Star Wars: Battlefront - prova

La Forza scorre potente in DICE.

Los Angeles - Star Wars Battlefront è uno dei giochi più attesi dei prossimi mesi, e lo confermano le code monumentali che tutti, giornalisti compresi, hanno dovuto affrontare per poterlo provare all'E3 2015.

Pur avendo a disposizione un pass speciale, infatti, abbiamo dovuto aspettare più di un'ora per poter vivere personalmente la battaglia di Hoth, nei panni di un anonimo minion dell'impero.

Fortunatamente per voi, siamo riusciti nella difficile impresa, e possiamo riportarvi le nostre impressioni sul lavoro svolto fino a questo momento dai ragazzi di DICE. Se c'è una cosa che non si può dire, è che gli sviluppatori non si stiano impegnando per rendere giustizia alla saga di Guerre Stellari.

Star Wars Battlefront 1
Tutti gli elementi portanti di Star Wars sono presenti e in grande spolvero, per la gioia degli amanti della saga.

Ogni singolo elemento presente nel codice del gioco, infatti, grida "Star Wars" con una forza inarrestabile, al punto tale che anche i fan più esigenti non potranno che essere felici di ciò che vedranno girare sul loro PC o sulle loro console.

La nostra esperienza con il titolo di DICE è stata breve ma intensa, e ci ha visto combattere insieme ad altri 19 imperiali contro 20 ribelli armati di tutto punto. Appena scesi sul gelido campo di battaglia abbiamo scelto l'equipaggiamento fra quelli disponibili, assicurandoci di selezionare l'arma primaria più adatta al nostro stile di gioco, e uno dei pacchetti di gadget presenti nel codice.

La scelta dell'arma primaria non è stata facile, ma alla fine abbiamo optato per un blaster dalla cadenza di fuoco elevata, ma non troppo preciso dalla distanza. In fin dei conti, il nostro obiettivo era quello di avanzare il più possibile schiacciando i ribelli, quindi non aveva senso optare per una soluzione migliore a lungo raggio.

L'equipaggiamento a nostra disposizione prevedeva uno scudo personale (utilizzabile un numero limitato di volte e che impediva di sparare durante la sua attivazione), una granata e un pratico jetpack, dannatamente utile in una mappa ricca di dislivelli come quella di Hoth.

La modalità con cui siamo stati messi alla prova era chiamata Walker Assault, e in pratica chiedeva alle truppe imperiali di scortare il gigantesco AT-AT fino al generatore della base, per farlo saltare in aria.

Una volta sul campo di battaglia, dobbiamo ammettere di essere rimasti spaesati, vista la grandezza della mappa e la quantità di strade che potevano essere percorse. Imbracciato il blaster e fattici coraggio, tuttavia, ci siamo lanciati nella mischia, seminando il panico fra le truppe ribelli.

A quanto abbiamo avuto modo di vedere, l'azione è sempre così tesa e frenetica da non lasciare mai nemmeno il tempo di prendere fiato, e ci si sente davvero nel bel mezzo di una guerra di proporzioni epiche.

Correre nella neve sentendo ovunque gli effetti sonori tipici della serie, vedendo raggi laser passare a pochi centimetri dalla propria testa e abbattere un commilitone impegnato nella stessa corsa suicida, fa provare emozioni incredibili.

In un contesto tanto immersivo e coinvolgente, quindi, è un po' strano vedere la mappa disseminata di piccole icone rappresentanti i power up, che possono essere raccolti e usati per capovolgere le sorti degli scontri.

Raggiungendo una delle piccole icone disseminate per la mappa, in pratica, si ottengono vari oggetti come lanciarazzi, granate termiche, scudi di gruppo, e altre diavolerie tipiche dell'universo di Star Wars.

Star Wars Battlefront 2
Alcune manovre, come quelle relative ai caccia e all'abbattimento dei AT-AT, sembrano essere state semplificate eccessivamente.

La cosa bizzarra, è che tra questi potenziamenti spiccano anche i caccia (caratterizzati da un'icona specifica facilmente distinguibile anche dalla lunga distanza), che una volta raccolti possono essere attivati come qualsiasi altro power up, semplicemente tenendo premuti i due tasti dorsali.

Una volta "evocato" il nostro Tie Fighter, ci siamo immediatamente resi conto della grande agilità del velivolo imperiale, capace di compiere complicate manovre evasive senza troppi problemi.

Comandando il Tie Fighter è fondamentale gestire a dovere l'equilibrio tra la velocità di movimento e la potenza delle armi da fuoco, che in sostanza usano il medesimo generatore. Più si vola veloci, quindi, meno danno faranno i laser del caccia.

Dopo esserci schiantati (purtroppo non avevamo seguito la lezione sugli atterraggi), siamo respawnati più motivati di prima, pronti a distruggere i radiofari con cui i ribelli avrebbero potuto chiamare un devastante attacco aereo.

Joypad alla mano, Star Wars Battlefront è già ora davvero divertente, oltre a rappresentare il sogno proibito di tanti appassionati della saga. C'è però da dire che alcuni elementi non ci hanno proprio fatto impazzire.

Star Wars Battlefront 3
Gli scontri sono veramente tesi e la sensazione di spazio trasmessa dalle mappe è eccezionale.

Il primo è il già citato uso dei bonus per salire a bordo dei velivoli (opzione che, fra l'altro, toglie anche tutto il divertimento legato alla fase di decollo). L'altro elemento poco convincente è il fatto che alcune manovre iconiche della serie siano state trasformate in banali mini-giochi.

Ci riferiamo, in particolare, alla manovra eseguibile comandando uno Snowspeeder, per abbattere gli AT-AT. Una volta agganciato il cavo d'acciaio a una delle zampe del veicolo imperiale, infatti, la rotazione attorno all'enorme quadrupede viene fatta automaticamente dal gioco, mentre il giocatore deve solo assicurarsi che un'icona a forma di astronave non esca dall'apposito indicatore, che diventa più stretto dopo ogni giro.

Nonostante questo, tuttavia, il lavoro svolto da DICE fino a questo momento è davvero incredibile. Non vediamo l'ora di mettere le mani su un codice più avanzato del gioco, per provare altri frammenti di quella che promette di essere un'esperienza memorabile.

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti Ŕ un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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