EVE Online Rhea e la carica dei centouno - prova

Attraverseremo Thera alla scoperta di nuovi mondi?

È ormai diverso tempo che non parliamo di EVE Online e del suo freddo e brutale universo, e per farlo quale occasione migliore se non trattare la recente espansione che ha aggiunto parecchia carne al fuoco? Crediamo però sia opportuno spiegare prima di che cosa si tratti a chi non conosca EVE o ne abbia sentito parlare solo marginalmente.

Nel lontano maggio del 2003 prendevano vita i server di EVE Online, un MMORPG fantascientifico sviluppato dall'islandese CCP, cominciando così un percorso di evoluzione sorprendete che ha riscosso diversi successi e che pare avere dinanzi a sé un futuro ancora roseo. Il tutto nonostante si stia parlando di un prodotto decisamente di nicchia per via della sua particolare difficoltà.

Negli anni ne abbiamo sentito parlare molte volte e tra coloro che spinti dalla curiosità l'han provato, molti ne sono usciti ammaccati senza nemmeno aver completato il tutorial. Il che non vuol dire che Eve Online sia un gioco brutto, tutt'altro, ma che non lascia spazio a vie di mezzo.

Crudele come pochi altri giochi sanno esserlo, in EVE Online un semplice errore può costare centinaia di milioni di Isk (la valuta virtuale) in navi e moduli. Il che accadrà spesso visto che parliamo di un titolo dove scamming, pirataggio, griefing e doppiogiochismo sono all'ordine del giorno e non sono punibili se non tramite azioni di guerra da parte delle corporazioni formate dai player stessi.

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La nostra sopravvivenza in Thera e sistemi limitrofi è sempre in pericolo.

C'è un limite oltre il quale non si può andare ovviamente ma lo spazio di manovra è davvero ampio. Combattimenti spaziali, intrighi politici, cloni e tecnologia FTL sono frequenti in EVE Online, uno 'spacesim' davvero complesso e completo sotto ogni aspetto sia che siate dei pacifici mercanti o dei minatori di asteroidi, agguerriti pirati o mercenari al soldo del miglior offerente. In questi dodici anni il gioco è riuscito a mantenersi al passo con i tempi, rinnovandosi graficamente e introducendo di volta in volta nuovi contenuti, che hanno allargato a dismisura un universo già davvero vasto.

Veniamo però all'argomento principe di questo articolo, ovvero la recente espansione chiamata Rhea. La grossa novità è la possibilità d'esplorare una nuova regione, tutt'altro che piccola, composta da centouno nuovi sistemi accessibili solo tramite un wormhole. Settantacinque di questi saranno molto simili ai W-space (così sono chiamati i sistemi contenuti all'interno dei wormhole) visti finora, e ciò che li differenzia sarà l'assenza totale di lune dove ancorare le stazioni costruibili dai giocatori.

I pianeti saranno per lo più distrutti per qualche motivo che ancora non ci è dato sapere ed esplorando lo spazio potremo esplorare cinture di asteroidi ricche come mai prima d'ora; inoltre, per la prima volta nella storia dell'esplorazione dei W-space, faranno la loro comparsa anche i campi di raccolta del ghiaccio.

A differenza dei wormhole visti fino a questo momento, avranno sempre un'uscita statica e garantita verso uno dei punti dello spazio conosciuto (K-space). Per intenderci, parliamo di uno di quei sistemi contenuti nella EVE Starmap e soffriranno dei vari status già conosciuti a seconda di quale fenomeno sia presente al loro interno. Un magnetar potenzierà danni e missili facendoci però perdere l'efficienza di torrette e droni, mentre una pulsar indebolirà le resistenze dell'armatura della nave potenziando però gli scudi, e così via.

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Nelle stazioni avremo tutti i comfort necessari, o quasi...

Venticinque dei restanti wormhole avranno tutte le caratteristiche descritte in precedenza ma saranno più piccoli, lasciando perciò passare solo navi di classe ridotta come ad esempio fregate, interdictor e destroyer. Soffriranno anch'essi dei soliti bonus e malus ma in aggiunta avranno sempre lo status chiamato Wolf Rayet, che potenzia le armature e i danni delle piccole armi, riducendo la traccia lasciata dalla nave e penalizzando fortemente le resistenze degli scudi.

