Abbiamo provato gli Hololens - articolo

Cinque minuti col futuro di Microsoft calcato in testa.

"Gli Hololens sono super cool". A dirlo è Shuhei Yoshida, presidente di SCE Worldwide Studios, e se la persona che incarna il diretto concorrente di Microsoft dà un simile imprimatur, vuol dire che il nostro entusiasmo ha avuto ben più d'una ragione d'esistere.

L'occasione per provare i visori di realtà aumentata ce l'ha fornita ovviamente l'E3, nel corso di una presentazione piuttosto esclusiva che s'è tenuta l'ultimo giorno della fiera. Il pretesto è stato provare Halo 5 Guardians in multiplayer ma chi era lì in coda insieme a noi, come noi, probabilmente voleva solo calcarsi bene in testa il nuovo visore di Microsoft.

Il quale, rispetto ai concorrenti della realtà virtuale quali Oculus Rift e Morpheus, è più leggero e confortevole. L'unica particolarità della presentazione, che ha lasciato intuire che eravamo pur sempre di fronte a un prototipo, è stata che prima del nostro ingresso un signore in camice bianco con fare dottorale ci ha misurato la distanza tra gli occhi con un apposito apparecchio. E sulla base del numero risultante (64,5 nel nostro caso) ha tarato di conseguenza il dispositivo.

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La qualità dell'immagine proiettata dagli Hololens è esattamente quella che vedete in questa immagine.

È chiaro dunque che gli Hololens finali dovranno automatizzare questo processo, per il resto sono pura fantascienza. Prima della saletta in cui erano presenti le postazioni di Halo 5, Microsoft infatti ha pensato bene di allestire una specie di base spaziale con una stanza iniziale, due corridoi e una 'briefing room' con tavolo esagonale per spiegare come giocare alla modalità Warzone.

Ma ammetto di non aver capito molto di quello che avrei dovuto fare di lì a poco, perché la mia mente era focalizzata unicamente su un interrogativo: ma come funzionano gli Hololens? Se infatti i detrattori diranno che in fin dei conti offrono un risultato finale analogo alla realtà aumentata già provata altre volte, il bello è che il dispositivo di Redmond pare vivere di vita propria. Nel senso che non richiede quei marker simili a codici QR che prima erano necessari a far capire che sì, è proprio lì che bisogna visualizzare qualcosa.

Il primo esempio è venuto dopo il classico briefing iniziale, in cui il personale di Microsoft ti fa capire che se per sbaglio tiri fuori una telecamera o un cellulare, ti aspetteranno 10 anni di detenzione a Guantanamo. Dopo però ci è stato detto di raggiungere il primo corridoio e lì, a mezz'aria, è misteriosamente apparsa la classica icona del waypoint a indicarci dove andare. Ne abbiamo viste a milioni nella nostra carriera di videogiocatori ma averla per la prima volta davanti a noi, quasi a portata di mano, è stata un'esperienza incredibile. Come essere dentro un videogioco.

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Questa immagine della modalità Warzone di Halo 5 ha messo un po' in crisi l'ampiezza del campo visivo degli Hololens. Nulla che non possa essere risolto con un display più ampio.

Subito abbiamo cercato di sondare i limiti della diavoleria che avevamo in testa girando lo sguardo dall'altra parte e, sempre come nei videogiochi, sono apparsi degli indicatori a dirci che eravamo rivolti dal lato sbagliato. Quindi gli Hololens percepiscono la nostra direzione a 360 gradi. Al che, non potendo fare altro, abbiamo camminato fino al primo waypoint, che è svanito magicamente a pochi centimetri dal nostro naso per riapparire alla nostra sinistra.

