Adriaan de Jongh vuole realizzare giochi che aiutino le persone a innamorarsi. È un'ambizione coraggiosa per un uomo coraggioso. E, a seconda di cosa reputiate sia all'origine di una relazione romantica, potrebbe già essere riuscito nel suo intento.

Lo sviluppatore indipendente olandese ha esordito nel 2011 con Fingle, gioco in multiplayer locale per iPad. Il titolo di Game Oven, lo studio di de Jongh, può essere descritto come Twister per le dita. Chi gioca deve tenere i polpastrelli su dei bersagli mobili, mentre gli avversari fanno del loro meglio per manovrare le dita attorno a quelle degli altri. Il contatto tra i giocatori è inevitabile.

A volte le cose vanno molto oltre. Alla GDC, l'eccentrico de Jongh si è vantato del fatto che Fingle sia stato responsabile della relazione tra Rami Ismail, co-fondatore di Vlambeer, e la sviluppatrice Adriel Wallick. “Hanno una relazione grazie a Fingle”, ha detto durante un party multiplayer al Cartoon Museum di San Francisco. “Si sono incontrati due anni fa al PAX East di Boston, sono stati sullo stesso aeroplano per 3 ore e mezza, e quando sono tornati mi hanno detto 'sai una cosa? Abbiamo giocato Fingle per tre ore!'. Molto spesso mi attribuiscono la nascita della loro relazione”. Ho parlato con Ismail, che mi ha confermato la storia.

Un po' di gameplay di Fingle…

Ma quello fu solo l'inizio della missione di de Jongh nei panni di Cupido. L'aneddoto preferito del creatore di Fingle arriva da un perfetto sconosciuto. “Un ex-impiegato di Blizzard che è venuto da me e mi ha detto casualmente 'oh, Fingle l'ho giocato. Io e la mia ragazza abbiamo fatto sesso dopo averlo giocato'”.

"Questo è probabilmente il successo più grande che abbia avuto nell'industria dei videogiochi”, dice de Jongh, raggiante. “Chi se ne frega dei soldi! Sul serio. Ho fatto fare sesso a delle persone!”.

E con il sesso sono venute altre cose belle (o brutte, ma facciamo gli ottimisti). Anche se resta un mistero dove si trovi l'ex-impiegato di Blizzard, de Jongh sostiene che il figlio del suo avvocato sia il risultato di una notte entusiasta cominciata con Fingle. “Lui e sua moglie hanno avuto un bambino che chiamano 'il baby Fingle”, si vanta. “Quanto è f*********** folle questa cosa?!”.

Fare l'amore, e potenzialmente procreare, è però solo una parte di quanto de Jongh sta tentando di ottenere con i suoi social game fisicamente intimi. Vuole far sì che le persone s'innamorino, o andarci quanto più vicino possibile con un'app mobile.

Anche se Fingle è probabilmente il suo gioco più conosciuto, de Jongh ha da allora sperimentato con alcune app ancora più folli pensate principalmente come mezzo di amoreggiamento. Il suo titolo più recente, Bounden, è stato nominato per l'IGF Nuovo Award e l'Innovation Award. Sviluppato in associazione con il Dutch National Ballet, Bounden è un titolo mobile che utilizza i controlli giroscopici del dispositivo per insegnare alle persone a ballare. O perlomeno a ridacchiare e interessarsi alla danza, il che è altrettanto buono.

Bounden in azione. Adriaan de Jongh è l'uomo con i pantaloni marroni.

De Jongh ha anche realizzato un esperimento fallito chiamato Friendstrap: un gioco in cui due persone tengono un telefono che fornisce vari argomenti di conversazione. La prima persona che lo lascia, perde. “Considerando che non c'è nient'altro da fare, perché il gioco è così incredibilmente noioso, si comincia a parlare di altri argomenti”, spiega de Jongh, che purtroppo non è rimasto soddisfatto del risultato.

"L'ho tolto dallo store perché era veramente una m***a ma ne realizzerò delle versioni più sensibili al contesto”, mi dice. “Quindi, se hai un appuntamento, ecco Friendstrap! Contiene un migliaio di argomenti di cui sarebbe super interessante parlare al primo appuntamento. Ecco un'altra versione che è molto interessante per rinsaldare i legami con famiglia o amici. Per parlare di tutte le cose di cui non parli mai. Questo è veramente il tipo di cose a cui sono f*********** interessato. Perché non possiamo costruire fiducia, o amore, tutte queste cose fantastiche, giocando? Credo che sia davvero possibile! Quindi è ciò che farò!”.

Per farlo, de Jongh dovrà purtroppo chiudere Game Oven. Bounden ha ripagato i costi di sviluppo ma nonostante molta copertura da parte della stampa, l'app di ballo ha generato introiti appena sufficienti per pagare più del salario minimo agli impiegati di Game Oven nel corso dei cinque mesi di sviluppo. Di conseguenza, de Jongh non può permettersi di continuare a pagare il team finché non avrà un un altro progetto con un ritorno economico che sentirà essere sicuro. E i suoi prossimi progetti non sono sicuramente sicuri da questo punto di vista.

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L'idea alla base di Friendstrap è originale, ma purtroppo ha fallito nella sua prima incarnazione.

"Uno di essi è un gioco in cui due persone mettono la lingua su un telefono leccando un gelato virtuale. L'idea è di fare in modo che le lingue delle persone si tocchino”, dice, completamente serio. “Ovviamente ho già fatto lo stesso per le dita con Fingle ma credo che questo sia su un altro livello. Non ho ancora fatto dei test, anche se credo che ci sia una sola persona con cui vorrei veramente provarlo”.

"Chi è?", chiedo.

"La mia ragazza, ovviamente”, ride.

"È un target di riferimento abbastanza limitato. Ci sono piani per portarlo al pubblico?”.

"Vorrei provare a renderlo commerciale. Lo manderei alla stampa per fargli sapere che esiste. Che possiamo farlo con i giochi. Credo che ci sia tanto divertimento che molte persone più o meno si perdono. Possiamo fare molte cose con i giochi, e tutti fanno giochi di un certo genere che sono ovviamente veramente divertenti, ma sono assolutamente ed estremamente serio riguardo a questi giochi scherzosi, perché credo che sia questo a rendere divertente la socializzazione”.

Ovviamente, leccare il telefono di qualcuno è tutt'altro che igienico. Non è un motivo di preoccupazione?

"Sì, è molto anti igienico”, ride. “Ma chi se ne frega. Seriamente”.

Dopotutto è una valida argomentazione: l'amore fisico non è mai pulito. A volte bisogna semplicemente farlo e al diavolo i batteri!

"Ovviamente mi piace molto che questa interazione sociale avvenga. E nei giochi si possono far fare alle persone delle cose che normalmente non fanno”, dice de Jongh. “Credo veramente che i giochi abbiano un super potere, che possiamo usarli per fare queste cose tutto il tempo. Perché c'è solo un gioco che può portare due persone a fare sesso? Perché c'è solo un gioco che può far toccare le persone e fare intrecciare le loro dita, e portarli in uno stato di super intimità? Perché non possiamo fare altri giochi che conducano le persone in questa situazione?”.

Riguardo l'autore

Jeffrey Matulef

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Redattore

Jeffrey Matulef is the best-dressed man in 1984.

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