La notte bagnata di Forza Motorsport 6 - prova

Abbiamo provato il nuovo racing di Turn 10.

Los Angeles - Microsoft fa così, dopo averti fatto annusare i giochi in arrivo su Xbox One ti invita ad una serata esclusiva. Un'ora di coda fuori da un locale su tre piani, decine di postazioni per giocare, almeno 4 bar dove ordinare quello che ti pare (ma potrebbero essercene molti di più nel dedalo di stanzette) e soprattutto tanto, ma tanto caos.

Le persone che si accalcano sono tante, l'evento è a metà tra il professionale e il mondano e non si capisce bene se è meglio prendere un altro mini hamburger dalla cameriera carina che gira tra la calca, o se è meglio rispondere alla chiamata del dovere e fermarsi a giocare.

Se state leggendo queste pagine è perché, almeno ogni tanto, alle signorine carine che offrono hamburger preferite i videogiochi. Noi siamo come voi, e impassibili rifiutiamo il gustoso omaggio culinario (ma passiamo a recuperare un indispensabile gin tonic) e ci mettiamo in coda per vedere se tutto quel cinema della macchina che scende dal soffitto vuole veramente dire qualcosa.

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C'è ancora da lavorare sul motore grafico, ma c'è tutto il tempo per rifinire le cose.

Flashback: è la mattina di lunedì e incomincia la lunga giornata delle conferenze. Si parte di Microsoft, al Galen Center come al solito, e tra gli eventi che ricorderemo di quest'anno c'è sicuramente quella Ford GT che scende dal soffitto e ci fa per un attimo sperare che Dan Greenawalt dei Turn 10 sia li dentro dall'inizio dello spettacolo.

Purtroppo come sapete non è così, e nella macchina non c'è nessuno, ma questo non sminuisce l'attenzione per Forza Motorsport 6, e anzi ci muove verso le postazioni allestite nella serata di cui si parlava più in alto, quella coi mini hamburger e le cameriere carine.

Puntiamo rapaci uno degli schermi e nel giro di pochi minuti siamo con il pad in mano, pronti a provare le tre opzioni proposte dalla demo. Amore Ford: la citata Ford GT si rende protagonista di una gara a Rio de Janeiro che quasi sembra Montecarlo per i suoi palazzi e la vicinanza al mare/oceano. Bella di notte: una pista che punta tutto sul wow-factor delle gare in notturna. Pista bagnata, pista fortunata: aquaplaning come se piovesse (ehm...) e riflessi a sottolineare le peculiarità del manto bagnato.

Tenete a freno lo stupore perché quelli che avete letto non sono i nomi ufficiali delle tre gare, ma semplici placeholder che vi offriamo noi di Eurogamer per farvi respirare l'atmosfera della serata. Per quanto invitanti, comunque, non è che le opzioni proposte fossero capaci di strappare singhiozzi emozionati, ed anzi mostravano il fianco a più d'una critica.

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Le condizioni del suolo saranno caratterizzate da 100 diverse sfumature, andando dall'asciutto al completamente fradicio.

Cominciamo però dagli aspetti positivi che il sempre simpatico Greenawalt ci ha spiegato tra un gin tonic e l'altro, e partiamo dalla gestione delle pozzanghere che sembrano marginali, o semplici orpelli estetici, e invece vanno a modificare l'aderenza delle gomme in maniera dinamica. A seconda della profondità dell'acqua si avranno effetti più o meno pronunciati sul comportamento delle vetture, con variabili in grado di generare più di 100 diversi tipi di superfici su cui correre, dal più asciutto al fradicio.

Secondo punto interessante, dopo la mezza delusione relativa all'immutabilità delle condizioni climatiche all'interno di una gara, è l'epicità delle gare in notturna. Si potrebbe pensare che il semplice gareggiare al buio sia solo un effetto grafico di poco conto, ma l'impatto sul gameplay è in realtà notevole e soprattutto va a colpire chi è abituato a giocare con visuale dall'abitacolo o dal cofano. La notte di Forza Motorsport 6 è veramente buia, e il rischio di scatenare un tamponamento a catena è sempre dietro l'angolo costringendo il giocatore a raggiungere un livello di attenzione ulteriore tenendo d'occhio auto avversarie e tracciato.

La terza gara ci permette invece di concentrarci maggiormente sui canonici elementi che vengono valutati in casi del genere, andando a registrare un livello tecnico non sempre all'altezza delle aspettative: Forza non travolge per livello di dettaglio (anche se è innegabile la passione degli sviluppatori in particolar modo nella creazione delle vetture) e soprattutto sono texture e frame-rate a non essere sufficientemente sul pezzo (il dettaglio delle macchine che scompaiono verso l'orizzonte non sempre è al livello sperato.)

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Elementi apparentemente d'abbellimento come le pozzanghere influenzeranno la manovrabilità delle vetture.

Chiaramente siamo ben lontani dall'opportunità di una valutazione definitiva, ma per quanto visto è lecito aspettarsi qualcosa di nuovo da Forza soprattutto vista la necessità per Microsoft di guadagnarsi un posto di tutto rispetto nel segmento dei giochi di corse.

DriveClub continua a non vivere il migliore momento della sua esistenza nonostante il continuo flusso di aggiornamenti, e allora Forza 6 punta a diventare punto di riferimento degli appassionati su Xbox One, ruolo che però non può prescindere da una maggiore cura sul fronte tecnico.

Per sapere cosa succederà nel futuro della serie l'invito non può che essere quello di seguirci, visto che da qui alla fine dell'anno (e dunque all'uscita di Forza Motorsport 6) non mancheremo di tenere d'occhio la produzione Turn 10.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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