L'obiettivo era infatti portarci al tavolo esagonale della 'war room' di cui sopra e lì, altrettanto magicamente, un vero e proprio ologramma è apparso davanti ai nostri occhi, spiegandoci cosa avremmo dovuto fare qualche minuto dopo nella modalità Warzone di Halo 5. Da notare che parlando coi nostri colleghi italiani, è emerso che ognuno di noi vedeva la stessa immagine proiettata nella sua direzione. La qualità dell'immagine era eccezionale, al punto da farci domandare se dopo non avremmo giocato a un titolo della serie Star Wars, perché quegli istanti richiamavano insistentemente il momento in cui Mon Mothma spiegava a bordo della Home One come condurre l'attacco agli Imperiali ne Il Ritorno dello Jedi.

In questi momenti, di fronte a immagini che coprivano il nostro campo visivo ben più che l'icona di un waypoint, è emerso l'unico difetto degli Hololens, ossia la ristrettezza del campo visivo 'virtuale'. Perché il funzionamento della prossima diavoleria targata Microsoft sulla carta è piuttosto semplice: da qualche parte sopra i nostri occhi c'è un display che crea le immagini che poi vengono proiettate sulle lenti, che le sovrappongono alla realtà che stiamo osservando.

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Avete presente la scena de Il Ritorno dello Jedi in cui i Ribelli pianificano l'assalto alla Morte Nera? Ecco, con gli Hololens i risultati sono esattamente questi.

Nel prototipo che abbiamo testato il display aveva un formato 4:3, troppo piccolo per coprire interamente la nostra visuale. Il risultato è che bastava girare leggermente la testa a destra o a sinistra per veder sparire bruscamente l'ologramma.

È chiaro allora che i prossimi dispositivi dovranno montare almeno un display 16:9 per fornire risultati convincenti, ma quel che abbiamo potuto vedere è stato comunque un bellissimo assaggio del futuro che verrà. Perché mettendo la mano davanti agli Hololens in modo da ostruirne integralmente la visuale, vedevamo comunque l'ologramma, il che significa che questi visori funzioneranno in qualsiasi condizione e senza punti di riferimento.

Terminato il briefing è stato il momento di provare Halo 5, del quale vi parlerò in un articolo a parte, segnando di fatto la fine della dimostrazione degli Hololens. Che mi hanno lasciato con una sensazione di meraviglia come non mi accadeva da tempo ma anche con qualche quesito.

Un video vale più di mille parole. Ecco la demo degli Hololens così come l'abbiamo vista coi nostri occhi.

Uno riguarda l'effettiva utilità dei visori in ambito videoludico. Non va infatti dimenticato che inizialmente Microsoft presentò gli Hololens dicendo che non necessariamente avrebbero trovato nei videogame la propria collocazione ideale. E a ben guardare, nel nostro caso sono serviti a infiocchettare la demo di Halo 5 Guardians, non a giocarla meglio. Certo, c'è stata anche la dimostrazione degli Hololens con Minecraft nel corso della conferenza stampa di Microsoft, ma non è stato ben chiaro se i visori torneranno utili attivamente durante il gioco o se serviranno solo a osservare il risultato finale del nostro lavoro.

Microsoft chiarirà in futuro questi e altri dubbi ma soprattutto dovrà lavorare per dare un'identità, una fisionomia ben precisa agli Hololens. E a far sì che non pestino i piedi agli Oculus Rift che, lo ricordiamo, potranno essere usati anch'essi con l'Xbox One, seppure in streaming attraverso Windows 10. Di testa ne abbiamo una sola e, immaginiamo, alcuni giochi saranno utili solo con un certo visore e non con l'altro.

Dunque è meglio la realtà virtuale, più pesante e scomoda ma più immersiva, o la realtà aumentata, più leggera e pratica ma vincolata al reale? Quale che sia la risposta che ognuno di noi darà, non va dimenticato l'Xbox One al momento è l'unica console che permetterà di scegliere tra le due. Un altro punto a favore dell'illuminata gestione di Phil Spencer.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it  |  Agonista

Il suo passato Ŕ costellato di tutto ci˛ che Ŕ stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ĺ95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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