Crypt of the Necrodancer: seguite il ritmo dello zombie! - recensione

E se nei dungeon si ballasse tutto il giorno a ritmo di dance anni '90 che mondo sarebbe? Ce lo spiega Crypt of the Necrodancer.

Pensiamo a due generi potenzialmente totalmente incompatibili, i rythm game e i roguelike dungeon crawler: esplorare un dungeon a ritmo di musica è un'idea di un game designer in delirio alcolico o semplicemente qualcosa di irrealizzabile? Niente di tutto ciò, anzi, è uno dei concept più brillanti e originali degli ultimi anni.

Crypt of the Necrodancer è, per quanto possa suonare strano, proprio questo: un roguelike in cui esplorare dungeon generati casualmente, sconfiggere mostri e recuperare tesori e artefatti; il tutto cercando di mantenere il ritmo nei movimenti e negli attacchi.

Il funzionamento del gioco è più semplice di quanto possa sembrare. La musica detta il ritmo ma siccome non tutti siamo maestri di solfeggio (ovvero dell'arte di scandire i secondi in diverse configurazioni di battute), il gioco vi viene in aiuto illuminando il pavimento dei dungeon al ritmo della musica. In questo modo si ha anche un utile aiuto visivo da seguire (oltre che una splendida metafora "discotecara" dello stereotipo del dungeon crawling).

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A prima vista può sembrare tutto molto complicato ma col tempo imparerete a prevedere esattamente dove ogni mostro si troverà nel beat seguente!

Muoversi al ritmo della musica è la prima lezione da imparare e gli ottimi pezzi di dance della prima zona (ognuna delle quattro zone contiene tre livelli più il boss finale) sono molto adatti al compito. La seconda importante lezione è quella legata all'osservazione dei mostri. Ogni nemico infatti compie movimenti diversi a ogni beat e dovrete impararne velocemente il pattern per inserirvi nei suoi movimenti e colpire senza venire colpiti. È la vecchia storia della routine da memorizzare ma declinata in salsa di rythm game, un connubio così perfetto da domandarsi perché mai l'idea non sia saltata fuori prima.

Mantenere il ritmo per più tempo possibile aumenta anche il moltiplicatore delle monete guadagnate e al primo movimento fuori tempo si torna a zero, ovvero a nessun moltiplicatore. Questa feature, da sola, garantisce lo stimolo a compiere run sempre più raffinate fino all'agognato "perfect". A proposito, diamanti e monete serviranno rispettivamente per sbloccare gli oggetti nella lobby e comprarli poi in-game.

Ovviamente a ogni livello cambia, oltre all'ambientazione, anche la squadra di mostri che dovrete affrontare (con set di movimenti sempre più complessi), e soprattutto la musica: ciò vuol dire che è necessario riabituarsi velocemente al nuovo ritmo e ricominciare a imparare i passi "di danza" dei nuovi, e più complicati, nemici.

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Nei vari livelli troverete anche dei mini-boss con pattern più elaborati del nemico medio; le prime volte conviene rimanere a distanza e impararne la danza.

Su questa struttura di gioco assolutamente originale s'installano alcune componenti classiche come armi, armature, oggetti speciali, shop e sblocchi di abilità speciali legati al raggiungimento di certi livelli o all'uccisione di alcuni boss.

A proposito di boss, Crypt of the Necrodancer raggiunge il climax del suo gameplay proprio in occasione di questi scontri in cui il giocatore si ritrova ad affrontare sfide musicali particolarmente elaborate ma anche splendidamente coreografate con idee brillanti che vi strapperanno ben più di un sorriso.

L'intera esperienza è comunque contraddistinta da una direzione artistica improntata all'umorismo e non potrebbe essere diversamente: zombie e scheletri che vi attaccano ballando ferocemente a ritmi dance sono solo l'inizio dell'avventura che prosegue con mercanti che sono cantanti lirici e orchestre demoniache che fungono da boss di fine livello e molto altro che però non vi spoilero, visto che la scoperta è parte integrante della gioia che questo titolo sa regalare.

Soltanto questi momenti, in cui si scoprono idee brillantissime sotto forma di nemici, valgono ampiamente il prezzo del biglietto. L'atmosfera generale del gioco è così allegra e naturalmente spensierata (ma non per questo semplice, anzi) che vi troverete a giocare Crypt of the Necrodancer ogni volta che vorrete dare un po' di facile allegria alle vostre giornate.

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Passaggi segreti, oggetti nascosti e anche qualche mistero apparentemente irrisolvibile rendono Crypt of the Necrodancer un titolo che sarà sicuramente capace di generare una community molto attiva.

Per quanto riguarda la grafica, la soluzione estetica di Crypt of the Necrodancer (pixel art e prospettiva 2D old style) si sposa perfettamente con il gameplay e con l'intera atmosfera assurda del gioco, mentre l'interfaccia e il sistema di controllo sono decisamente minimali: tutte le azioni si eseguono con i quattro pulsanti freccia, gli oggetti che state utilizzando risiedono in pochi riquadri in alto a destra nello schermo, mentre salute, monete e diamanti appaiono fin troppo chiaramente dall'altra parte dello schermo. Tutto qui, non serve altro.

Crypt of the Necrodancer non si accontenta nemmeno del suo ottimo gameplay ma cerca in tutti i modi di dare al giocatore un'esperienza più longeva possibile, offrendo personaggi diversi con cui giocare (ognuno dotato di uno stile di gioco peculiare), modalità alternative (tra cui una cooperativa locale), una tonnellata di armi e oggetti magici da provare e anche la possibilità di giocare con un dance pad o importando la propria musica preferita.

Nel genere roguelike pochi titoli hanno fatto meglio di Crypt of the Necrodancer (forse solo FTL), non solo per originalità ma anche per capacità di offrire al giocatore un divertimento fresco, longevo e sfidante. Il tutto senza nemmeno considerare il rapporto qualità/prezzo, in questo caso decisamente interessante. Consigliatissimo.

9 /10

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Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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