StarCraft 2: Legacy of the Void - prova

In attesa del lancio invernale, siamo rientrati in azione.

Sono passati quasi tre mesi dall'inizio della beta di StarCraft 2: Legacy of the Void, il terzo e conclusivo capitolo stand lone della trilogia che sarà incentrato su una campagna single player dedicata ai Protoss. Nell'attuale fase di test non è presente alcun riferimento al single player, è accessibile infatti solo un prologo di tre missioni chiamato Sussurri di Oblio a chi effettua il preacquisto digitale del gioco su Battle.net, ma per il resto la beta si focalizza interamente sulla componente multigiocatore.

Per stessa ammissione degli sviluppatori, i test di Legacy of the Void sono iniziati con un certo anticipo rispetto a quanto abitualmente veniva fatto in passato. Questo perché si è cercato di avere un riscontro dai giocatori il prima possibile, anche a costo di proporre una beta incompleta, non rifinita nelle prime settimane e soprattutto destinata a durare a lungo.

Insomma ci siamo trovati di fronte a una vera beta, non a una demo del gioco destinata agli utenti interessati a provare in anticipo il prodotto per poi valutarne o meno l'acquisto. Detta così questo potrebbe sembrare un elemento negativo, invece è l'esatto opposto visto che gli sviluppatori avranno ancora tempo per valutare il feedback e apportare correzioni in corsa.

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A inizio partita abbiamo ora 12 lavoratori, e anche la quantità di risorse dei giacimenti è stata modificata per ridurre i tempi morti dei primi minuti e favorire l'azione.

Abbiamo avuto modo di provare i nuovi contenuti proposti che possiamo raggruppare sostanzialmente in due gruppi. Da un lato, come detto sopra, essendo il focus dei test concentrato sull'esperienza multiplayer, troviamo sei nuove unità (due per razza) e tutta una serie di modifiche volte al bilanciamento delle partite, dall'altro possiamo provare solo una delle nuove modalità in arrivo con questo terzo capitolo di StarCraft 2: la modalità Arconte.

Possiamo considerare la modalità Arconte come una sorta di evoluzione degli scontri 2v2, dove due giocatori si ritrovano a condividere la stessa base durante una partita e possono controllarne le unità, costruire edifici e gestire la produzione. In questo modo si riesce potenzialmente a raggiungere un grado di efficienza e microgestione che due soli mani e un unico cervello non potrebbero mai ottenere.

La parola chiave di queste partite è 'coordinazione'. Per riuscire a ottenere un qualsiasi tipo di risultato è infatti indispensabile puntare su una strategia comune da portare avanti e soprattutto avere un certo feeling con il nostro compagno di gioco. Non esiste alcun matchmaking automatico per la modalità Arconte, che funziona solo con gruppi di amici preesistenti (per fortuna, aggiungiamo noi). È divertente sperimentare questo diverso stile di gioco, basato più sulla coordinazione che sull'individualità delle strategie e della loro esecuzione a cui StarCraft ci ha da sempre abituato, una ventata d'aria fresca che al momento sembra ben riuscita.

Per quanto riguarda le meccaniche del gioco che hanno subito un aggiornamento, una delle principali riguarda la raccolta delle risorse. In pratica, la quantità di risorse presenti nei giacimenti è stata nel complesso abbassata ed è stato aumentato il numero di lavoratori addetti alla loro raccolta presenti a inizio partita. L'obiettivo è di incentivare e velocizzare le prime fasi di ogni match, dando un rilievo ancora maggiore alle espansioni. Il gioco risulta essere sin dai primi istanti più rapido, bisogna iniziare ogni partita con un'idea chiara di cosa fare, e perdere preziosi secondi nelle prime fasi può costare molto caro.

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Il Cyclon, una delle nuove unità dei Terran, è una sorta di torretta lanciamissili su cingoli in grado di agganciare un bersaglio specifico e attaccarlo anche in movimento.

È importante sottolineare che queste modifiche hanno un impatto soprattutto ad alti livelli di abilità. Anche se forse sono pensate per migliorare potenzialmente l'esperienza di gioco di tutti, sono implementate con uno sguardo ben preciso verso l'ambito eSport: StarCraft 2 è nato con questo spirito nel suo DNA e non dobbiamo mai dimenticarcene. Nella pratica quotidiana dei comuni mortali che apprezzano il gioco ma sono ben lontani dall'essere dei campioni, la formula risulta comunque divertente e riduce i tempi morti tipici delle prime fasi delle partite. Nel complesso, è un passo in avanti per tutti.

La situazione si complica un po' andando a vedere le nuove unità aggiunte a ogni razza giocabile. Alcune non sono per nulla semplici da utilizzare e da un certo punto di vista si può dire che siano troppo specializzate. Stiamo parlando ad esempio del nuovo Disgregatore dei Protoss, un'unità leggera meccanica che, all'attivazione della sua (unica) abilità chiamata Supernova purificante, emette una potente scarica in grado d'infliggere danni radiali in un'area circolare intorno all'unità stessa.

