Lucius II: il ritorno dell'Anticristo di Shiver Games - recensione

La progenie infernale torna a far danni.

In un mercato pieno zeppo di franchise pluridecennali, di serie annuali e di titoli che possono essere facilmente raggruppati in macrogeneri caratterizzati dalle stesse feature, la ricerca della novità e dell'originalità viene troppo spesso sacrificata in favore di un investimento sicuro e di una semplice variazione sul tema delle medesime meccaniche di base.

In uno scenario di questo tipo basta dunque un pizzico di novità, una scintilla di originalità per ritagliarsi un posto nel cuore di uno sparuto gruppo di videogiocatori andando a formare una fanbase più o meno fedele e affiatata. Lucius è l'emblema di questa categoria di titoli, una produzione che uscì nel 2012 e che fu in grado d'impressionare positivamente diversi giocatori nonostante un'accoglienza della critica piuttosto tiepida (noi lo avevamo valutato con un discreto 6) e diversi problemi tecnici.

Il titolo sviluppato dai finlandesi di Shiver Games fondava la propria fortuna su una premessa narrativa tutt'altro che originale che, però, sfociava in un gameplay che ibridava elementi tipici delle avventure grafiche e altri propri degli stealth game con atmosfere e soprattutto tematiche care al genere horror. A poco più di due anni dall'uscita di Lucius, la software house ci riprova con il sequel diretto Lucius II, un titolo che si propone di eliminare i tanti problemi del primo capitolo ampliando e migliorando, allo stesso tempo, le meccaniche di gioco tipiche della produzione.

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All'inizio di Lucius II il detective McGuffin vi affiderà alle cure dell'ala psichiatrica del St. Benedict Hospital. Qui inizierete la vostra avventura.

A livello narrativo Lucius prendeva a piene mani da il film 'Omen: Il Presagio', tanto da sembrare una vera e propria trasposizione videoludica del lungometraggio. Nel titolo vestivamo i panni di un bambino apparentemente simile a tutti i suoi coetanei che durante il suo sesto compleanno scopre di essere nientepopodimeno che il figlio di Satana. Dopo aver abbracciato in pieno il proprio ruolo all'interno dei piani del padre, il piccolo Lucius dà il via ad una vera e propria carneficina all'interno della villa di famiglia.

Gli eventi narrati in Lucius II si ricollegano direttamente alla fine del primo capitolo: il piccolo protagonista è riuscito nell'obiettivo di eliminare ogni anima che affollava le sale e i corridoi della propria casa addossando tutte le colpe sul padre, il senatore Charles Wagner, e sfuggendo in questo modo ai sospetti del detective McGuffin. Il tutore dell'ordine trasporta il protagonista nell'ala psichiatrica del St. Benedict's Hospital dove, in seguito all'arrivo di alcuni misteriosi individui, Lucius deciderà che è arrivato il momento di dare nuovamente il via agli omicidi e al massacro indiscriminato per dimostrare ancora una volta di essere degno del titolo di anticristo.

Nonostante la presenza di diverse cutscene che legano i livelli di gioco dal punto di vista narrativo, in Lucius II non si ha mai la sensazione che la trama sia effettivamente un aspetto importante della produzione e la narrazione non farà sicuramente gridare al miracolo coloro che sono alla ricerca di una storia dall'alto livello qualitativo. Ci sono alcune tematiche interessanti e una buona quantità di misteri soprattutto nella prima metà dell'avventura ma la maggior parte degli spunti che vi spingeranno a proseguire verso la fine del titolo scadranno in sviluppi che si riveleranno, purtroppo, piuttosto scontati e legati a cliché troppo spesso abusati.

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Le scene d'intermezzo tra un livello e l'altro utilizzano questo particolare stile visivo. L'impatto che ne consegue non è sempre efficace e in alcuni casi scade nel grottesco.

Punto forte della produzione rimane, sicuramente, il gameplay e in particolare le possibilità d'interazione con gli scenari che incontreremo lungo le circa 10 ore che compongono la campagna principale. In questo senso i ragazzi di Shiver Games hanno dimostrato di avere idee chiare sin dal primo capitolo della serie, non riuscendo però ad evitare una fastidiosa rigidità nella risoluzione di certe situazioni.

Lucius II è sostanzialmente suddiviso in livelli (dieci) più o meno vasti all'interno dei quali dovremo ottenere delle informazioni ed eliminare alcuni individui ben precisi senza essere individuati, pena il fatidico game over. Dato l'aspetto tutt'altro che minaccioso del nostro eroe avremo la possibilità di esplorare indisturbati pressoché ogni zona degli scenari, tranne quelle accessibili solo dal personale autorizzato.

Grazie alla nostra natura demoniaca avremo a disposizione diverse abilità soprannaturali, distribuite all'interno di tre skill tree ben differenziati: il controllo mentale, la telecinesi e un potere legato alla piromanzia. Queste abilità potranno essere potenziate ottenendo skill point in seguito al raggiungimento di diversi obiettivi e all'uccisione di vittime ben precise o semplicemente di coloro che ostacoleranno il nostro avanzamento nel livello.

