Horizon: Zero Dawn, una nuova frontiera per PS4 - anteprima

Uno sguardo ravvicinato alla nuova IP di Guerrilla Games.

Los Angeles - Horizon: Zero Dawn è una delle novità presentate durante la conferenza pre-E3 di Sony, forse quasi sommersa dal clamore mediatico per il terzetto delle meraviglie The Last Guardian-Final Fantasy VII-Shenmue 3, ma decisamente degna d'interesse per almeno un paio di buoni motivi: prima di tutto è una nuova proprietà intellettuale di Guerrilla Games, creatori di Killzone e tra gli studi più a loro agio su PlayStation 4, ed in secondo luogo il filmato mostrato durante la conferenza era decisamente d'impatto.

Nelle salette al primo piano del Convention Center losangelino abbiamo potuto sederci a chiacchierare con gli sviluppatori che ci hanno mostrato Horizon partendo proprio da quella spettacolare sequenza, e rivelando che hanno dovuto giocarla decine e decine di volte prima di riuscire a registrarne una versione adatta al palco.

Il perché è presto detto: la struttura aperta del gameplay, una novità per i Guerrilla Games. Lo studio non nasconde di aver cambiato completamente prospettiva, che da un lato dà molta libertà al giocatore ma dall'altro aggiunge un certo livello di imprevedibilità all'azione, rendendola più complessa da catturare e mantenere a misura di telecamera.

Horizon Zero Dawn 1
Sony ha ammesso di temere che la protagonista femminile Aloy potesse non ricevere una buona accoglienza, ma a quanto pare il personaggio ha già conquistato il pubblico.

La prova l'abbiamo nel giro di qualche minuto, visto che non tutto va come sperato e il bestione che abbiamo visto cadere rapidamente durante la conferenza questa volta non è così in vena di arrendersi, ma permette comunque di avere un'idea sul funzionamento dei combattimenti più o meno a metà del gioco. La protagonista, Aloy, fa parte di una tribù di cacciatori e raccoglitori, in adorazione degli umani di un passato ormai diventato leggenda e lontano mille o duemila anni. Quegli umani, come avrete intuito dai grattacieli in rovina, siamo noi.

Il cambio di prospettiva è particolarmente interessante, l'idea di essere per la protagonista quello che per noi sono gli antichi egizi, o le popolazioni mesoamericane, è rinfrescante e offre la visione di un mondo post apocalittico diverso dal solito. Non ci sono zombie o ambientazioni cupe e dominate dagli effetti dell'olocausto nucleare, ma una natura lussureggiante che ha ripreso il controllo del mondo con l'aiuto di strane e affascinanti macchine.

La storia che giustifica gli eventi è ancora materia di supposizioni, ma l'impressione è che l'evento che ha spazzato via la quasi totalità dei nostri consimili sia in qualche maniera colpa nostra: abbiamo creato macchine troppo abili che poi si sono ribellate? Un'intelligenza artificiale è diventata talmente evoluta da volerci eliminare per preservare il pianeta? Una corsa agli armamenti è stata esasperata fino all'estremo? Tutte ipotesi plausibili che per ora non hanno risposta.

Quello che sappiamo è che ci sono alcune tribù che resistono nonostante le difficoltà e si dedicano alla caccia delle misteriose macchine per ottenere preziose risorse necessarie alla sopravvivenza. Una di queste risorse è un fluido verde che si accumula sulla schiena di alcune macchine che vanno cacciate tentando l'approccio stealth, un'attività che dovrebbe essere semplicemente una delle tante possibili in un open world che promette varietà. L'ambiente innevato che abbiamo visto, infatti, dovrebbe essere solo uno dei tanti presenti in un'ecosistema che spazia da vallate desertiche a giungle a spazi verdi e lussureggianti.

Dopo una prima fase in stealth, l'attacco alle creature si trasforma in combattimento in campo aperto quando quelle più piccole fuggono e subentra una specie di gigantesco dinosauro meccanico a difenderle. Questa è l'occasione per presentarci il sistema di combattimento basato nella demo sull'arco e diverse tipologie di frecce. Ci è stato detto che sarà possibile utilizzare anche altre armi (comunque sempre primitive), ma per il momento l'attenzione è sui tre diversi dardi che vediamo scoccare. Il primo, elettrico, serve per stordire il bestione, poi si usa quello perforante per far saltare pezzi d'armatura e liberare l'accesso al "cuore" che va poi distrutto con una freccia esplosiva.

La disponibilità di frecce così potenti è limitata, molto limitata, e allora è indispensabile immobilizzare il bestione con delle corde per assicurarsi di non sprecarne una. Il combattimento è complesso e suddiviso in più fasi durante le quali vediamo come la mappa sia arricchita da alcuni elementi distruttibili come alberi o grosse rocce.

Horizon Zero Dawn 2
Le frecce più potenti viste nel video saranno limitate. Nel filmato mostrato il combattimento andava a buon fine, ma in realtà non sarà così facile.

Il motore grafico utilizzato dal gioco è basato su quello dell'ultimo Killzone, ma con pesanti rimaneggiamenti fondamentali per renderlo capace di gestire ampi spazi aperti. L'orizzonte, e in un gioco che si chiama Horizon ce lo aspettiamo pure, è piuttosto lontano e soprattutto mostra luoghi che possono essere raggiunti, non semplici cartonati di sfondo.

Globalmente l'impatto con Horizon: Zero Dawn è notevole, serve chiaramente un po' di pulizia in più su alcuni dettagli ma, complice una direzione artistica decisamente indovinata che mescola elementi naturali a tecnologici, non si può che ben sperare sul fronte tecnico.

Noi siamo molto curiosi di scoprire maggiori dettagli sulla componente GDR del gioco, sappiamo che non sarà possibile cambiare il personaggio principale, ma anche che potremo espandere lo spettro di abilità di Aloy lungo tre alberi dei talenti dedicati a stealth, caccia e crafting, insomma, la produzione di Guerrilla è veramente interessante e contribuisce a dare la sensazione di una Sony che vince e convince.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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