L'ultimo sistema che manca alla conta è forse il più particolare e importante di quelli introdotti con Rhea. Nonostante appartenga alla categoria dei W-space non si comporta come tale, non ha bonus o malus che influenzino le navi e non permetterà in alcun modo l'accesso di Capital Ship e nemmeno ne permetterà la costruzione al suo interno.

Saranno presenti inoltre quattro stazioni NPC appartenenti alla fazione Servant Sisters of EVE, dove troveremo tutti i classici servizi offerti da quelle in K-space, dall'installazione di jumping clone all'affitto di uffici per la nostra corporazione, dall'industria alla raffinazione dei minerali, incluso anche un mercato locale.

In questo particolare sistema, molto più simile ad un classico K-space che a uno spazio sconosciuto, non sarà comunque presente una forza di polizia e il suo stato di sicurezza è impostato a -1; da qui inoltre avremo accesso non solo ai sistemi W-space trattati in precedenza ma anche ai punti di passaggio per il K-Space, che ci ricondurranno a quei sistemi inclusi nella EVE Starmap. La colonizzazione del sistema è stata organizzata dalla corporazione The Sanctuary e scopriremo solo in futuro i motivi della loro presenza in Thera, anche se il risvolto monetario è sicuramente il primo che ci viene in mente.

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Le Scan Probe ci saranno utili come non mai per esplorare anomali e Shattered Wormhole.

Thera e gli Shattered Wormhole daranno dunque nuovo sfogo alla fantasia e all'esplorazione. Ci limiteremo a sfruttare le cinture di asteroidi per estrarre preziosi minerali oppure visiteremo le numerose basi stellari brulicanti di pericolosa feccia dello spazio, alla ricerca dei segreti più nascosti di questi misteriosi sistemi solari?

Rimpinzeremo il mercato locale con i nostri prodotti o andremo alla caccia di altri giocatori per cimentarci in spettacolari scontri spaziali, cercando di non perdere nave e clone? Non nascondiamo il fatto che durante le nostre sessioni, vuoi un po' l'età e un po' la ruggine, abbiamo perso due o tre navi in modi davvero imbarazzanti, regalando le kill agli abitanti di Thera.

Questi nuovi sistemi non sono dunque posti comuni e farci cogliere impreparati sarà fatale la stragrande maggioranza delle volte. L'accesso a tutti i nuovi sistemi non sarà gestito dai soliti EVE Gate ma dovremmo passare ovviamente attraverso i wormhole e per farlo sarà necessario trovare l'esatto punto nello spazio dove recarci.

Per fare questo necessiteremo delle Scan Probe, sonde che ci permetteranno di effettuare scansioni di tutto quello che ci circonda, analizzando i vari segnali e le anomalie. Non è un lavoro per tutti e servono le skill adeguate, e sebbene fossimo preparati e in passato avessimo già utilizzato le Probe, ci abbiamo messo una buona mezz'ora per riprendere la mano.

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Nel sistema Thera ci saranno numerosi segnali, a noi spetterà l'arduo compito di esplorarli.

Inutile dire che online ci sono comunque video e tutorial che vi aiuteranno a capire come funzioni il tutto, ma se siete pigri o non avete voglia d'investire tempo nell'apprendere le skill necessarie, potrete sempre fare affidamento a qualche compagno di corporazione che vi accompagnerà. In alternativa, non molto consigliabile, potrete sempre chiedereaiuto in chat locale, rischiando però di fare una brutta fine e di cadere in qualche imboscata, perdendo nave e clone.

A proposito di quest'ultimo, ecco anche l'altra novità portata da Rhea, ovvero la modifica al sistema dei cloni: non sarà più necessario acquistarne di livello superiore man mano che apprenderemo nuove skill e, anche se saremo uccisi, non perderemo alcun punto a meno di non essere alla guida di Cruiser Tech3 che, per loro natura, danno penalità al giocatore in caso di morte.

Anche all'interno delle varie stazioni spaziali è stato modificato il Medical Service, sostituendolo con la Clone Bay dalla quale potremo gestire i nostri duplicati con la possibilità di trasferire la nostra coscienza ogni ventiquattro ore in un sistema installato in una differente stazione, a qualsiasi distanza. Questa modifica a detta di CCP potrebbe invogliare sia i nuovi che i vecchi giocatori a prendersi qualche rischio in più e a stare comunque tranquilli in caso di morte, evitando l'esborso di cifre esorbitanti che si sarebbero affrontate potenziando nuovamente il clone.

