Digital Foundry prova il gaming ultra-wide 21:9 su PC - articolo

Testiamo il monitor 34UM67 di LG e le GPU necessarie per ottenere la migliore esperienza ultra-wide screen.

Ultimamente si fa un gran parlare di gaming 4K ma forse vale la pena porsi una domanda: impiegare tutte queste risorse di GPU per incrementare la risoluzione mantenendo il consueto aspetto 16:9 è veramente la scelta migliore? Oppure i giocatori PC dovrebbero considerare anche un approccio differente? La popolarità sempre maggiore dei display “ultra-wide” in formato 21:9 offre una potenziale alternativa al rapporto schermo ormai considerato tradizionale, e basandoci sulle nostre prime esperienze dobbiamo dire il gaming in ultra-wide screen offre delle notevoli soddisfazioni.

Le risoluzioni 21:9 sono tipicamente due: 2560x1080 oppure 3440x1440. Stiamo parlando delle alternative ultra-wide ai classici display 1080p e 1440p, con un conteggio dei pixel orizzontali incrementato del 33,3%. Il modello da noi testato per questo articolo è un LG 34UM67-P (fornito dal produttore) ed è interessante per due motivi: innanzi tutto è un enorme pannello da 34 pollici (praticamente il più grosso sul mercato), in secondo luogo supporta la tecnologia FreeSync di AMD, che consente di giocare senza alcuna forma di v-sync ed eliminando al tempo stesso gli artefatti di tearing.

Le prime impressioni su questo schermo sono eccezionali ma è importante che ogni dato sia messo nel giusto contesto. Lo schermo è un 34” ma siccome la misurazione avviene lungo la diagonale, ciò significa che è molto più largo di quanto non ci si aspetterebbe, mentre la verticale è più o meno quella di un monitor 16:9 da 27”. Il 34UM67 ha una risoluzione di 2560x1080 ma in tutte le altre aree è un display di fascia medio-alta: utilizza la tecnologia IPS (con un'ottima copertura del range sRGB), ha una buona uniformità e quasi nessuna perdita di luminosità dai margini. Di default è piuttosto luminoso ma una volta calibrato propriamente offre un'ottima qualità d'immagine.

Lanciando Windows, abbiamo subito scoperto che lo spazio orizzontale aggiuntivo offre dei vantaggi: la sensazione è simile a quella che si ottiene impiegando due schermi affiancati ma senza la fastidiosa interruzione causata dalle cornici. Fare video editing con Adobe Premiere Pro, in particolare, è una rivelazione: si può tenere la maggior parte del progetto su schermo, senza dover effettuare scrolling. Un'altra feature interessante è la possibilità di dividere lo schermo in due e impiegarlo come due schermi diversi: da PC si può impostare la scena come se fosse composta da due display 1280x1080 separati, oppure porzioni differenti basate su scaling e letterboxing.

Un riferimento visivo di ciò che si ottiene con uno schermo 21:9 in ambito gaming, con anche uno sguardo alle GPU necessarie per giocare a risoluzione 2560x1080 o 3440x1440.

Ma a noi ovviamente interessa il gaming ed è in questo ambito che il rapporto schermo ultra-wide dà il suo meglio. In giochi come Project Cars, che offrono la visuale dal cruscotto, il campo visivo maggiore ha un impatto straordinario. Anche gli FPS sono più immersivi, mostrando una porzione maggiore di scenario, anche se l'effetto è per la maggior parte dedicato ad espandere la visione periferica. Il miglioramento più notevole proviene forse dagli action in terza persona: l'ambiente si apre intorno al personaggio restituendo una presentazione molto più cinematografica (per usare un termine spesso impiegato a sproposito). All'improvviso, tornando a giocare a qualcosa come Assassin's Creed su un normale schermo 16:9 si ha l'impressione di essere “soffocati”, come se si dovesse tornare oggi da uno schermo 16:9 ad un vecchio 4:3.

Ma quanto deve essere potente una GPU per gestire questo nuovo scenario di gaming? Per mantenere settaggi “high” o “ultra” sui titoli moderni a risoluzione 2560x1080, è necessario impiegare schede come la Radeon R9 390 di AMD o la GeForce GTX 970 di Nvidia. Si tratta di GPU che raccomandiamo anche per il tradizionale gaming a 1080p, e in termini di scalabilità a risoluzioni maggiori è probabilmente il prodotto di AMD che offre la performance complessivamente migliore, mentre la rivale di Nvidia ricorre all'overclocking per recuperare terreno.

