Gravity Ghost: avventura tra pianeti e spiriti - recensione

Un viaggio che sfida le leggi newtoniane.

Gravity Ghost non è un puzzle game come potrebbe apparire a prima vista, ma si tratta di una vera e propria avventura che sfrutta un gameplay basilare per accompagnare il giocatore in una dimensione onirica, a cavallo tra il rilassante mondo degli spiriti e il complesso universo della fisica gravitazionale.

Tutto è visto attraverso gli occhi di una bambina di nome Iona, la cui storia verrà svelata mostrandoci delle brevi cutscene a tratti umoristiche e a tratti tragiche. Iona vive all'interno di un faro su un'isola desolata assieme alle sue due sorelle minori e a quella maggiore, che si prende cura di loro al posto dei genitori, morti tragicamente.

La protagonista, sentendo il peso della solitudine, ricerca la compagnia degli animali che abitano la foresta, tra cui la volpe che farà da filo conduttore di tutta l'avventura. Il nostro scopo infatti sarà quello di accompagnare Iona alla ricerca del suo amico ferino in un mondo ben al di là della sua piccola isola.

Il gioco è infatti ambientato in uno spazio cosmico, metafora di un metafisico mondo degli spiriti in cui sono presenti corpi celesti fissi od orbitanti, la cui forza gravitazionale dovremo sfruttare per muoverci nell'area d'azione. Il gameplay di Gravity Ghost è molto semplice: in ogni stage sarà presente una stella che dovremo raccogliere per aprire una porta che ci permetterà di uscire vincitori.

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Iona e la volpe, una fedele amica che dovremo cercare per dare un senso a tutto.

Nessun livello vi proporrà enigmi su cui sarà necessario sforzare le meningi ma riuscire a gestire le spinte e le forze gravitazionali, unite alle peculiari caratteristiche degli elementi di cui sono composti i corpi celesti, richiede un minimo di esercizio. Basterà infatti comprendere la logica dietro ai movimenti da compiere per prendere la mano e godersi in modo più rilassato le magiche ambientazioni.

Per avanzare nell'avventura bisognerà raccogliere il giusto numero di stelle che consentono l'ingresso alle nuove costellazioni, rappresentanti i vari settori di gioco. Ognuno di questi permetterà di sbloccare abilità di terraformazione differenti e grazie ad esse potremo trasformare l'elemento che compone ogni corpo celeste, cambiandone di conseguenza le caratteristiche fisiche ai fini del gameplay.

Terraformare asteroidi, pianeti e stelle consumerà però il mana, rappresentato dai lunghi capelli della protagonista. I movimenti della fluente chioma sono un elemento fondamentale del rilassante stile di gioco e la lunghezza potrà essere aumentata raccogliendo i fiori sparsi per i livelli, consentendoci di usare le nostre abilità elementali.

Lo stile grafico, realizzato dall'artista Erin Robinson, è perfetto per ciò che il gioco vuole trasmettere. Tutto sembra infatti essere frutto della mano di un bambino con disegni realizzati a matita, dal tipico tratto duro, ma coloratissimo. Il giocatore è quindi spinto in una dimensione davvero estraniante e rilassante, anche grazie alle splendide musiche composte da Ben Prunty, lo stesso che ha realizzato quelle di FTL: Faster than Light.

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Sfruttare la fisica newtoniana è divertente, soprattutto per rimanere incantati a guardare i lunghi e sinuosi capelli di Iona.

In questo universo ultraterreno è possibile incontrare i magici Guardiani, grandi creature che sembrano provenire da una fiaba leggendaria e che custodiscono i ricordi principali della fanciulla. Le cutscene secondarie, ma comunque essenziali per comprendere a fondo le vicende della vita di Iona, verranno sbloccate aiutando gli spiriti di diversi animali a ritrovare il loro corpo.

La storia di Gravity Ghost tocca argomenti crudi e molto forti per un videogioco, ma lo fa con la leggerezza e il buon umore che solo un bambino può avere. Purtroppo però in questo gioco non si può guardare solo alla trama e ai temi trattati, ignorando il gameplay. Quest'ultimo infatti si presenta eccessivamente banale: la terraformazione è praticamente inutile per procedere, a parte qualche situazione in cui sarà necessario trasformare il pianeta in acqua, permettendo in questo modo alla protagonista di attraversarlo per raccogliere la stella custodita al suo interno.

Ottenere i fiori per aumentare il mana, meccanica che inizialmente sembra porre un limite alla semplicità del gioco, diventerà presto superfluo grazie ad un power-up che ci permetterà di terraformare senza consumare i capelli della protagonista. In generale, tutti i potenziamenti che ci agevoleranno gli spostamenti nel mondo di gioco causeranno anche un drastico calo della sfida offerta dal gameplay.

Per noi italiani un altro punto negativo è l'assenza totale di una localizzazione, che rende piuttosto difficile, per chi non mastichi perfettamente l'Inglese, cogliere a pieno i dialoghi e le battute dei personaggi. A ciò si aggiunge un doppiaggio di difficile comprensione, che impedisce di capire parti della storia, attorno a cui ruota tutto il gioco.

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Qualcuno in questo mondo metafisico ha bisogno del nostro aiuto.

A questo si va ad aggiungere un level design poco ispirato ed estremamente scontato, anche se per fortuna tutti gli stage si completano velocemente e solo raramente causano situazioni frustranti, portando a finire l'intero gioco in circa tre ore.

I tre sviluppatori hanno fatto notare come uno degli elementi caratterizzanti Gravity Ghost sia l'impossibilità di morire. Questo s'inserisce perfettamente nella filosofia del gioco ma non toglie comunque che un minimo di sfida, di necessità di ragionamento e soprattutto di maggiore stimolo per il giocatore ad utilizzare i propri poteri, avrebbero reso il titolo più godibile.

7 /10

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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