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Accumulando vittime ed esperienza avrete la possibilità di sbloccare diverse abilità suddivise in tre rami principali: telecinesi, controllo della mente e dei poteri legati alla piromanzia.

Naturalmente ci sarà un limite all'utilizzo delle nostre skill demoniache opportunamente segnalato da una sorta di barra del mana. Proprio quando non potremo più utilizzare i nostri poteri comprenderemo l'importanza degli oggetti che occupano i diversi livelli e degli scenari stessi.

Lucius ha a disposizione un inventario all'interno del quale potrà raccogliere e combinare diversi oggetti al fine di creare la trappola più letale possibile e adatta ad ogni situazione. Sin dalle prime ore di gioco accumuleremo elementi combinabili, taniche di benzina, armi poco convenzionali come una sparachiodi ma anche semplici lattine di bibite e cibo, contenitori di acqua e di detersivo. Si tratta ovviamente di un arsenale apparentemente piuttosto misero ma una buona dose di fantasia e un'attenta osservazione dei livelli ci permetteranno di farla franca in più di un'occasione.

La quantità dei possibili approcci è sicuramente aumentata rispetto al precedente titolo, anche grazie ad una maggiore varietà degli ambienti di gioco (sono presenti molte più sezioni all'aperto) ma il nuovo titolo targato Shiver Games eredita diversi difetti del primo capitolo della serie, a partire da un'intelligenza artificiale a dir poco deficitaria e da un sistema di controllo non sempre preciso e responsivo soprattutto per quanto riguarda il puntamento del mouse, fondamentale per la gestione dei diversi oggetti e per l'interazione ambientale.

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La presenza di nuove ambientazioni e di una maggiore quantità di spazi aperti garantisce un incremento nella varietà delle situazioni di gioco ma evidenzia i limiti tecnici della produzione.

Uno dei problemi più gravi che affliggevano il gameplay di Lucius era la rigidità di alcune sezioni e la necessità di eliminare certi individui utilizzando esclusivamente il metodo scelto dagli sviluppatori stessi. Questo secondo capitolo è, senza alcun dubbio, un passo in avanti per la serie ma è in parte una conferma dei limiti del sistema utilizzato dagli sviluppatori finlandesi. La fantasia del giocatore può effettivamente esprimersi senza particolari restrizioni ma moltissimi omicidi possono essere portati a termine semplicemente utilizzando più e più volte le stesse trappole e gli stessi oggetti (le ciambelle diventeranno presto le vostre migliori amiche quando sarete bloccati in una certa zona), mentre in altre situazioni ci ritroviamo di fronte alla stessa rigidità che ha rappresentato uno dei difetti principali del primo Lucius.

Se la trama non colpisce particolarmente per originalità e qualità e il gameplay incappa ancora in alcuni difetti del primo titolo, fortunatamente mitigati da alcuni miglioramenti, il comparto tecnico è una vera e propria piaga che affossa la qualità dell'intera produzione.

Il sonoro risulta piuttosto altalenante a causa di un doppiaggio esclusivamente inglese di qualità discreta (niente lingua italiana, neanche per i sottotitoli) e di musiche non sempre perfette, che si dimostrano adatte solo in alcuni casi. La gestione del volume del sonoro risulta, inoltre, piuttosto problematica dato che il livello della voce risulta sempre e comunque mal bilanciato rispetto a quello della musica e degli effetti.

Dal punto di vista meramente visivo Lucius II utilizza come motore grafico Unity ma i veri problemi non sono la fisica non sempre precisa e realistica, le texture di bassa qualità, i cali di frame rate, la compenetrazione poligonale e i modelli dei personaggi non particolarmente curati, tranne in alcuni sporadici casi. Questi sono difetti tutto sommato comprensibili per un titolo dal budget contenuto come quello sviluppato dalla software house finlandese.

I veri difetti risiedono nell'incredibile quantità di bug che hanno afflitto la nostra prova con mano, alcuni dei quali decisamente troppo gravi per soprassedere. Energia vitale che non viene ripristinata quando dovrebbe, personaggi che si comportano in modo inspiegabile e che v'individuano anche attraverso i muri ma soprattutto salvataggi corrotti che rischiano di farvi perdere diverse ore di gioco e parecchio tempo alla ricerca di possibili soluzioni. Fortunatamente Shiver Games ha già pubblicato la prima patch e ha confermato che continuerà a lavorare sulla risoluzione dei bug più gravi, dimostrando un'ottima disponibilità verso la community e il feedback dei fan.

Lucius II è in definitiva un titolo discreto che migliora alcune meccaniche introdotte nel precedente titolo e che ha il pregio di riuscire a divertire per quasi tutta la durata dell'esperienza. La nuova avventura del figlio di Satana presenta, purtroppo, diversi problemi soprattutto tecnici sui quali è impossibile chiudere un occhio. Una volta che almeno i bug più gravi verranno risolti, la produzione Shiver Games potrebbe dimostrare a pieno tutte le proprie potenzialità raggiungendo quella sufficienza che al momento non è alla sua portata.

5 /10

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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