Splatoon, lo sparatutto secondo Nintendo - prova

Non solo multiplayer ma anche divertimento e colori nell'esclusiva per Wii U.

C'è quella vecchia leggenda che parla di una Nintendo incapace di sviluppare giochi veramente competitivi, della grande quantità di casualità che il guscio blu spruzza su ogni partita a Mario Kart, del caos che imperversa a schermo quando si gioca a un qualsiasi capitolo di Super Smash Bros. E come tutte le leggende, anche questa ha una certa base di verità.

Va bene, Nintendo non sviluppa Call of Duty ma provate a dire a un appassionato dei citati Mario Kart o Super Smash Bros. che nel suo gioco preferito non c'è tattica o competizione, e avrete solo sguardi interrogativi e un po' di quella solita sindrome del nintendaro che da una parte è visto come spocchioso e reazionario, mentre lui si sente col dito puntato contro (una volta perché la console ha troppo successo, ora perché ne ha troppo poco). Ma insomma, Nintendo non sviluppa Call of Duty . Nintendo fa Splatoon.

Siamo stati invitati negli uffici di Nintendo Italia per mettere le mani in anteprima su un codice completo del gioco, provare qualche livello della modalità campagna e sfidare le avverse divinità della rete cercando di affrontare altri giocatori attraverso i mirabili prodigi di internet. Missione compiuta? Solo a metà. Continuate a leggere per sapere quando i colori di vernice di Splatoon convincono, e quando sembrano un po' sbiaditi.

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Il sistema di potenziamenti e upgrade appare da subito fondamentale, gli effetti sulle partite sono evidenti.

Cominciamo dalle cose belle, dal fatto che ci piace questa voglia di Nintendo di esplorare un terreno sul quale ancora non aveva mai messo piede, quello degli sparatutto, e di farlo chiaramente a modo suo. Il gameplay di Splatoon è PEGI 7 così come piace alla Grande N, con la gente che esplode in sbuffi di colore piuttosto che tra fiotti di sangue, e nel quale nessuno può sentirti urlare perché va bene l'agonsimo, ma va bene finché rimane nel segreto della nostra stanzetta.

L'assenza della chat vocale è uno dei punti più criticati da chi cerca un'esperienza competitiva completa, non tanto per l'impossibilità d'insultare il niubbaccio di turno, quanto perché senza parlarsi è difficile orchestrare le strategie più elaborate. A dire la verità non è che questa assenza si sia fatta notare più di tanto durante le nostre prove, ma è chiaro che ci sarà sicuramente qualcuno a cui invece darà fastidio e che ripiegherà su Skype o Team Speak per colmare la lacuna.

Parlando del gameplay vero proprio, per ora è ancora presto per dare un giudizio sull'effettivo bilanciamento delle armi e sulla varietà delle mappe. Da un lato piace vedere la sperimentazione sul fronte dei gadget a disposizione del giocatore, ma dall'altro è difficile non notare come quel benedetto rullo sia davvero OP, e che alcune armi vadano rapidamente in secondo piano (come il fucile da cecchino). In generale si ha la sensazione che alcune siano più utili contro gli avversari mentre altre riescano a fare meglio il loro dovere quando si tratta di colorare le arene (vero obiettivo delle partite), solo che ancora non siamo riusciti a capire quanto le due componenti dell'esperienza siano bilanciate tra loro.

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Il rullo è davvero forte, anche se il gioco cerca di aiutarci avvisandoci quando arriva alle spalle.

Al netto degli sbilanciamenti, comunque, non si può negare che il multiplayer sia parecchio divertente, che il dover continuamente giostrarsi tra il colorare la mappa e lo scontro vero e proprio tiene sempre alta la tensione e, nonostante l'assenza di metodi di comunicazione, l'impressione è che certe sinergie siano favorite dal gioco stesso (che per esempio permette il respawn vicino a un compagno, per essere sempre nel cuore dell'azione).

