Le cose stanno migliorando per Xbox One e volendo individuare un responsabile del cambio di rotta dopo una partenza complicata, non si potrebbe fare a meno di pensare a Phil Spencer, l'uomo messo alla guida della divisione di Microsoft il 31 marzo scorso e che ha passato l'ultimo anno a cambiare il percorso della console fino a portarla in acque più chete.

L'ultima tappa nei piani di Microsoft è lentamente trapelata nei mesi passati: il processo di unificazione tra PC e Xbox One con Windows 10 vuole prendere il meglio da entrambi gli ambienti, e i dettagli sono stati rivelati durante la conferenza che Spencer ha tenuto alla recente GDC, soprattutto sul fronte di acquisti e funzionalità cross-platform.

È proprio dopo questa conferenza che incontriamo Spencer, con ancora addosso la sua t-shirt delle DirectX 12, per quindici densi minuti d'intervista. Sembra rilassato e sicuro di sé, e anche se a volte viene accusato di essere verboso e parlare come un ufficio marketing, c'è qualcosa di genuino in lui. Anche la sua sicurezza sembra autentica.

"Gli studi che si occupano di giochi in Microsoft sono tra le priorità per il nostro futuro," ci dice mentre riflette sulla conferenza appena terminata. "È stato fantastico avere il plauso del CEO per il nostro lavoro. Ora sentiamo ancora più responsabilità e dedizione al progetto, dobbiamo esserne all'altezza."

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Com'è lavorare con Kirstie, Phil?

Sapere di avere dalla propria parte Satya Nadella, CEO di Microsoft, aiuta sicuramente, così come aiuta il nuovo approccio unificato ai giochi. È un richiamo a quello che Xbox One voleva essere fin dal principio, una macchina universale e una console always online, che però si è rivelata poco convincente, confusa e deludente. Il messaggio di Microsoft è stato migliorato molto da allora e anche semplificato: l'unificazione tra i servizi gaming di PC e Xbox One sembra il lavoro di una compagnia capace di parlare con una sola voce, quello che promette di fare Windows 10 era da sempre nei piani dell'offerta di Xbox One?

"Ad essere sinceri è una novità," dice Spencer. "La visione originale di Xbox era di creare una console per giocare che potesse anche trasmettere altre forme d'intrattenimento, come la televisione. Rimangono comunque ottime funzioni multimediali nel prodotto e continueremo a lavorarci."

"Sono passati, quanti, 11 mesi da quando sono arrivato alla guida della divisione provando a rimettere a fuoco gli obiettivi, mostrando sia alla compagnia che a noi stessi quello che succede nella community PC e anche le grandi possibilità che ci vengono offerte da Xbox proprio in questo senso. Ci abbiamo lavorato durante l'estate ed ecco perché l'acquisto di Minecraft era un passo naturale, è un prodotto virale su talmente tanti schermi che per noi è stato un modo di capire l'approccio dei giocatori a questi fenomeni."

L'ultimo anno passato a creare una nuova visione ha offerto però il fianco ai concorrenti. Sony ha sfruttato al meglio l'opportunità, visto che proprio in questi giorni ha annunciato di avere venduto 20,2 milioni di PlayStation 4 dal lancio.

"È un ottimo risultato," ha detto Spencer prima di spiegarci cosa faranno per recuperare terreno. "Abbiamo avuto un'ottima stagione natalizia sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Sony sta andando alla grande con PS4 e noi ci congratuliamo con loro e con la loro visione. E non lo dico sarcastico, è veramente bello da vedere, soprattutto ora che in tanti si affacciano al mercato console.

"Tre anni fa si pensava che avremmo tutti giocato attaccando l'iPad al televisore, mentre oggi abbiamo Nvidia che crea una console, Valve che ci lavora, PlayStation 4 che sta avendo un grandissimo successo e noi che vendiamo più Xbox One di quante 360 abbiamo venduto nel primo anno. Sembra che il segmento di mercato sia attivo, credo che la community di sviluppatori si stia allargando e che in molti vogliano portare i loro giochi sulla nostra piattaforma, perché stai guardando a centinaia di milioni di potenziali clienti, se non addirittura un miliardo di persone che utilizzano il nostro sistema operativo, le Direct X e Xbox Live."

"Stiamo cercando di creare un set di strumenti in comune che gli sviluppatori possano usare per tutti gli schermi. Vediamo ora i benefici su Xbox One: se sviluppi per Windows perché non farlo anche su console? Si tratta quasi solo di attivare un'opzione. Alla fine l'importante è avere ottimi contenuti e ottimi giochi, io la vedo così."

Il dialogo possibile tra Xbox One e PC potrebbe portare diversi nuovi titoli sulla console ma vale anche l'inverso. Fable Legends è uno dei giochi dal profilo più alto in arrivo su entrambi. È possibile che altre grandi produzioni Microsoft Games Studio facciano lo stesso?

Secondo Spencer, la presenza di Xbox alla GDC è la più importante dalla nascita del marchio.

"Penso che l'opportunità di raggiungere i tuoi clienti ovunque siano sia l'essenza dei videogiochi oggi, e sicuramente sia il futuro," ci ha detto Spencer. "Gli sviluppatori sono diventati bravissimi a mantenere alto l'interesse dei giocatori e a monetizzarlo, l'opportunità di mantenere un rapporto attivo indipendentemente dalla piattaforma è importante ma bisogna pensare a cosa funziona su ognuna. L'opportunità è incredibile ma dobbiamo sviluppare giochi adatti allo schermo sul quale andranno a girare."

