J-Stars Victory VS +, botte made in Japan all'ennesima potenza - prova

La festa per i 45 anni dello Shonen Jump è sempre più vicina.

La sola esistenza di un gioco in grado di riunire molte delle più grandi licenze passate per le pagine del periodico nipponico Shonen Jump, ha il potenziale per mandare in brodo di giuggiole qualunque bipede lontanamente interessato ai fumetti manga. Ma al di là del non indifferente effetto "wow", resta ancora da scoprire quanto la struttura di J-Stars Victory VS + si rivelerà solida e come si potrà dare a tanta abbondanza di personaggi un feeling unico all'interno dello stesso prodotto.

È quindi con grande curiosità che negli uffici di Bandai Namco ci siamo avvicinati a questa prova su strada del picchiaduro in mano al giovane sviluppatore Spike Chunsoft. Partiamo considerando dati già noti ma non per questo meno interessanti: 39 personaggi giocabili estrapolati da 32 licenze, a cui si aggiungeranno 12 comprimari che fungeranno solamente da supporto durante le battaglie, come vedremo più nel dettaglio tra poco.

La prima delle modalità di gioco che abbiamo provato è la Storia, qui chiamata J-Adventure. Al suo interno potremo scegliere il nostro protagonista tra Naruto, Toriko Ichigo o Luffy e questa decisione modificherà la composizione della squadra che combatterà insieme a noi, i dialoghi e altri aspetti della trama. Per la nostra prova abbiamo scelto l'elastico pirata di One Piece e abbiamo affrontato le prime missioni disponibili.

All'interno della mappa, composta da quattro continenti, ci si sposta via nave e si può decidere se concentrarsi sulla missione principale o andare alla ricerca d'incarichi secondari. La trama ci porterà a zonzo per il mondo con l'obiettivo di partecipare al Torneo Jump, a cui nemmeno a dirlo s'iscriveranno i migliori combattenti di tutto l'universo Jump.

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I personaggi di supporto non si possono colpire ma il loro uso sarà limitato.

Ad ogni incontro corrisponderà quasi sempre un combattimento, la cui vittoria non solo ci permetterà di avanzare ma ci garantirà punti con cui acquistare personalizzazioni per il nostro vascello o sbloccare personaggi da usare in altre modalità.

La seconda modalità testata, Victory Road, è legata ad alcuni celeberrimi luoghi dei manga Jump. Scegliendo il Villaggio Pinguino della serie Dr. Slump, ad esempio, dovremo condurre la nostra squadra di guerrieri in una serie di scontri che lo avranno come teatro. Completare ciascuna zona richiederà più di uno scontro e potremo decidere noi quali combattimenti affrontare per completare l'area, scegliendo fra quelli disponibili.

Ulteriore modalità singleplayer, e grande esclusiva della versione occidentale del gioco, la Arcade Mode sarà molto probabilmente il luogo preferito per chi vorrà consumare i tasti del joypad nel tentativo di portare a casa la pelle. Particolarità di questa serie di sfide tematiche, infatti, sarà la brutale difficoltà degli incontri.

Rispetto al resto della nostra esperienza con J-Stars Victory VS+, vi possiamo assicurare che la CPU si dimostra realmente assetata di sangue umano e picchia durissimo, al limite della scorrettezza. Gli avvertimenti dei ragazzi di Bandai Namco hanno in qualche modo lenito la sonora sconfitta a cui siamo andati incontro, rendendo evidente che sarebbe ideale mettere piede in questa bolgia dantesca solo dopo aver passato almeno qualche ora a livelli di difficoltà più ragionevoli.

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Schivare gli attacchi in alcuni casi si rivelerà la mossa più saggia: non tutti i colpi si possono parare, infatti.

Nella versione finale non mancherà poi una modalità Versus da sfruttare sia in locale tramite split-screen che online, ma purtroppo per testarla a dovere bisognerà attendere il 26 giugno.

Durante i combattimenti però non dovremo solo preoccuparci di controllare il nostro personaggio: saremo infatti quasi sempre all'interno di un team composto da tre elementi, tra cui due combattenti e un personaggio di supporto. Quest'ultimo, richiamabile con la pressione di un tasto dorsale, sarà disponibile saltuariamente per effettuare una singola mossa, prima di sparire nelle retrovie in attesa di essere richiamato in azione. Il secondo compagno di squadrà sarà invece in grado di combattere proprio come noi, ma verrà controllato in ogni momento dalla CPU.