La domanda, nel complesso, è: quanto impatto c'è sulla performance quando si incrementa il conteggio dei pixel del 33%? La Radeon R9 390, già più veloce della GTX 970 nella maggior parte degli scenari 1080p, incrementa il vantaggio nel formato 21:9 e subisce un calo di performance di soltanto il 13%. Da parte sua, la GTX 970 se la cava meno bene, soffrendo un calo di performance del 19%. La situazione è ottimale per l'impiego con il 34UM67-P, che supporta la tecnologia FreeSync di AMD e dunque è perfetto in accoppiata con la R9 390.

Per giocare a risoluzione 2560x1080, raccomandiamo la Radeon R9 390. È una scheda molto impiegata anche per il normale gaming Full HD, e in questo confronto mostra di subire un impatto di performance non eccessivo nel gestire il 33% di pixel aggiuntivi.

R9 390 1920x1080 R9 390 2560x1080 GTX 970 1920x1080 GTX 970 2560x1080
Assassin's Creed Unity, Ultra High, FXAA 51.6 42.5 51.7 40.1
Battlefield 4, Ultra, 4x MSAA 74.1 62.4 74.6 59.3
Crysis 3, Very High, SMAA T2x 75.1 62.1 71.4 53.7
COD Advanced Warfare, Extra, FSMAA 110.9 100.0 117.9 106.6
Far Cry 4, Ultra, SMAA 82.1 74.6 77.4 58.2
Ryse: Son of Rome, High, SMAA 76.6 70.4 65.1 56.5

Ma per il pubblico hardcore la risoluzione ultra-wide screen più interessante è ovviamente quella 3440x1440 (anche perché, su un monitor da 34”, non c'è bisogno di utilizzare il terribile scaling di Windows per i pannelli ad alti DPI). Inoltre, come abbiamo già detto e ripetuto durante le nostre prove delle super-GPU di ultima generazione, prodotti come la R9 Fury X e la GTX 980 Ti ancora sono lontani di una o due generazioni dal poter offrire un'esperienza 4K davvero eccellente, ma con i pixel “ridotti” di un monitor ultra-wide 1440p sembrano decisamente più a loro agio.

Basandoci su questa considerazione, abbiamo operato i nostri benchmark 4K a 3440x1440 usando il nostro nuovo sistema di capture basato su DisplayPort 1.2, per ottenere i dati video direttamente dall'output della GPU. I risultati sono notevoli: i frame-rate migliorano del 46% sulla Radeon R9 Fury X e del 49% sulla Nvidia GTX 980 Ti. La risoluzione ultra-wide 3440x1440 ha solamente il 60% dei pixel rispetto a quella 4K, ma dal nostro punto di vista, quello che si perde in densità di pixel lo si riguadagna con una visuale molto più ampia ed un netto miglioramento dei frame-rate.

Il nostro monitor LG 34UM67-P offre solo 2560x1080 pixel, ma possiamo comunque avere un'idea di che tipo di gameplay si ottiene a 3440x1440 usando la funzione di DSR super-sampling e successivo downscaling della GTX 980 Ti. Per darvi un'idea della potenza offerta dalle GPU di fascia altissima, abbassando i settaggi grafici da “very high” a “high” abbiamo potuto giocare alla campagna di Crysis 3 con una media di 75fps (il 34UM67 supporta sia il refresh a 60Hz che a 75Hz, anche se la differenza è difficile da percepire).

Alla risoluzione 3440x1440, offerta dai pannelli 21:9 di fascia alta, raccomandiamo di impiegare una GPU come la GeForce GTX 980 Ti o la Radeon R9 Fury X e di ritoccare comunque i settaggi grafici leggermente verso il basso. La scheda Nvidia performa meglio in questa prova specifica, ma entrambe le GPU se la cavano bene.

