numerose campagne sinceramente valide ed interessanti, soprattutto quelle lanciate dai creatori più piccoli e meno famosi.

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Peter Molyneux ha creato capolavori come Populous, Syndicate e Dungeon Keeper ma negli ultimi anni la sua tendenza a promettere troppo e realizzare troppo poco ha danneggiato enormemente la sua immagine.

Fino ad oggi la maggior parte dei progetti più popolari (e dunque più a rischio "fallimento clamoroso") sono andati a buon fine. Alcune campagne, come quella condotta da Tim Schafer e soci, e soprattutto il modo con cui sono state gestite dopo il finanziamento hanno attratto qualche critica, ma non si può certo arrivare ad affermare che Schafer non abbia lavorato duramente per creare quanto promesso, come non si può negare che il prodotto finale si di un certo livello. Wasteland 2 ha subito un ritardo di circa un anno ma al momento dell'uscita si è rivelato un grande titolo. Shadowrun Returns è piuttosto apprezzato. Elite: Dangerous, dopo uno sviluppo complicato, sta finalmente deliziando i palati di tutti gli appassionati di questa classica serie sci-fi. Certo, Planetary Annihilation è riuscito meno bene (almeno nella sua release iniziale: non ho avuto modo di provare gli ultimi aggiornamenti), ma non è stato una catastrofe totale, senz'altro non al punto da generare uno "scandalo" sul crowdfunding.

Di tutte queste mine vaganti, però, sembra che alla fine una sia esplosa. Si tratta di Godus, il progetto di 22cans che è stato finanziato con quasi 800 mila dollari alla fine del 2012 e ora si sta rapidamente trasformando in uno degli esempi di crowdfunding più negativi in circolazione. Il gioco in sé è disponibile in Early Access su Steam, oppure come titolo F2P su smartphone, e non è particolarmente bello anche se siamo in attesa di svariati miglioramenti, a partire dall'implementazione di tutte le varie feature promesse nella campagna Kickstarter iniziale. Adesso, però, sembra che la maggior parte del team di 22cans sia stato spostata su di un nuovo progetto, intitolato The Trail. Il team ridimensionato di Godus sta sicuramente facendo del suo meglio ma con ogni probabilità manca delle risorse necessarie per raggiungere l'ambizioso obiettivo che inizialmente era previsto per il progetto.

"Ambizioso obiettivo", ovviamente, è la frase che perseguita Peter Molyneux, fondatore di 22cans. Molyneux è ormai noto nell'industria per le sue promesse reboanti, seguite da risultati molto meno clamorosi. Quello che ormai possiamo definire "il suo modus operandi" consiste nell'annunciare e dare grande risonanza a feature e concetti molto interessanti, senza però valutarne l'effettiva fattibilità in termini di tecnologie, budget o risorse. Spesso, nel passato, Molyneux è riuscito ad uscire comunque indenne dalle polemiche grazie al suo charme personale e alla sua indiscutibile e sincera passione per lo sviluppo di videogame. Anche dopo che le sue sensazionalistiche dichiarazioni si sono dimostrate false, buona parte del pubblico ha scelto di considerarle come frutto di eccessivo entusiasmo e trasparenza.

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Il 2015 sarà un banco di prova fondamentale per il crowdfunding, con release come Shroud of the Avatar, Torment: Tides of Numenera, Migty No.9, Pillars of Eternity e Project CARS...

Godus, però, potrebbe essere la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso: la reazione alla scoperta, da parte di Rock Paper Shotgun, che il team di Godus è stato ridimensionato anche se il gioco non presta ancora fede alle promesse iniziali della campagna Kickstarter, unita al nostro resoconto di come Molyneux abbia dimenticato il vincitore del suo esperimento F2P "Curiosity", a cui era stato promesso un premio "in grado di cambiare la vita", si sono rivelate molto più dure e sferzanti che in passato. L'immagine di Molyneux sembra essersi trasformata da quella di un game designer forse poco affidabile ma appassionato e sincero, a quella di un personaggio disonesto e poco trasparente.

L'impatto del fallimento di Godus sulla carriera di Molyneux sarà interessante (e di fallimento si tratta, perché una media di 1,8 stelle da parte degli utenti su Metacritic e un'enorme preponderanza di pareri negativi anche su Steam, non possono definirsi in altro modo), ma quel che bisognerà valutare ancora più attentamente sono le ripercussioni che la vicenda avrà sull'intero fenomeno del crowdfunding. Godus è stato finanziato su Kickstarter da più di 17.000 persone, fiduciose di spendere il loro denaro per aiutare una leggenda del game development a creare il nuovo Populous, il gioco che ha onorato la sua reputazione e che ad oggi rimane uno dei suoi più apprezzati. Quelle migliaia di persone sono state deluse: hanno, si può dire, buttato i loro soldi in un progetto ancora non concluso, e che sembra essere nato in maniera poco convinta e trasparente sin dall'inizio. Ma non soltanto: attraverso i social media e gli articoli come quelli già citati, la loro delusione ha raggiunto centinaia di migliaia, se non milioni, di persone. Le conseguenze sullo stato di salute del fenomeno crowdfunding non possono essere positive.

Il solo Godus, ovviamente, non ribalterà totalmente il modo in cui il pubblico vede il crowdfunding. Si tratta però di un pessimo modo di iniziare un anno che sarà fondamentale per questo sistema di finanziamento indipendente. Il 2015 sarà la prova del fuoco per Kickstarter, con una serie di release assolutamente di prim'ordine attese al banco di prova: Shroud of the Avatar, Torment: Tides of Numenera, Migty No.9, Pillars of Eternity, Project CARS, il secondo atto di Broken Age... Anche il 2016 sarà un anno importante (con l'uscita di giochi come Camelot Unchained e il progetto più grande di tutti, Star Citizen), ma è nel corso di quest'anno che la vera solidità della piattaforma Kickstarter, per quanto riguarda lo sviluppo di videogame, verrà messa alla prova. Se una manciata dei titoli appena menzionati dovesse fallire, le ripercussioni sarebbero indubbiamente notevoli. Ovviamente ognuno di questi progetti è stato lanciato da almeno una leggenda dell'industria ma la stessa cosa poteva dirsi di Godus...

Per il bene degli sviluppatori che ci lavorano e degli utenti che li hanno finanziati, speriamo che tutti questi titoli si dimostrino fantastici. L'ottimismo però ha senso solo fino a un certo punto. Il caso di Godus ha già orientato l'opinione pubblica in modo negativo nei confronti di Kickstarter, e il fenomeno del crowdfunding faticherebbe a sostenere l'impatto di un altro paio di fallimenti simili nel corso del 2015. Il che rende la responsabilità di ognuna delle nuove release ancora più grande, non soltanto per il team che le sta realizzando ma perché il sogno del finanziamento indipendente e diretto da parte degli utenti possa proseguire e avere un futuro florido.

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Rob Fahey

Rob Fahey

Contributing Editor

Rob Fahey is a former editor of GamesIndustry.biz who spent several years living in Japan and probably still has a mint condition Dreamcast Samba de Amigo set.

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