Non mancheremo di dedicare tanto tempo al multiplayer di Splatoon in vista della recensione completa, anche perché alla fine è questa la parte del gioco su cui Nintendo punta di più, ma in questa occasione ci piace l'idea di raccontarvi quello che è un po' il lato B della produzione, un lato B capace di stupire.

La modalità storia, messa lì in un angolo dall'impostazione dichiaratamente votata al multiplayer del titolo, è in realtà una piccola perla che riesce a convincere fin dal primissimo livello. Si parte piano ma la sfida aumenta rapidamente nei primi tre livelli che sono costruiti secondo la regola d'oro di Nintendo, quella che presenta una meccanica alla volta e le trasforma una per una in gesti acquisiti. All'inizio bisogna prenderci la mano con la trasformazione in seppia, o con il sistema di puntamento a base di Wii U Gamepad (comunque sostituibile con lo stick destro), ma nel giro di un paio di livelli ci si ritrova a saettare velocissimi padroneggiando un sistema di controllo che convince.

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I nemici della modalità storia sono ottimamente caratterizzati ma sulla narrazione trionfa il gameplay in puro stile Nintendo.

In realtà non è che la storia giochi un ruolo di chissà quale importanza, e pare il solito pretesto per presentare dei livelli che non sono altro che un concatenarsi di micro-arene costruite attorno ad un evento principale, e sospese nel vuoto. C'è l'isoletta con al centro un nemico volante, quella con la sezione di platforming, quella con le coperture da sfruttare per il lancio delle granate... insomma, ognuna punta su qualcosa di speciale e riesce, almeno nella prima mezz'oretta, a tenere alto il divertimento.

Di più non vi diciamo, siamo sotto embargo e non possiamo raccontarvi quello che succede più avanti, ma non disperate perché non dovrete aspettare molto per la recensione che andrà a ficcanasare nei dettagli di una produzione che appare più complessa di quanto si potrebbe pensare a prima vista. C'è un bel sistema di potenziamenti, ci sono dei power-up da raccogliere e vari collezionabili ad arricchire una campagna principale che forse non è il piatto forte, ma pare svolgere più che bene il suo ruolo di contorno.

Ad affiancare multiplayer online e singleplayer, troviamo anche la possibilità di sfidare un amico in una modalità multiplayer competitiva locale, uno con gli occhi su Gamepad, e l'altro che punta il televisore. L'idea non è male e può essere una buona occasione per prendere dimestichezza con le armi e con avversari più agili dei legnosetti nemici che ci mette contro l'intelligenza artificiale, ma purtroppo dobbiamo registrare qualche problema tecnico.

Ecco come Nintendo ha presentato Platoon nel suo recente Nintendo Direct.

Prima di tutto spiazza l'impossibilità di utilizzare il Wiimote per giocare (servono per forza un controller pro o il classic controller), ma il vero problema è il frame-rate, soprattutto per il giocatore che usa il Gamepad, che scende verso valori vicini al livello di guardia con scatti evidenti e neanche giustificati dalla presenza di chissà cosa a schermo.

Altre osservazioni tecniche importanti, in realtà, non ce ne sono, e dovremo solo assicurarci che la frequenza di aggiornamento dello schermo rimanga entro limiti accettabili nel multiplayer. Una menzione speciale va agli effetti audio dei colpi che sono molto buoni e restituiscono una sensazione di piacevolissima fisicità: sparare e riempire tutto di vernice è una goduria, anche perché gli ambienti sono un po' spogli (forse per lasciar spazio ai colori del giocatore) e ne guadagnano parecchio.

Splatoon, il titolo che Nintendo sceglie per dire la sua nell'affollato settore degli sparatutto, ha pregi e difetti. Da un lato soddisfa con un gameplay divertente, una modalità storia coinvolgente e tante opzioni di personalizzazione; dall'altro mostra una certa ingenuità del produttore nipponico. Ci sono vari dettagli qua e là che sembrano suggerire l'inesperienza in materia di Nintendo (non sempre è comodo navigare nei menù, il gioco online a squadre vero e proprio arriverà solo ad agosto). Ma solo una prova più approfondita ci porterà al verdetto.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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