Yatagarasu: Attack on Cataclysm - recensione

Pura passione anni '90.

A volte la passione verso un genere di videogiochi è tale da spingere una manciata di sviluppatori a portare avanti per anni un progetto a dir poco ambizioso, usando solo i pochi ritagli di tempo libero a loro disposizione.

È questo ciò che è accaduto con Yatagarasu: Attack on Cataclysm, picchiaduro a incontri realizzato da alcuni ex-programmatori SNK che in passato contribuirono a realizzare pietre miliari del genere, come Fatal Fury e The King of Fighters.

L'idea di questo piccolo gruppo era quella di seguire le orme del glorioso Street Fighter III: Third Strike, recuperandone alcune meccaniche e creando un progetto simile nel gameplay, ma caratterizzato da tutta la potenza visiva di SNK.

Dopo anni di sviluppo fin troppo lento, tuttavia, il team ha pensato di approfittare di una delle tante piattaforme di crowdfunding in circolazione (Indiegogo, in questo caso), per recuperare i soldi necessari per il completamento dell'opera e l'aggiunta di una manciata di personaggi al roster contenuto già realizzato dopo tanti anni di impegno incessante.

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Tra i personaggi di Yatagarasu si trovano un po' tutte le categorie classiche, dal simil-shoto al grappler gigantesco.

Grazie a questa campagna, e all'intervento del publisher Nyu Media, tutti i fan del genere possono finalmente apprezzare un miracolo di nostalgia, un concentrato di passione anni '90 impossibile da ignorare se si anno più di 30 anni suonati.

Se confrontato a molti altri esponenti del genere usciti recentemente, dal punto di vista tecnico Yatagarasu non può che uscirne con le ossa rotte. D'altra parte stiamo pur sempre parlando di un progetto studiato per omaggiare il Third Strike, e non è un caso che la veste grafica ricordi in tutto e per tutto quella dello scorso millennio, compresa la bassa risoluzione.

Superato questo impatto vintage (che a qualcuno potrà anche piacere, in fin dei conti), ci si rende immediatamente conto di quanto i movimenti e il design dei singoli personaggi siano curati, facendo tornare alla mente un periodo in cui l'amore per questi due elementi era maniacale.

Ognuno dei personaggi presenti nel roster vanta una caratterizzazione ricercata e unica, a partire dal costume, fino ad arrivare alla tipologia di animazioni. Questa cura maniacale nei dettagli artistici emerge anche dalle ottime arene, caratterizzate da una nobiltà espressiva mai sperimentata, per esempio, con Street Fighter IV o Street Fighter X Tekken.

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Tra le idee interessanti del gioco c'è quella che prevede di scegliere il commentatore di supporto. Sono stati inseriti anche nomi molto famosi!

Ma è sul fronte del gameplay nudo e crudo che Yatagarasu offre il meglio di sé, mettendo nelle mani dei giocatori un piccolo gioiello di tecnica e bilanciamento. Ogni personaggio è stato pensato e sviluppato in modo da non essere palesemente più forte degli altri, e perfino la scelta del numero e della tipologia di mosse speciali è stata effettuata in modo da non favorire nessuno in particolare.

Tra i combattenti si trovano molti classici del genere, in una sorta di inno al picchiaduro a incontri privo di cloni o joke charactres. Ogni combattente del roster di Yatagarasu è in grado di dire la propria e di eccellere in un gameplay basico ma al tempo stesso molto profondo, che sfrutta quattro tasti di attacco in perfetto stile SNK.

Stick alla mano, l'ispirazione al Third Strike emerge in modo evidente nel momento in cui ci si rende conto che la meccanica principale del gioco è quella delle parry, che anni fa resero celebre l'amatissimo titolo Capcom.

A differenza di quanto accadeva in Street Fighter, però, in Yatagarasu le parry sono associate a due tasti, uno per le parate alte e uno per quelle basse, andando a modificare leggermente le dinamiche a cui i veterani dell'arcade stick sono ormai abituati.

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I ritmi di gioco non sono mai altissimi, eppure è necessario un impegno fuori dal comune, quando si affrontano giocatori capaci.

Le parry, in sostanza, permettono sia di bloccare qualsiasi attacco (comprese le super o le mosse speciali) senza subire alcun danno (nemmeno il chip damage), ma soprattutto riducono il block stun, creando di fatto ghiotte finestre per contrattaccare, dopo aver letto con precisione le mosse dell'avversario.

Tradotto in un linguaggio più comprensibile, invece di rimanere inchiodati a terra in parata a subire la pressione nemica, si possono sfruttare le parry per trasformare una situazione di svantaggio nel momento ideale per iniziare la propria offensiva.

Com'era già accaduto nel Third Strike, anche in Yatagarasu le parry sono l'elemento che separa i giocatori occasionali da quelli più abili, un dettaglio facile da imparare da estremamente difficile da sfruttare con costanza e precisione.

Se ci si concentra solo su ciò che accade nell'arena, Yatagarasu si dimostra un titolo eccellente sotto moltissimi punti di vista, ma la sua natura indie emerge prepotentemente quando si esamina ogni altro elemento del pacchetto.

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La modalità Allenamento è ben studuata e permette di sperimentare a dovere con il sistema di combattimento.

I menù sono grezzi, poco curati e a volte ridondanti (due modalità arcade?), e la gestione dell'online, elemento particolarmente importante per questo genere di giochi, è legata a metodi di connessione vecchi di decenni. Vi basti sapere che per impostare le cose a dovere è necessario ricorrere alla procedura di port fowarding, che potrebbe creare più di un problema agli utenti meno navigati.

Il vero problema di Yatagarasu, quindi, è la totale assenza di rifiniture, una rozzezza di fondo che potrebbe impedire ad alcuni utenti di apprezzare le meraviglie che si celano dietro al suo sistema di combattimento tecnico ma non per questo troppo complicato, e al suo design semplicemente eccellente.

Altrettanto curato è il comparto audio, non tanto per le voci dei personaggi (campionate con un livello qualitativo non altissimo), quanto per l'ottima colonna sonora composta da brani che non faticheranno a scavarsi un posto fisso nella vostra memoria.

Se amate i picchiaduro vecchio stile, bilanciati e caratterizzati da un roster limitato nel numero, ma ben differenziato, Yatagarasu potrebbe essere una perla inaspettata da aggiungere alla vostra collezione. Lo consigliamo senza riserve a tutti coloro che hanno amici con cui giocare offline. L'online macchinoso (ma estremamente performante, se impostato a dovere), potrebbe invece scoraggiare i giocatori meno pazienti.

7 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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