R9 Fury X 3440x1440 R9 Fury X 3840x2160 GTX 980 Ti 3440x1440 GTX 980 Ti 3840x2160
Assassin's Creed Unity, Very High, FXAA 39.6 25.3 40.8 26.5
Battlefield 4, High, Post-AA 74.4 51.0 91.2 61.0
Crysis 3, High, SMAA T2x 77.0 52.2 81.3 49.2
COD Advanced Warfare, Impostazioni Console, FXAA 107.0 85.3 120.5 86.9
Far Cry 4, Very High, SMAA 68.7 47.1 67.5 50.5
Ryse: Son of Rome, Normal, SMAA 67.7 44.0 64.3 41.7

Nel complesso, il gaming a 21:9 è molto interessante: per creare un setup a risoluzione 2560x1080 si può scegliere tra i numerosi monitor in commercio, in coppia con una scheda grafica dal prezzo ragionevole, come la R9 390. I display 3440x1440 sono sicuramente più costosi e richiedono invece di impiegare una GPU di fascia altissima, come la R9 Fury X o la GTX 980 Ti. A questa risoluzione, comunque, i compromessi grafici che vanno compiuti per ottenere un frame-rate ottimale sono molto minori di quelli necessari per giocare a 4K, tanto da rendere questo lo “sweet spot” per impiegare le migliori GPU odierne.

Ovviamente, però, ci sono anche dei lati negativi. Shadow of Mordor gira ottimamente in 21:9, mantenendo le giuste proporzioni a tutte le risoluzioni, ma curiosamente il benchmark no, sottolineando un problema che sussiste con svariati titoli: il mancato supporto al formato ultra-wide screen. Molti titoli disegnano il giusto numero di pixel ma non riescono comunque a comporre correttamente l'immagine; altri semplicemente non rendono disponibili le opzioni 3440x1440 e 2560x1080 tra le risoluzioni. Altri giochi ancora non riescono ad offrire un'esperienza coerente: The Witcher 3, ad esempio, gira senza problemi a 21:9 in fase di gameplay ma le cut-scene in tempo reale vengono comunque disegnate in formato 16:9 e lasciano dunque delle grosse barre nere a destra e a sinistra dello schermo.

Per fortuna la situazione sta cambiando. Il team di Flawless Widescreen è all'opera per assicurarsi che tutti i titoli più importanti siano supportati, mentre WSGF.org è un'altra risorsa importante per imparare a utilizzare meglio il formato. Consigliamo anche di leggere il thread di NeoGAF sull'aspect ratio 21:9, non soltanto per i numerosi consigli pratici che vi sono reperibili ma anche per la gran quantità di splendidi screenshot.

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Un confronto diretto tra 16:9 e 21:9. Quest'ultimo rapporto torna molto utile in determinati tipi di giochi, come le simulazioni con visuale dall'interno del cruscotto e i titoli in terza persona.

LG 34UM67-P e gaming in formato 21:9: l'opinione del Digital Foundry

Affrontare il tema del gaming a 21:9 è stato un compito affascinante e un ottimo esempio di ciò che rende unico il formato PC: la possibilità di ritagliare l'esperienza in base alle proprie esigenze e di spingere il gaming in direzioni che nemmeno gli stessi sviluppatori possono prevedere. Ovviamente si tratta di una forza che può anche trasformarsi in una debolezza: nel caso specifico del 21:9 bisogna infatti dire che molti giochi ancora non supportano correttamente questo formato, il che significa che per farli girare al meglio sarà necessario l'impiego di mod e simili.

Auspicabilmente, però, in futuro la situazione cambierà e sempre più titoli supporteranno il 21:9 nativamente. Dopotutto, basandoci sui dati di Steam, la risoluzione 1080p rimane quella più comunemente impiegata per giocare, e quelle 1440p o 4K sono usate da meno dell'1% dell'utenza. Andando oltre al Full HD, il mercato si sta frazionando in una serie di nicchie molto più ristrette: non solo gli schermi ultra-wide ma anche i set-up basati su monitor multipli. In futuro sarà necessario programmare i propri titoli in modo sempre più accurato per accontentare tutti.

Al momento attuale, giocare a 21:9 è chiaramente un'alternativa molto valida rispetto alla scelta di incrementare semplicemente la risoluzione mantenendo il formato 16:9. Riguardo al pannello specifico da noi provato, se dobbiamo muovere una critica, essa riguarda invece il prezzo: circa 600 euro sono una bella cifra e la versione 3440x1440 è mostruosamente più costosa. Inoltre, spalmando la risoluzione 2560x1080 su una diagonale di 34”, la densità dei pixel non è particolarmente alta. Nonostante alcune controindicazioni esistano, dunque, sembra che il formato stia prendendo piede: LG è stata tra le prime aziende a proporlo ma molti altri concorrenti la stanno seguendo, il che dovrebbe aiutare a ridurre i costi e a migliorare la qualità dei prodotti.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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