"Non è qualcosa che stiamo forzando, non diciamo che un gioco debba assolutamente supportare tutte le piattaforme, ma sono gli stessi sviluppatori che vedono l'opportunità quando gliela presentiamo. Perché non dovrebbero volere più giocatori per il loro titolo, da casa, dal lavoro, dal portatile o dal televisore? Voglio che l'esperienza col televisore sia unica e speciale, e puoi averla con Xbox One, ma voglio anche che si possa giocare dovunque."

È possibile giocare titoli Xbox One su PC grazie alle capacità di streaming locale di Windows 10 (e una demo alla GDC ci ha mostrato la funzione in azione, anche se ancora non è perfetta), ma serie come Forza avranno dei porting a tutti gli effetti in futuro?

"Non c'è una grandissima richiesta di giochi come Forza su PC," spiega Spencer. "Abbiamo dimostrato che con lo streaming puoi giocare su ogni computer tu abbia a casa. Non voglio costruire cose solo per il gusto di farlo, dobbiamo lavorare nella direzione che gli utenti ci indicano."

"Abbiamo già portato Halo su PC in passato ma il segmento degli sparatutto è leggermente diverso tra PC e console se guardiamo per esempio ai modelli di business, e allora vogliamo creare l'esperienza giusta. Se riuscissimo a farlo (e non sto parlando dei prossimi sei mesi ma dei prossimi tre o quattro anni) allora vedremo sempre più sviluppatori al lavoro su titoli capaci di declinarsi su ogni tipo di piattaforma. Sarebbero solo opportunità in più per giocatori e sviluppatori."

Il messaggio di Microsoft alla GDC è un messaggio positivo, incredibilmente lontano dai guai di 18 mesi fa, e che delinea un futuro roseo per Xbox One mentre la console si avvicina alle rivali. Il messaggio, però, potrebbe sembrare un po' fuori tempo a guardare quello che succede nel booth di Sony, che porta in fiera il prototipo quasi definitivo di Project Morpheus, oppure a guardare Oculus che è sempre più vicino, o le prime immagini di Vive. Microsoft ha il suo visore, Hololens, che però è decisamente diverso dalla concorrenza. La compagnia ha chiuso la porta in faccia alla realtà virtuale?

"Non penso che siamo rimasti fuori, abbiamo voluto puntare ad uno spazio a metà tra il virtuale e il reale con Hololens, portando delle funzioni uniche. Questo però non c'impedisce di guardare alla VR sia come compagnia che in collaborazione con altri. Ho provato Morpheus e Oculus e voglio vedere altre demo in questi giorni."

ID@Xbox, così come il porting di Shovel Knight, mostra che Microsoft sta muovendosi bene per attirare gli sviluppatori indipendenti.

"Il dialogo tra la compagnie in questo senso rimane forte, molti di loro guardano a Xbox e siamo in tanti ad essere curiosi sul futuro di questo segmento. Non penso, e voglio precisare che non sto parlando male della realtà virtuale, che la VR abbia già trovato il suo sbocco migliore o il suo posto nel mercato, ma il lavoro sul fronte dell'innovazione è incredibile ed è qualcosa che l'industria dei videogiochi ha sempre fatto."

L'altra notizia che ha dominato la GDC è legata alle mire di Valve sui nostri salotti. Quello che era partito come un piano poco chiaro con le Steam Machine, ha iniziato a prendere forma con Steam Link e la versione definitiva di Steam Controller, in arrivo a novembre. C'è la possibilità che il divario tra Sony e Microsoft diventi irrisorio nel caso Valve riuscisse a convincere i suoi 125 milioni di utenti di Steam a muoversi verso i salotti? Valve è una vera minaccia?

"Penso che la loro visione sia molto interessante. L'ho detto e lo ripeto, il lavoro che hanno svolto nel settore dei videogiochi per Windows negli ultimi 15, 20 anni è stato fantastico. Sono stati come dei pastori del gregge mentre noi eravamo assenti. Hanno un'idea precisa di cosa fare per il futuro di Steam, e la mossa di rendere il motore grafico Source 2 gratuito è molto furba."

"Per il momento direi che la vedo come un'opportunità per entrambi. Penso che nei giocatori ci sia insieme voglia d'innovazione e ammodernamento. Ho un account Steam e non è che lo cancellerò domani. Ori, giusto per citare uno dei nostri giochi, è anche su Steam. Fra cinque anni potrai comprare i tuoi giochi su Steam e sul Windows Store. Ci confrontiamo regolarmente con Valve, per noi sono dei fondamentali sviluppatori indipendenti su Windows, e siamo sempre aperti ai pareri che spesso ci danno. Sono dei rivali? Per ora li vedo come un'opportunità."

Il primo anno di Spencer alla guida della divisione Xbox è stato buono, e anche prendendo in considerazione alcuni incidenti di percorso è riuscito a dare alla compagnia un volto umano, trasmettendo l'energia che mancava. Sono i prossimi 12 mesi, con Valve che diventerà un rivale importante e una stagione natalizia tutta da conquistare vista la (per ora) debole line-up di Sony, che saranno veramente fondamentali.

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Martin Robinson

Martin Robinson

Features and Reviews Editor

Martin is Eurogamer's features and reviews editor. He has a Gradius 2 arcade board and likes to play racing games with special boots and gloves on.

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