Ace Combat Assault Horizon Legacy Plus - recensione

Basteranno poche modifiche, per farvelo rigiocare?

Dopo essersi fatto apprezzare su Nintendo 3DS nella sua incarnazione originale, Ace Combat Assault Horizon torna in una versione lievemente ritoccata, nel tentativo di sfruttare le nuove caratteristiche del New Nintendo 3DS.

Se avete già spolpato la versione precedente del gioco, vi diciamo subito che gli accorgimenti e i ritocchi fatti dagli sviluppatori non bastano per giustificare un secondo acquisto, visto che sotto quasi ogni punto di vista ci troviamo di fronte allo stesso titolo, già ampiamente apprezzato in passato.

Con questo capitolo della sua storica saga di combattimenti aerei, Bandai Namco ha confezionato un'esperienza portatile divertente ed estremamente gradevole, concentrandosi principalmente sulla giocabilità e sull'immediatezza.

Il gameplay è rimasto in tutto e per tutto identico a quello già apprezzato qualche anno fa, con le intense sessioni di dogfight accompagnate da un sistema di controllo semplice e intuitivo. Anche in questa versione è possibile scegliere se affidarsi al sistema di controllo pensato per i principianti, o a quello per i piloti veterani.

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Gli aerei dedicati ai personaggi Nintendo, sbloccabili con gli Amiibo, sono un'aggiunta divertente, ma decisamente trascurabile.

Le differenze sono piuttosto evidenti, visto che nel primo caso basta muovere lo stick analogico a sinistra e a destra, per virare nella rispettiva direzione, mentre nel secondo caso si deve inclinare l'aereo, per poi effettuare la manovra con cui accompagnare la virata.

Quali sono le varianti principali che distinguono questa fantomatica versione Plus, dall'Ace Combat Assault Horizon Legacy originale? Purtroppo sono davvero poche. Lo stick analogico destro, novità più importante del New Nintendo 3DS, viene sfruttato unicamente per ruotare la telecamera mentre si è in volo, operazione del tutto superflua in un gioco come Ace Combat.

La differenza più evidente è il modo in cui vengono sfruttati i due grilletti aggiuntivi, ZL e ZR, che in questo gioco vengono usati per effettuare piccole correzioni alla direzione del volo, rendendo più efficaci le manovre di precisione. Si tratta, tuttavia, di un'aggiunta di poco conto, visto che il titolo può tranquillamente essere giocato al meglio anche senza mai toccare i due grilletti extra.

L'altra novità, più cosmetica che altro, è rappresentata dalla possibilità di sfruttare di Amiibo, utili per sbloccare versioni speciali dei velivoli presenti nel gioco. Ad ogni Amiibo corrisponde una skin specifica, che oltre a decorare la livrea dell'aereo, influenza alcuni parametri del mezzo in questione.

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La serie di Ace Combat non è nuova a intriganti collaborazioni per le livree degli aerei. Basta ricordare quelle di The Idolm@ster!

Gli abbinamenti sono stati fatti con una certa attenzione, come dimostra l'associazione del massiccio Bowser all'altrettanto mastodontico A-10, bombardiere anticarro di razza, reso ancor più resistente proprio dalla skin dell'enorme tartarugone Nintendo.

Al di là di questi elementi, tuttavia, questa "nuova" versione portatile di Ace Combat non si allontana troppo da quanto già apprezzato con il titolo originale. Le missioni sono le stesse già giocate in passato, e riescono a mantenere un buon bilanciamento tra divertimento e durata, rivelandosi perfette per un'esperienza portatile.

Missione dopo missione, si accumula denaro utile ad acquistare nuovi velivoli e armi sempre più devastanti, da scegliere con cura a seconda del tipo di minaccia da affrontare nelle sfide seguenti. Il tutto è tenuto insieme da una trama appena accennata, che vede l'asso della squadra Scarface, chiamato Phoenix, impegnato ad abbattere i piloti migliori di un fantomatico gruppo di ribelli, in guerra contro le forze alleate dell'USEA.

Con una storia tanto trascurabile, a catturare l'attenzione del giocatore è proprio il gameplay, capace di mischiare in modo gradevole le meccaniche classiche dei primissimi episodi di Ace Combat, con le novità introdotte con Assault Horizon su PS3 e Xbox 360.

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Le vicende del gioco si svolgono in un mondo fittizio, con paesi e forze politiche del tutto inventati.

Una volta avvicinatisi abbastanza a un bersaglio, infatti, premendo il tasto Y si esegue una manovra offensiva, andandosi a posizionare automaticamente in coda al nemico, pronti per esibirsi in spettacolari inseguimenti aerei.

Più tempo si aspetta, prima di premere il tasto Y, più si riempie l'indicatore delle manovre offensive, garantendo una maggior precisione e stabilità alla mira durante i dogfight. Sfruttare le manovre offensive è piuttosto semplice, ma la situazione si fa decisamente più calda quando si aumenta il livello di difficoltà, oppure quando si affrontano le missioni speciali sbloccate al termine della Campagna.

All'aumentare del livello di difficoltà, infatti, gli assi delle squadriglie gestite dalla CPU sono in grado di causare parecchi problemi, rivelandosi difficili da seguire e, soprattutto, molto abili nello sfruttare le aperture più piccole per mettere a segno attacchi particolarmente efficaci.

È in queste situazioni che si rivelano particolarmente utili le manovre difensive, che in sostanza permettono di evitare i missili lanciati dai nemici, con abili virate all'ultimo secondo. Per eseguire queste manovre sono necessari riflessi fulminei e nervi d'acciaio, visto che le finestre per impartire il comando giusto sono sempre piuttosto ristrette.

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Il gioco offre unicamente il doppiaggio in lingua inglese, e una colonna sonora decisamente ispirata, come da tradizione della serie.

In sostanza, quando si viene agganciati dal nemico, sullo schermo appare una freccia che indica la direzione in cui effettuare la manovra. Una volta visto il segnale, è necessario muovere il pad analogico nella direzione indicata, e premere il tasto Y. Si tratta di un comando molto semplice, ma il fatto di doverlo eseguire in modo tempestivo contribuisce a mantenere sempre alta la tensione, durante i combattimenti.

Esattamente come accadeva nella versione originale, anche in questa variante Plus, il 3D della console Nintendo rappresenta un extra notevole, che aggiunge una buona profondità al gioco. In particolare, il titolo gode dell'implementazione del 3D dinamico, capace di adattarsi ai movimenti della testa del giocatore tramite la telecamera frontale della console.

Nella versione precedente, infatti, i limiti della console impedivano di godere al meglio del 3D, complice il fatto che, con un gioco simile, risulta davvero difficile non muovere la testa (o la console stessa) nella frenesia dell'azione.

Probabilmente il nuovo 3D del New 3DS rappresenta la miglioria più interessante di questo Ace Combat. Peccato, però, che si tratti di un miglioramento garantito dall'hardware, e non dal software di Bandai Namco.

Se amate i combattimenti aerei, se provate una certa nostalgia per i vecchi Ace Combat e, soprattutto, se non avete già spolpato Ace Combat Assault Horizon Legacy, questa versione Plus del titolo Bandai Namco saprà regalarvi diverse ore di divertimento genuino. Finalmente, anche con un 3D godibile.

7 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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