Oltre a nuovi luoghi da esplorare CCP ha cominciato ad aggiungere anche la prima nave della categoria Tactical Destroyer Tech3, il Confessor. Caratteristica di questa nuova categoria di navi è la possibilità di passare mentre si è in volo tra diverse modalità, cambiando drasticamente i bonus.

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L'Amarr Tactical Destroyer T3, Confessor. I vostri capelli non saranno mai stati così lisci..

In Defense Mode potenzieremo le resistenze dell'armatura riducendo la sua "traccia", in Propulsion ne aumenteremo l'agilità e la velocità mentre in Sharpshooter Mode la percentuale di danni crescerà notevolmente. Troviamo questa nuova categoria di navi davvero interessante in quanto la possibilità di modificare i bonus in volo offre numerose alternative sia durante gli scontri con gli NPC, sia con altri giocatori, permettendoci di decidere quale strategia adottare a seconda della situazione e degli avversari in campo.

Un'altra aggiunta, questa volta per i piloti più tranquilli, è la Bowhead, una nave da trasporto e forse nemmeno la più bella da vedere: non siamo riusciti a trovare una somiglianza con qualcosa per descriverla a parole ma non escludiamo la sua utilità.

Altre modifiche alle navi le possiamo invece trovare sotto il profilo estetico. Alcuni modelli, come quelli della Eagle o dell'Incursus, sono stati ridisegnati mentre sono stati nuovamente renderizzati tutti gli altri modelli di navi, torrette e lanciamissili. Leggere migliorie grafiche sono state apportate anche all'interfaccia utente e nelle opzioni è stata aggiunta anche la voce "Match Theme to Active Ship", che ci permetterà di associare per ogni nave una determinata colorazione dell'interfaccia grafica.

È stata inoltre aggiunta l'icona della nuova Starmap (se non la vedete dovete attivarla dalle opzioni), e sebbene sia ancora in fase di sviluppo è già possibile utilizzarla per fornire un feedback agli sviluppatori. I vari sistemi solari avranno poi un loro colore a seconda del Security Level, in modo da comprendere subito a una prima occhiata in quale guaio stiamo per andarci a cacciare. Maggiori opzioni verranno aggiunte in futuro, a seconda anche del feedback dei giocatori.

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La nuova Starmap ancora in fase di sviluppo, visivamente è molto più bella di quella classica.

Un'ulteriore novità, anch'essa in fase di sviluppo, è la possibilità di comandare le nostre navi direttamente con la tastiera o con un controller che non sia il mouse. Questa opportunità è disabilitata di default, perciò dovremo recarci nel menù Shortcuts e assegnare manualmente i tasti che preferiamo.

Confessiamo che dopo averci speso diversi minuti non possiamo ritenerci soddisfatti e il lavoro ci pare migliorabile: le opzioni di comando non sono molte e il più delle volte ci troveremo a volare nella direzione opposta a quella desiderata, al punto che il click del mouse resta ancora il miglior modo per navigare.

Concludendo possiamo dire che la quantità di contenuti introdotti con Rhea è di qualità sopraffina e che le premesse per i prossimi mesi sono davvero interessanti. Sono state apportate anche modifiche e bilanciamenti d'importanza minore ma trattarle qui renderebbe l'articolo troppo simile a una traduzione delle note di rilascio.

CCP come sempre ha svolto un lavoro superbo e a testimoniarlo ci sono quasi dodici anni di storia in un settore competitivo come quello degli MMO. Il futuro di EVE Online è roseo come pochi altri e il numero di utenti attivi oscilla sempre tra i trenta e i quaranta mila contemporaneamente a seconda delle fasce orarie. Il che non è poco tenendo a mente che il server è solamente uno e che molti sistemi solari sono popolati da migliaia di giocatori.

Se è la sfida che cercate, EVE Online è sicuramente il posto migliore dove approdare ma anche se col tempo hanno migliorato il tutorial, il gioco è tutt'altro che amichevole. Saprà però regalarvi soddisfazioni come pochi altri finora e il nostro consiglio è di provarlo: è disponibile infatti un periodo di 21 giorni su invito o di 14 giorni dal sito web. See you in space!

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Riguardo l'autore

Thomas Guidetti

Thomas Guidetti

Redattore

Borgomanerese di nascita, Gattinarese nel cuore. Uno zio malvagio ha rubato due braccia all'agricoltura regalandogli un Master System tanti anni fa.

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