A parole sembra anche interessante, peccato che gli sviluppatori stiano avendo quando problema nel bilanciarla e nell'attuale versione risulti essere un po' sottotono. L'obbiettivo è fare in modo che che questa unità risulti efficiente se utilizzata in quantità limitata nelle armate Protoss. Se da un lato è un ragionamento comprensibile, non tutte le unità possono essere la colonna portante di un esercito, e dall'altro viene da chiedersi se sia un ragionamento sensato da applicare a una nuova aggiunta che dovrebbe caratterizzare la fazione protagonista di Legacy of the Void. Al momento sembra un po' un'occasione mancata, vedremo se con le prossime modifiche alla beta arriveranno delle novità al riguardo.

La seconda nuova arrivata nelle armate Protoss è l'Adepta, un'unità d'attacco a distanza che può colpire solo le unità di terra e che è dotata dell'abilità Trasferimento Psionico per riposizionarsi rapidamente sul campo di battaglia. Quest'abilità permette di creare una copia dell'Adepta controllabile separatamente, ma che non può attaccare o essere attaccata. Dopo alcuni secondi, l'Adepta si teletrasporta nel punto in cui si trova la copia, e quest'ultima scompare.

Le missioni Sussurro di Oblio.

Ci troviamo di fronte a una sorta di Persecutore, meno affidabile nei movimenti dato che non possiamo attivare noi direttamente il teletrasporto, ma altrettanto divertente e interessante. In questo caso abbiamo un'unità che può rivestire un ruolo primario negli eserciti Protoss, divertente da usare ed esteticamente ben realizzata.

Anche le altre due razze hanno ricevuto due nuove unità a testa. Per gli Zerg torna la Criptolisca, presente già nel primo StarCraft, e arriva il Laceratore. Entrambi sono un'evoluzione di unità preesistenti, Idralisca e Blatta nello specifico, e anche in questo caso ritroviamo la situazione vista con i Protoss. La Criptolisca infligge danni in linea retta solo quando è rintanata ed è divertente da utilizzare, chi amava la sua controparte presente nell'originale StarCraft non resterà deluso. Il Laceratore invece è un po' meno interessante: trattasi di una sorta di Blatta migliorata dotata di un attacco speciale, una sorta di mortaio che va gestito in maniera perfetta per essere un minimo utile, ma nel complesso sembra un'unità destinata a pochi.

I Terran hanno ricevuto il Cyclone, una sorta di torretta lanciamissili su cingoli in grado di agganciare un bersaglio specifico e attaccarlo anche in movimento. Recentemente è arrivato poi il Liberatore, una costosa unità aerea che può attaccare altre unità aeree ed essere schierata per colpire unità terrestri presenti in una specifica area bersaglio. È molto divertente da utilizzare e da un certo punto di vista ricorda la dualità del Carro d'Assedio, mentre il Cyclone sembra rientrare in quella categoria di unità che richiedono un'ottima capacità di microgestione per essere utili.

In generale, il problema principale delle nuove unità è che molte sembrano destinate a ricoprire nicchie specifiche e non danno l'impressione di essere state pensate per diventare delle nuove colonne portanti degli eserciti a cui appartengono. Ricordiamo comunque che la beta durerà ancora vari mesi, l'uscita del gioco è prevista per il prossimo inverno e gli sviluppatori stanno continuamente apportando modifiche a seconda del feedback degli utenti.

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Ecco l'Adepta, la più riuscita tra le due nuove unità Protoss, che attacca a distanza e grazie all'abilità Trasferimento Psionico può riposizionarsi rapidamente sul campo di battaglia.

Vale la pena di sottolineare che nella beta manca molto di quanto Legacy of the Void proporrà nella sua versione completa. Questo terzo capitolo aggiungerà infatti un sistema di tornei automatizzati, oltre a una nuova modalità cooperativa che permetterà ai giocatori di sfidare l'IA con l'obiettivo di completare incarichi specifici.

Al momento non si conosce nulla di queste nuove opzioni di gioco e saranno proprio loro, insieme alla campagna single player, il vero ago della bilancia in grado di decretare la riuscita di StarCraft 2: Legacy of the Void al momento della sua pubblicazione. Nei mesi che separano il gioco dall'uscita continueremo naturalmente a seguirne l'evoluzione: restate con noi!

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Riguardo l'autore

Federico Chiesa

Federico Chiesa

Redattore

Federico Chiesa è un appassionato di videogame la cui curiosità lo ha spinto a provarne di ogni tipo, cercando sempre nuovi mezzi per condividere questa grande passione. Il suo motto è “Non c’è provare, fare o non fare.”

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