Le condizioni di vittoria prevedono che per sconfiggere il team avversario si debbano mandare gambe all'aria i suoi membri per un totale di tre volte. Ciò significa che dovremo proteggere noi stessi ma anche il nostro compagno di squadra, dato che una sua dipartita ci renderà più prossimi al game over. La presenza di diversi personaggi sullo schermo, unita al fatto che la telecamera in terza persona non sempre consente di monitorare ciò che accade nei dintorni, ha fatto si che in più di un'occasione perdessimo di vista il nostro alleato e che questo fosse così alla mercè dei cazzotti.

Tutti i combattimenti del gioco si svolgono all'interno di arene dalle dimensioni abbastanza generose e spesso dotate di elementi distruttibili dalla furia dei nostri attacchi. Il sistema usato per inanellare combo ed eseguire mosse speciali è semplice e intuitivo: al tasto quadrato è associato il colpo leggero, al triangolo il colpo più lento ma incisivo.

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Gli attacchi possono arrivare da qualunque punto e non sempre è facile capire cosa stia accadendo.

Combinandone l'uso si dà vita ad attacchi più lunghi ed efficaci, mentre all'uso congiunto del tasto cerchio e della leva analogica è affidata l'esecuzione delle supermosse, che senza sorprese si rivelano più forti ma che consumano anche parte di un'apposita barra dell'energia. Se avete giocato ad un qualunque recente picchiaduro à la Naruto o Dragon Ball non faticherete a trovare somiglianze, che si estendono anche al sistema di parate e schivate.

Se riusciremo a menare i nostri avversari con sufficiente fervore potremo accedere inoltre al Victory Burst, una modalità che per breve tempo permetterà l'uso di mosse speciali, anticipate da animazioni teatrali e dagli effetti devastanti.

Tutto piuttosto semplice quindi, ma non si può non avvertire una certa complessità di fondo che se compresa potrebbe fare la differenza tra il giocatore casuale e quello più smaliziato. E che potrebbe essere la chiave per riuscire nella summenzionata Arcade Mode, tra l'altro.

Per dare una risposta parziale all'interrogativo che ci siamo posti inizialmente, possiamo dire che senza dubbio nella rappresentazione grafica degli attacchi delle supermosse abbiamo intravisto un certo grado di differenziazione tra i vari personaggi, ma che questo potrebbe non bastare ad alcuni giocatori. Resta da capire se giocare Kenshiro piuttosto che Pegasus o Arale sarà drasticamente diverso a livello meccanico; ciò richiederà tuttavia un esame più approfondito e non mancheremo di ragguagliarvi in sede di recensione.

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Ovviamente anche il Villaggio della Foglia e i suoi abitanti saranno chiamati in causa.

J-Stars Victory VS + uscirà su PS Vita, PlayStation 3 e PlayStation 4 e inevitabilmente questo influirà sulla realizzazione tecnica del gioco. Nella sua incarnazione per PS4, da noi provata, il picchiaduro non è necessariamente brutto da vedere ma non imposta certo nuovi standard per il settore. Le texture in particolare ci sono sembrate un po'sotto tono e la qualità dei modelli non ci è parsa entusiasmante, anche per un gioco che dichiaratamente non fa dell'aspetto esteriore il suo fulcro. La build non è però quella definitiva e tali sono anche i nostri giudizi in merito: un altro aspetto da valutare sul banco di prova della recensione finale.

Quando J-Stars Victory VS + sarà nelle nostre mani ci sarà comunque molto altro da analizzare, come il sistema dei mazzi di carte collezionabili da usare prima di un combattimento per potenziare i personaggi, assente nella versione di prova, o delle molte personalizzazioni estetiche acquistabili con i punti ottenuti dopo uno scontro. Per il momento, la scimmia dell'hype rimane saldamente aggrappata sulle nostre spalle.

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Riguardo l'autore

Matteo Tabai

Matteo Tabai

Redattore

È un ragazzo abbastanza alto, appassionato di videogiochi, musica, montagna e buon cibo. Onnivoro sia a tavola che con un controller in mano, ha l'assurda pretesa di fare dei videogames la sua professione. Chi vivrà, vedrà.

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